Parte su HBO Max il 6 novembre Melania Rea, miniserie in quattro episodi che racconta uno dei casi di cronaca nera che più hanno sconvolto l’Italia: il femminicidio della 28enne per mano del marito Salvatore Parolisi. Scritta da Doriana Leondeff e Bianca Rondolino, la serie tv è stata presentata all’ultima Festa del Cinema di Roma, nella sezione Freestyle Serie, ed è patrocinata dalla Fondazione Una Nessuna Centomila. Nel ruolo della protagonista c’è Maria Esposito, già nota al pubblico per il ruolo di Rosa Ricci in Mare Fuori. Presta il volto al suo carnefice l’attore Daniele Rienzo, che ha esordito nel 2021 in Morrison di Federico Zampaglione e che abbiamo visto anche in Parthenope di Sorrentino, nei panni di Raimondo di Sangro.

Tutto quello che sappiamo sulla nuova serie tv

La serie ripercorre la vicenda giudiziaria che porterà all’arresto di Salvatore Parolisi, ma non si ferma alla mera ricostruzione. La narrazione si focalizza sui meccanismi di controllo e sul progressivo isolamento a cui il marito sottopone la protagonista, un modus operandi molto comune per i partner tossici con un profilo analogo a quello dell’assassino. Melania Rea inizia con la scomparsa della donna durante una gita in famiglia con il marito e la piccola Vittoria, la loro bambina di 18 mesi: è il 18 aprile 2011 e i tre sono al Pianoro di Colle San Marco, area verde a pochi chilometri da Ascoli Piceno. Salvatore Parolisi dà l’allarme quando non vede tornare la moglie, che si sarebbe allontanata per andare in bagno.

Da qui, la narrazione procede su due binari paralleli: da una parte le ricerche e la cronaca, dall’altra i flashback che mostrano le crepe della relazione tra i due, con un rapporto che diventa sempre più complicato. Il secondo episodio, disponibile dal 13 novembre, è dedicato al ritrovamento del corpo della donna, a Ripe di Civitella del Tronto, a circa 15 chilometri dal Pianoro, elemento da cui iniziano a emergere le prime incongruenze nel racconto di Parolisi. La terza puntata si concentra sulle indagini, mentre l’ultima, in programma il 27 novembre, dà spazio alla dinamica dell’omicidio e alla condanna dell’assassino.

Salvatore Parolisi, il tradimento e le manipolazioni

Nel 2011 il concetto di delitto di genere era ancora poco diffuso e la parola femminicidio non faceva parte del linguaggio comune. La storia di Melania Rea ha sicuramente contribuito a gettare le basi per una nuova coscienza collettiva sul tema, soprattutto per via dell’efferatezza del delitto e per i tanti tentativi di depistaggio messi in atto da Parolisi. Caporal maggiore dell’Esercito, una famiglia all’apparenza perfetta, la disperazione esibita in tv: Salvatore Parolisi sembra al di sopra di ogni sospetto, prima di diventare, col passare dei giorni, il principale indiziato dell’omicidio della moglie.

Dietro, tante ombre. All’epoca Parolisi ha una relazione da circa due anni con una sua ex allieva della caserma di Ascoli Piceno. A lei assicura che il matrimonio con Melania è finito e promette un futuro insieme. La sua è una doppia vita, emersa nel corso delle indagini, complici anche i tanti biglietti e le lettere scritte all’amante. Melania Rea sa, ha scoperto la relazione nel 2010, ma il matrimonio va avanti: lui rassicura, minimizza, dice che si è trattato solo di una scappatella.

La condanna definitiva di Parolisi

A tre mesi dalla morte di Melania Rea, il 19 luglio 2011, Salvatore Parolisi viene arrestato con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela, oltre che per vilipendio di cadavere per le ferite inferte alla moglie dopo il decesso. Melania Rea ha ricevuto 35 coltellate, alcune delle quali inferte per depistare le indagini e simulare che dietro tanta crudeltà ci sia una setta. Nel maggio 2016, dopo tre gradi di giudizio, la condanna in via definitiva per Parolisi è di 20 anni di reclusione. L’ex caporalmaggiore torna sotto i riflettori nel 2023, con una discussa intervista a Chi l’ha visto in cui si proclama innocente.

Chi è Vittoria, la figlia di Melania Rea

Dopo il femminicidio della madre, la figlia di Melania Rea e di Salvatore Parolisi viene affidata ai nonni paterni, come spesso accade nel caso di orfani di femminicidio, nonostante un tentativo di una delle sorelle di Parolisi, Franca, di ottenere l’affidamento della piccola. Una mossa che ai tempi fa scalpore e suscita indignazione da parte della famiglia di Melania. Oggi Vittoria ha cambiato legalmente cognome e non ha più rapporti con il padre.