Chiuso uno, ne spunta un altro. Lo sapevamo ed è accaduto di nuovo. Dopo Phica.eu e Mia moglie, ora spunta un altro sito sessista. Questa volta a denunciare l’ennesima piattaforma porno (e pedo, come rivela Il Corriere della Sera) pornografica, è la giornalista e conduttrice Francesca Barra, raccontando che alcune sue foto di nudo, create con l’AI, sono finite online.

La denuncia di Francesca Barra è partita da un uomo

«È stato un uomo a segnalarmi che ero finita anche io su quel sito. È un utente di quella piattaforma ma considero irrilevante il fatto che sia un visitatore del porno. Ciò che conta, è che abbia capito la differenza tra chi sceglie di starci e chi ci finisce senza il suo consenso. È proprio il consenso, il punto». Francesca Barra ce lo dice al telefono e subito pensiamo: quindi ci sono anche uomini “diversi”. Uomini che capiscono la differenza tra immagini rubate e immagini consensuali. Uomini che comunque regalano visualizzazioni a quei siti, ma che a un certo punto si fermano.

La raggiungiamo, affannata, il giorno della sua denuncia social, mentre raccoglie decine di manifestazioni di solidarietà, da donne ma anche da uomini.

Il sito con le foto di Francesca Barra

Prima di denunciare sui social, però, l’ha fatto alla polizia, ma prima ancora ne ha parlato con i suoi figli. E non è stata lei – ci tiene a precisare – a rivelare il nome di quest’altro sito pornografico «per non offrire altre visualizzazioni». Ci hanno pensato altri, in compenso. E la caccia al nome è partita subito. Ora si sa che si chiama SocialMediaGirls, che esiste da 11 anni e che ha 7 milioni di iscritti, in tutto il mondo. Una piattaforma enome, che mischia immagini reali, materiali di OnlyFans, app per creare deepfake, spazi per per promuovere i propri siti pornografici e vendere – o scambiare – corpi altrui, veri o creati con AI.

Le “Girls” sono migliaia di donne ritratte in modo inconsapevole, mentre dormono o fanno colazione, oppure riprese da circuiti di telecamere di sorveglianza, dove gli scatti rubati si mischiano all’autopromozione, alle chat con i chatbot, alle app per spogliare le donne. Le donne, e le bambine, vengono infatti denudate, naturalmente a pagamento. Un’altra tecnica, tra le tante, di manipolazione delle immagini, che stanno raggiungendo risultati ormai sopraffini. Le foto di Francesca Barra erano qui.

Intervista a Francesca Barra

Che effetto ti ha fatto, Francesca, vederti nuda su quel sito? «Una gran rabbia. Di certo non mi sono vergognata. Ma prima di fare qualsiasi mossa, ne ho parlato con miei figli. Ho spiegato loro che è doveroso ristabilire il confine tra chi si deve vergognare e chi può uscire a testa alta, avendo il coraggio di chiedere aiuto. Io e tutte le donne come me, che hanno vissuto la stessa esperienza, siamo vittime. Ma se anche avessimo deciso di spogliarci, o lo facessimo da un profilo di Only Fans, ciò non toglie che nessuno ha il diritto di prendere quelle immagini e manipolarle, o pubblicarle altrove senza consenso».

Perché la decisione di denunciare

Il punto quindi è il consenso. «Oggi viene sottovalutato, ma ricordiamoci che una donna che sceglie di mostrarsi nuda, non è meno degna di protezione di chi non lo fa. Moltissime persone mi dichiarano solidarietà sui social. Ma io non sono più meritevole per il fatto che quelle foto non mi appartengano. Se anche mi fossero appartenute, lo sarei allo stesso modo».

Perché hai deciso di parlarne prima con i tuoi figli? «Proprio per loro e per tutti i nostri figli. Perché ho bene in mente chi era Carolina Picchio e so che mia figlia, con il suo estremo senso del pudore, si sarebbe sentita come lei, se le fosse accaduta una cosa simile. Ma non possiamo lasciare che questa vergogna ci paralizzi. Perché non siamo noi a doverci vergognare. Il rischio, anche qui, è della vittimizzazione secondaria: te lo sei meritato, è colpa tua.

Non hai temuto, esponendoti, di essere poi criticate per aver attirato l’attenzione su di te?«Nient’affatto. Penso anzi che il fatto di essere un personaggio pubblico, esponga ancora di più al dovere della responsabilità».

Lo stesso fenomeno anche su Telegram

Dopo la tua denuncia sui social, ti hanno scritto diversi genitori con le figlie vittime di violazioni simili su Telegram ma che, al contrario di te, hanno scelto di non denunciare. «Lo capisco, e il motivo è di non accendere un faro e non attirare l’attenzione su di sé. Ma io ho preferito invece farlo perché se vogliamo interrompere questi reati, dobbiamo denunciare e soprattutto non sentirci in colpa. Il pudore è umano, sacrosanto, ma non è giusto che noi, che siamo state violate nella nostra dignità, veniamo anche penalizzate. È una violenza e un abuso che marchia la dignità, la reputazione, la fiducia. Un furto dell’immagine, del corpo, della libertà di essere viste come si è, non come un algoritmo o una mente malintenzionata decide di rappresentarci».

Francesca Barra su quel sito è accanto a tante altre donne famose. Dalle giornaliste alle conduttrici e alle attrici, showgirl e persino politiche. Nella sezione delle “Famose”, che conta ben 46 pagine, dal 2023 ci sono i nomi di decine di vittime vip, tutte nude con lo stesso meccanismo: appaiono i corpi di Nunzia De Girolamo, Caterina Balivo, Lorena Bianchetti, Anna Tatangelo, Michelle Hunziker e tante altre. Molte erano anche su Phica.eu. Ormai è chiaro: non occorre essere famosi, o incauti, sulla Rete. Tutte – e tutti – siamo esposti allo stesso modo al rischio di essere catalogati, spogliati, manipolati, sfruttati per far guadagnare piattaforme con domini in zone remote, con la proprietà che cambia di continuo, dove vige l’anonimato. A quando la scoperta del prossimo forum?

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