L’ex marito di Nessy Guerra, Tamer Hamouda, è stato arrestato in Egitto. A raccontarlo è stata la stessa 27enne sanremese, con un video pubblicato su Instagram il 4 novembre.
Un annuncio accolto con sollievo, dopo mesi trascorsi chiusa in casa, nel timore delle minacce dell’uomo. Ma la strada verso la libertà è ancora lunga. Nessy non può lasciare l’Egitto né tornare in Italia con la figlia Aisha.
E sulla sua situazione pesano ancora la condanna per adulterio e la battaglia giudiziaria per l’affidamento della bambina.
Nessy Guerra annuncia l’arresto dell’ex marito: «Un enorme passo avanti»
La notizia è arrivata nella serata del 3 novembre, quando le autorità egiziane hanno arrestato Tamer Hamouda a Hurghada. Il giorno successivo, Nessy Guerra ha deciso di raccontare pubblicamente quanto accaduto, affidando a Instagram un messaggio carico di sollievo. Dopo mesi di paura e incertezza, per la giovane italiana si apre uno spiraglio.
«Ho saputo che il mio ex è stato arrestato per motivi di sicurezza e non riguarda le denunce penali», ha spiegato nel video. Secondo quanto le è stato riferito, il provvedimento sarebbe stato adottato per proteggere lei e la figlia Aisha. L’uomo, sempre secondo il racconto di Nessy, dovrebbe rimanere in stato di fermo fino alla conclusione dei procedimenti giudiziari ancora aperti.
La giovane ha definito l’arresto una notizia fantastica e un enorme passo avanti nella sua vicenda.
Eppure, il sollievo non cancella le difficoltà quotidiane. «Io sono sempre qui chiusa in casa, non posso ancora uscire, non posso ancora fare rientro in Italia, però posso dire che finalmente tiro un respiro di sollievo», ha dichiarato Nessy.
Nel video non sono mancati i ringraziamenti all’ambasciata italiana, alla console Giulia De Nardis e alle autorità egiziane. La giovane ha espresso particolare riconoscenza al ministro della Giustizia egiziano, al quale attribuisce un ruolo nella decisione di adottare la misura di sicurezza.
Un ringraziamento è andato anche alle persone che dall’Italia continuano a seguire la sua storia. Nessy ha promesso di tenerle aggiornate sugli sviluppi, consapevole che l’arresto dell’ex marito rappresenta un passaggio significativo, ma non ancora la conclusione della vicenda.
Perché Tamer Hamouda è stato arrestato in Egitto
A chiarire le circostanze dell’arresto è intervenuta Agata Armanetti, l’avvocata italiana che assiste Nessy Guerra. Secondo la legale, le autorità egiziane avrebbero tenuto conto della pericolosità dell’uomo e delle minacce rivolte all’ex moglie. Tra queste, anche riferimenti alla lapidazione della giovane.
«È un piccolo passo avanti, perché Tamer Hamouda è stato arrestato anche in considerazione della sua pericolosità e delle minacce rivolte a Nessy», ha spiegato Armanetti.
Il provvedimento arriva dopo un’altra vicenda giudiziaria che ha coinvolto Hamouda. Il 14 ottobre, un tribunale egiziano lo ha condannato in primo grado a un anno di reclusione per le minacce rivolte a Orazio Gioacchini, rappresentante consolare onorario italiano a Hurghada. La sentenza prevede anche una multa di 10.000 sterline egiziane.

Secondo la ricostruzione emersa nelle settimane precedenti, Hamouda avrebbe minacciato il rappresentante italiano di fargli sparare alle gambe. L’uomo era già stato arrestato a giugno per quella vicenda, ma successivamente era tornato in libertà dopo il pagamento di una cauzione.
Il nuovo arresto, tuttavia, non va confuso con la precedente condanna. Nessy ha riferito che le autorità sarebbero intervenute per ragioni di sicurezza. La sua avvocata ha invece richiamato anche il procedimento relativo alle minacce al rappresentante consolare.
