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Ermal Meta: «Non avere paura, c’è una cosa che si chiama.. Fortuna»

Esce oggi, 3 maggio, Buona Fortuna, il nuovo album di Ermal Meta. Il racconto della ricerca della fortuna in attesa di Fortuna, la sua primogenita. Il suo bilancio, spirituale e musicale.

Abbiamo conosciuto Ermal Meta sul palco dell’Ariston, impacciato tra mille meteore della musica, come uno fra tanti. Lo abbiamo visto maturare nei testi e nello spirito. Vincere e stravincere, conquistare cuori, palazzetti e premi.

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Il momento in cui ha saputo della gravidanza di Chiara, però, ha voluto tenerlo privato. Solo per sé e per la compagna, con cui si è trasferito da anni in Puglia. Lì, protetti dalle onde e dal silenzio, si sono presi cura l’uno dell’altra nei momenti più belli e più difficili della dolce attesa.

La Puglia sa come conservare il silenzio e quando invece far risuonare la musica. Respirando quest’aria a pieni polmoni, Ermal Meta ha cominciato a lavorare a Buona Fortuna, il suo ultimo album, che esce in tutti gli store e online a partire da oggi, 3 maggio.

Ermal Meta come non l’abbiamo mai conosciuto

PH: Nicolò De March

Come sanno tutti, non c’è un libro di istruzioni per genitori. Neppure Ermal Meta ha provato a cercarlo, ma sa che la sua vita non sarà mai più quella di prima. Tutto sarà completamente stravolto da quell’arrivo. E l’unico modo di prepararsi, forse, provare a fare un bilancio.

«Tutti dicono che nel momento in cui si diventa padri ci si dimentica di come si stava prima: io non voglio dimenticarmi di come stavo mentre aspettavo», racconta il cantautore introducendo il suo album. «È un album speciale perché l’attesa di mia figlia è qualcosa che non avevo mai provato prima. È un’euforia congelata, l’attesa di un’esplosione».

Buona Fortuna: Ermal Meta in 12 fotografie

PH: Nicolò De March

Il giovane Ermal, i conti col passato

Buona Fortuna si apre con un crescendo che ricorda quello di un’onda che si alza, poi La strada la decido io sboccia piano piano. «In Albania diciamo ‘pyet dhjetë dhe bëj si di vetë‘, (Chiedi un consiglio a 10 persone, poi fai quello che preferisci tu). Ecco l’essenza di questo brano», racconta Ermal.

Dance with you invece è molto più ritmata, ma la musicalità non riesce a tradire un testo dissacrante. In questo brano Ermal racconta i suoi vent’anni, l’occasione di vivere il suo sogno e la realizzazione che non basta impegnarsi per poterlo realizzare. «Finché la strada è in salita ti dice sempre la verità». Ma anche l’energia e la voglia di scegliere la gioia, non pensarci più e dire «I wanna dance with you».

Se L’unico pericolo racconta alcuni spaccati di vita quotidiana di una coppia normale, Mediterraneo unisce invece ritmi diversissimi per rappresentare il rapporto del Mare nostrum con i popoli che lo circondano. Si apre con un canto arabo e la base contiene un sample di un brano senegalese. «È un mix di Sud del mondo: mi piace pensare che la sua temperatura sia tra i 32 e i 33 gradi».

Ermal oggi, l’uomo e la coppia

Con Ironica Ermal torna a guardarsi dentro, ci racconta le sue fragilità e le sue paure, fa i conti con il riflesso nello specchio. Il bilancio è sempre ottimista, positivo, ma al prezzo di essersi studiato nel dettaglio.

«Durante la composizione di Ironica è successa una cosa bellissima», racconta emozionato. «Una frase proprio non mi riusciva – continuavo a ripetere cose già dette – e Chiara mi ha consigliato di dare una scossa al test, aggiungendo ‘C’è una cosa di nome fortuna!’. Ho voluto seguire quell’intuizione e, mentre registravo, sentivo che quella frase era così giusta da non poter fare a meno di pensare che avrei voluto chiamare la bambina così, se fosse stata femmina. Chiara mi guardava e pensava la stessa cosa: quando sono uscito dallo studio mi ha chiesto ‘Se è femmina, la chiamiamo Fortuna?’».

