La notte di Capodanno del 2024, in una piccola festa organizzata a Rosazza, nel Biellese, un colpo di pistola cambiò il corso della serata e aprì un caso giudiziario destinato a durare oltre un anno e mezzo.
A essere ferito fu Luca Campana, 31 anni, raggiunto a una gamba dal proiettile partito da una mini pistola. A portarla alla festa era stato Emanuele Pozzolo che, però, ha sempre negato di aver sparato il colpo.
La vicenda è ora al centro di una puntata di Un giorno in pretura, intitolata Capodanno col botto, in onda su Rai 3 domenica 27 settembre 2026.
Cosa è successo alla festa di Capodanno
Emanuele Pozzolo aveva trascorso la prima parte della serata con la famiglia nella sua abitazione di Campiglia Cervo. Dopo la mezzanotte aveva raggiunto la Pro Loco di Rosazza, dove era ancora in corso una festa privata alla quale partecipavano amici, conoscenti ed esponenti locali di Fratelli d’Italia.
Tra gli invitati c’erano anche Andrea Delmastro, allora sottosegretario alla Giustizia, alcuni componenti della sua scorta, la sindaca di Rosazza Francesca Delmastro e Pablito Morello, all’epoca ex caposcorta di Delmastro e padre della compagna di Campana.
Il cenone era ormai terminato e molti degli invitati si stavano preparando a tornare a casa. Poi uno sparo, la cui dinamica è diventata fin dall’inizio il punto più discusso della vicenda.
In quel momento Pozzolo aveva con sé una piccola pistola North American Arms calibro .22, ma ha sempre sostenuto di non essere stato lui a premere il grilletto.
Campana, invece, ha raccontato in aula che Pozzolo aveva estratto l’arma, l’aveva iniziata a maneggiare e la teneva in mano quando è partito il colpo che lo ha raggiunto alla gamba sinistra. Anche Morello ha riferito di avere visto l’arma nelle mani di Pozzolo al momento dello sparo.
Le indagini e le accuse iniziali
Dopo il ferimento, la Procura di Biella ha aperto un’inchiesta per chiarire chi avesse fatto partire il colpo e in quali circostanze. Pozzolo era l’unico indagato.

Tra le prime contestazioni c’erano le lesioni personali colpose nei confronti di Campana, l’accensione o esplosione pericolosa e l’omessa custodia dell’arma. Successivamente si è aggiunta la contestazione relativa al porto della pistola e quella riguardante le munizioni.
Nel frattempo, però, una parte del procedimento si è chiusa senza arrivare al dibattimento. Campana ha ritirato la querela dopo avere ricevuto un risarcimento e, di conseguenza, l’accusa per le lesioni personali non è più rimasta in piedi.
Per l’omessa custodia dell’arma e l’accensione o esplosione pericolosa Pozzolo ha invece ottenuto l’oblazione, pagando una somma di denaro che ha estinto i relativi reati.
Il processo per lo sparo di Capodanno
Il processo a Emanuele Pozzolo è quindi iniziato nel febbraio 2025, ma non per stabilire chi avesse sparato a Luca Campana. Con l’accusa di lesioni personali già uscita dal procedimento, il dibattimento si è concentrato sul porto della pistola e le munizioni che Pozzolo aveva con sé quella notte.
La dinamica dello sparo è rimasta comunque al centro della vicenda. Campana ha sempre sostenuto che Pozzolo avesse la pistola in mano quando è partito il colpo che lo ha ferito alla gamba. Pozzolo ha invece continuato a negare di essere stato lui a sparare.
Il punto è dunque questo: la pistola dalla quale è partito il proiettile apparteneva a Pozzolo, Campana è stato colpito durante la festa e Pozzolo ha sempre respinto l’accusa di avere esploso lui il colpo. Sul piano giudiziario, però, il processo arrivato davanti al Tribunale di Biella riguardava un’altra questione, cioè se Pozzolo avesse commesso un reato portando con sé quell’arma.
Le conseguenze per Emanuele Pozzolo
Il 31 ottobre 2025 il Tribunale di Biella ha condannato Emanuele Pozzolo a un anno e tre mesi di reclusione, con pena sospesa, per il porto illegale della pistola. È stato invece assolto dall’accusa relativa alle munizioni, perché il fatto non sussiste.
Ma le conseguenze più serie per lui sono state quelle subite dalla sua carriera politica. Pochi giorni dopo l’accaduto, Fratelli d’Italia lo ha sospeso in via cautelare dal gruppo alla Camera. Successivamente Pozzolo ha lasciato anche l’incarico di collaboratore esterno del sindaco di Vercelli.
Nel frattempo ha smesso di essere iscritto a Fratelli d’Italia e ora è entrato nelle fila di Futuro Nazionale. Nel maggio 2025 è stato poi espulso anche dal gruppo parlamentare del partito alla Camera. La decisione è stata presa all’unanimità dal direttivo del gruppo.