Le minacce e la paura: la difficile storia di Nessy Guerra
La giovane sanremese vive in Egitto con la figlia Aisha, coinvolta in una lunga controversia con l’ex marito. Una separazione diventata una battaglia giudiziaria, accompagnata dalle accuse di violenza e dalle minacce che la donna ha denunciato.
Secondo il racconto di Nessy, Hamouda avrebbe continuato a intimidirla anche dopo la fine della relazione. La giovane ha riferito di temere per la propria incolumità e per quella della bambina. Una paura che l’ha portata a trascorrere gran parte delle giornate all’interno della propria abitazione, senza potersi muovere liberamente.
La storia di Nessy presenta circostanze giudiziarie particolari, legate anche alla permanenza in un Paese straniero. Il tema della sicurezza dopo una separazione difficile, però, emerge anche da altre vicende. Nel giugno 2024, per esempio, una donna di Aprilia aveva raccontato di aver denunciato l’ex marito 30 volte prima del suo arresto per stalking. Due storie differenti, accomunate dal timore delle minacce e dall’attesa di un intervento capace di garantire protezione.
Nel caso di Nessy, l’arresto dell’ex marito rappresenta proprio questo primo cambiamento. La giovane può sentirsi più tranquilla, almeno nell’immediato. Ma non è ancora nelle condizioni di riprendere una vita normale.
La condanna per adulterio e il motivo per cui Nessy non può tornare in Italia
L’arresto di Tamer Hamouda non modifica automaticamente la posizione giudiziaria dell’ex moglie. Nessy Guerra deve ancora fare i conti con una condanna a sei mesi di reclusione per adulterio, pronunciata dalla giustizia egiziana dopo una denuncia dell’uomo.
La giovane ha sempre respinto l’accusa. La sentenza è stata confermata in appello e la sua difesa ha presentato ricorso alla Cassazione egiziana, nella speranza di ottenerne l’annullamento.
La vicenda giudiziaria di Nessy Guerra e le ragioni che le impediscono di tornare in Italia sono già state al centro della cronaca nelle scorse settimane. La condanna per adulterio è soltanto uno degli ostacoli che la giovane deve affrontare. A complicare ulteriormente la situazione c’è il divieto di espatrio che riguarda Aisha, legato alla controversia familiare con il padre.
Nel frattempo, Nessy continua a vivere in una condizione di forte limitazione della libertà personale.
La situazione era diventata particolarmente delicata il primo luglio, quando Nessy e la bambina erano state prelevate durante la notte e accompagnate in una stazione di polizia. Secondo quanto comunicato allora dalla Farnesina, il provvedimento sembrava collegato alla richiesta del padre di vedere la figlia.
La giovane aveva potuto fare ritorno a casa dopo l’intervento delle autorità diplomatiche italiane. Un episodio che aveva accresciuto le preoccupazioni della difesa, già impegnata a cercare una soluzione per il rientro in Italia di madre e figlia.
La battaglia per l’affidamento della figlia Aisha e i prossimi sviluppi
Al centro della vicenda resta anche il futuro di Aisha. La bambina, affidata alla nonna materna Fiorella Mazza, vive in Egitto con la madre. Non può però lasciare il Paese a causa del divieto di espatrio.
La controversia per l’affidamento prosegue davanti alla giustizia egiziana. La prossima udienza è prevista per il 7 dicembre 2026, dopo il rinvio di quella inizialmente fissata per ottobre. L’arresto del padre potrebbe avere un peso nella valutazione della situazione familiare.
In questa situazione, la tempestività delle misure di protezione assume un’importanza particolare. È un tema che riguarda anche la giustizia italiana. Nel febbraio 2025, la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per i ritardi nell’intervento dopo una denuncia per stalking. Una vicenda, che mostra quanto possa pesare il tempo trascorso tra le richieste di aiuto e le risposte delle istituzioni.
L’arresto di Tamer Hamouda è dunque una notizia importante, ma non è ancora il lieto fine della storia. Nessy Guerra resta in Egitto, in attesa delle decisioni che potrebbero permetterle di tornare a Sanremo con Aisha.