«Che cos’è L’amour», se non questo? Di quest’intesa e molto altro racconta il brano successivo, che porta l’analisi all’interno della coppia.

«Io e te l’ho composta da solo, ma sentivo che mancava qualcosa. Avevo l’io, ma mancava il te», racconta il cantautore. E non poteva che essere Claudia, Levante, «che porta il suo carattere nella sua voce, si sposa perfettamente con questo brano che mi ha aiutato a rendere completo».

Buona Fortuna, dal tuo papà

L’ottavo brano potrebbe essere un manifesto della musica di Ermal Meta. Un suo Ma il cielo è sempre più blu che vuole raccontare la vita: i sogni, i momenti di disperazione, l’amore, gli sguardi che ci permettono di entrare – anche per qualche secondo – nelle vite degli altri.

E un papà che attende un arrivo, che «Segue con gli occhi la tua evoluzione». È il modo che Ermal Meta ha per accogliere quella nuova anima che si appresta a conoscere il mondo: Buona Fortuna, quello è il mondo, e questo sono io, il tuo papà.

I brani finali

Male più non fare è un invito ad affrontare la vita con positività, ballare per scrollarsi il male di dosso e perdonarsi gli errori. Vede Ermal Meta collaborare con Jake La Furia, artista capostipite della scena rap, «ma con cui in realtà è stato semplicissimo lavorare», racconta lui. «Tra noi artisti basta uno sguardo per capirsi, è come se fossimo rimasti gli stessi bambini fragili con un sogno impossibile. Ognuno di noi ha scelto un suo percorso, una cifra, un genere: ma quello che c’è dentro è sempre uguale».

Certe cose è un brano allegro e in pieno stile Ermal Meta che sicuramente in live regalerà emozioni, segue poi Oro e sale – un altro inno alla vita, che insegna ad apprezzarne il dolore ancor prima che i momenti felici. E con Finché vita non ci separi si chiude il progetto: l’ultima fotografia e anche la più complessa. Lo racconta lui ridendo: «Faccio sempre molta fatica a rendere semplici i testi, soprattutto quando scrivo per me stesso. Ma dai, in chiusura mi sono lasciato andare!».

Buona Fortuna: un nuovo album, prima di un nuovo Ermal

La copertina di Buona Fortuna, il nuovo album di Ermal Meta

Con Buona Fortuna Ermal ha voluto creare un album fotografico nato da due persone, per essere sfogliato da tre. Ogni dettaglio è curato per raccontare al meglio ogni prospettiva di questa fase della sua vita: la copertina è stata disegnata dal fratello e raffigura una balena circondata da 12 fili colorati.

«Ogni filo è una canzone – e sta a voi capire il significato dei colori – ma è un’immagine che amo perché non ha solo un’interpretazione» ha spiegato il cantautore. «La balena vola ed è tenuta in aria dai fili come un aquilone? O forse servono per afferrarla, come se fosse la balena bianca di Melville? Non c’è una risposta unica, mi piace rimanere con il dubbio».

La balena è Fortuna, ma anche la fortuna: che non è da confondere con la buona sorte – «che può capitare, è dominata dal caso» – ma «è qualcosa per cui si lavora ogni giorno, il frutto di una vita di scelte per assicurarsi di vivere bene».

Il fil rouge, la ricerca del proprio posto nel mondo

PH: Nicolò De March

«Quello che unisce queste canzoni è la ricerca della fortuna e del proprio posto nel mondo a partire dalla realtà con uno sguardo vero, a volte impietoso», spiega il cantante. «All’inizio avevo la sensazione di non essere adatto a scrivere di queste emozioni: poi ho capito che le parole che mi venivano in mente andavano bene, erano giuste, perché non ne avevo altre», racconta.

Ha insegnato alla piccola Fortuna tutto quello che sa, perché manca poco a quando sarà lei a insegnargli a muovere i primi passi come uomo nuovo, come padre. Lui non vede l’ora che arrivi Fortuna, tanto che si scorda persino di parlare del tour (in partenza il prossimo luglio).

«Non voglio perdermi l’arrivo (previsto per Giugno, ndr) per niente al mondo», racconta euforico Ermal Meta. E sembra di vederli già, Fortuna e il suo papà, mentre si regalano la loro prima estate.   

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