Louis Dassilva per quasi due anni è rimasto al centro dell’inchiesta sull‘omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa nel garage del condominio di via del Ciclamino, a Rimini.

Originario del Senegal e residente da tempo in Italia, era vicino di casa della vittima e aveva una relazione con Manuela Bianchi, nuora di Pierina. Il suo nome è diventato così strettamente legato al caso da trasformarlo nel principale protagonista della vicenda giudiziaria, conclusa con la sua assoluzione.

Sulla vicenda torna il programma Le Iene presentano: Inside con la puntata in onda domenica 27 settembre in prima serata su Italia 1.

Louis Dassilva, chi è: età, lavoro e vita privata

Louis Dassilva è nato in Senegal e vive da diversi anni a Rimini. Ha 36 anni e prima dell’arresto lavorava come operaio metalmeccanico. È sposato con Valeria Bartolucci, anche lei residente nello stesso condominio di via del Ciclamino. La sua vita privata è finita sotto i riflettori dopo l’omicidio di Pierina Paganelli, quando è emersa la relazione clandestina con Manuela Bianchi, nuora della vittima e sua vicina di casa.

La storia d’amore tra i due, iniziata nel 2003, è diventata uno degli elementi centrali della ricostruzione del caso. I due si conoscevano quindi prima del delitto e abitavano nello stesso stabile, insieme ai rispettivi partner. Sono questi i principali elementi della vita personale di Dassilva diventati pubblici nel corso della vicenda.

L’omicidio di Pierina Paganelli e il coinvolgimento di Louis Dassilva

Pierina Paganelli è stata uccisa la sera del 3 ottobre 2023 nel garage del condominio di via del Ciclamino, a Rimini, dopo essere rientrata dopo un’adunanza dei Testimoni di Geova. Il corpo della 78enne è stato trovato la mattina del 4 ottobre da Manuela Bianchi, che ha dato l’allarme. L’autopsia ha accertato che la donna era stata colpita 29 volte con un’arma da taglio.

Ma chi ha ucciso Pierina Paganelli? Le accuse inizialmente puntano su Louis Dassilva, il cui nome inizialmente entra nelle indagini insieme alla ricostruzione dei rapporti tra le persone che abitavano nello stabile.

Da una parte c’è la relazione con Manuela Bianchi, che viene ricostruita dagli investigatori; dall’altra ci sono gli accertamenti sui movimenti dei condomini e sulle immagini delle telecamere presenti nella zona. Una delle riprese analizzate mostra una persona che, la sera del delitto, si dirige verso il portone del civico 31.

Un primo piano di Pierina Paganelli

La relazione con Bianchi diventa anche il possibile movente individuato dagli inquirenti. Secondo la ricostruzione accusatoria, Pierina avrebbe potuto venire a conoscenza del rapporto tra la nuora e Dassilva.

È questa ipotesi, insieme agli altri elementi raccolti durante le indagini, a portare progressivamente l’attenzione degli investigatori sul vicino di casa. La vicenda è stata raccontata spesso con morbosità, mentre è rimasto in secondo piano il dramma dei figli della nuora, coinvolti loro malgrado in una storia di cui non hanno alcuna responsabilità.

Il processo e l’assoluzione di Louis Dassilva

Il 6 giugno 2024 Louis Dassilva riceve l’avviso di garanzia e diventa ufficialmente indagato per l’omicidio di Pierina Paganelli. Il 16 luglio viene arrestato e portato in carcere come unico indagato per il delitto.

Il processo davanti alla Corte d’Assise di Rimini arriva dopo mesi di indagini e mette al centro le diverse ricostruzioni della sera del 3 ottobre, le testimonianze, le immagini delle telecamere e le perizie. La Procura sostiene la responsabilità di Dassilva e chiede per lui l’ergastolo. La difesa, invece, contesta gli elementi dell’accusa e sostiene la sua innocenza.

Il 10 giugno 2026, dopo oltre 16 ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise di Rimini assolve Louis Dassilva dall’accusa di aver ucciso Pierina Paganelli per non aver commesso il fatto. Dassilva viene quindi scarcerato immediatamente.

L’assoluzione in primo grado non chiude però il procedimento. La Procura di Rimini ha annunciato il ricorso in appello e, a settembre 2026, è stata chiesta una proroga di 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza. Solo dopo la loro pubblicazione potrà essere fissata la fase successiva del procedimento.