Richard Avedon e Audrey Hepburn. David Bailey e Catherine Deneuve. Irving Penn e Lisa Fonssagrives: ci sono coppie di fotografi e muse il cui sodalizio ha generato immagini leggendarie. Stavolta i protagonisti della storia sono Fadil Berisha e Carmen Dell’Orefice. Lui è un celebre fotografo albanese-americano. Lei, oggi 94enne, è la top model più anziana in circolazione. Dalla loro liaison professionale nasce un libro che ispira ogni donna, a qualsiasi età. Carmen Dell’Orefice. The Ultimate Role Model racconta la maturità con delicatezza. In ognuna delle 130 foto scattate tra i 60 e i 90 anni della modella, rughe e capelli bianchi celebrano la trasformazione di una leggenda vivente, che non è “solo” la top model più longeva di sempre ma una donna che ha saputo reinventarsi accettando ogni cambiamento con saggezza, coraggio e ironia. Attraverso queste pagine e attraverso le sue vicissitudini, Carmen ricorda che l’eleganza non si misura con gli anni, che l’età non è qualcosa da nascondere, che nessuno è immune al passare del tempo, alle imperfezioni, agli insuccessi, alle cadute e ai riscatti.

“Carmen Dell’Orefice. The Ultimate Role Model” (Skira) è il libro di foto scattate da Fadil Berisha alla top model fra i suoi 60 e 90 anni.

L’infanzia difficile di Carmen Dell’Orefice

La storia di Carmen inizia il 3 giugno del 1931 a New York. È figlia di Peggy, ballerina ungherese, e di Joseph, violinista italiano del tipo tradizionale, alto, moro e affascinante. Si conoscono al Roxy Theater, dove lavorano: lei ha 21 anni e lui una ventina in più, ma si sposano; lei resta incinta ed entrambi perdono l’impiego. È il periodo della Grande Depressione e non hanno un soldo: problematici e incostanti, convivono a intermittenza. Carmen passa l’infanzia ospitata da parenti, affidata a famiglie o nascosta nelle soffitte delle case dove la mamma lavora come cameriera, bambinaia, portinaia. Una mamma dolce e caparbia, che trasferisce i sogni infranti sulla figlia e le procura un’audizione per una borsa di studio alla scuola di Vecheslav e Maria Swoboda, che formano i migliori ballerini per il Ballet Russe. Alla sbarra Carmen è un cigno: sottile, slanciata, elegante; ma con le coetanee è come un cavallo fuori razza: troppo alta, troppo magra, con capelli lisci in un’epoca in cui vanno i ricci. «Sognavo di assomigliare a Shirley Temple» ricorda.

Uno scatto di Fadil Berisha

Quando ha 11 anni, si trasferisce con la madre in un appartamento a Manhattan, ma viene colpita da una febbre reumatica che la costringe a letto per mesi. Risultato: diventata altissima e molto debole, dovrà dire addio al sogno di essere un’étoile o una campionessa di nuoto, pur continuando a praticare entrambi. Va a danza e in piscina sui suoi inseparabili roller. Una delle rare volte in cui prende l’autobus, la moglie di Hermann Landschoff, fotografo di Harper’s Bazaar, la avvicina. Il corpo delicato e lo sguardo ipnotico della ragazzina la convincono a presentarla al marito per un provino: non va a buon fine, ma non ci vuole molto perché la bellezza di Carmen sia notata da qualcun altro. Viene infatti convocata negli uffici di Condé Nast, dove si ritrova a posare per Clifford Coffin. Le offrono 7 dollari e 50 l’ora e nei primi mesi a Vogue lavora con i più grandi fotografi del periodo: Horst P. Horst, Irving Penn, Erwin Blumenfeld, Francesco Scavullo, Norman Parkinson, Cecil Beaton, che le propone di guadagnare soldi extra posando per un suo amico pittore, un certo Salvador Dalí.

Carmen Dell'Orefice sulla copertina di Vogue maggio 1951
Photo by Richard Rutledge/Conde Nast via Getty

Il debutto sulla copertina di Vogue

Nel 1946, a 15 anni, è alta un metro e 70 e pesa 39 chili. Vengono usate file di mollette da bucato lungo la schiena per adattare i vestiti alla sua magrezza e carta velina nei corpetti per simulare il seno. Penn, famoso per le sue sessioni fotografiche estenuanti, prima di ingaggiare la “piccola Carmen” le fissa un appuntamento con un medico. Si scopre che è anemica e prepuberale e si dà avvio a una terapia ormonale che, pian piano, la fa sbocciare. «La mia prima copertina di Vogue fu nell’ottobre del 1947 e non dimenticherò mai il giorno in cui uscì» racconta Carmen nel libro a lei dedicato. «Corsi a un’edicola. C’era una pila di riviste sul marciapiede con la mia foto in cima. Ne rimasi inorridita, odiavo il modo in cui apparivo. Dentro di me c’era questa persona rotonda che cercava di uscire, eppure su quella copertina sembravo un ragazzo!». Carmen diventa così la modella più giovane su una cover di Vogue e nel fashion system. In un paio d’anni firma contratti importanti, è il volto della campagna Chanel N°5 e un’icona fashion.

Carmen, la prima modella over 40

A 18 anni è un’amazzone dal seno pieno e le spalle larghe e il suo aspetto non è più adatto al tempo, soprattutto alle misure richieste dalla couture. A 21 anni sposa William Miles (che sfrutterà i suoi guadagni) e la fortuna sembra di nuovo sorriderle quando Vanity Fair, allora noto produttore di lingerie, la vuole per una campagna pubblicitaria. Il corpo da pin up le frutta 300 dollari l’ora, facendo di lei la modella più pagata al mondo. Le viene anche proposto di tornare all’alta moda, ma nel 1953 resta incinta. Nasce Laura e nel frattempo il matrimonio con Miles va a rotoli. Non sarà il suo unico marito: nel 1959 sposa Richard Heimann, da cui divorzia l’anno seguente, e nel 1963 convola con Richard Kaplan, allontanandosi dai riflettori. Si separano quando Carmen ha 44 anni. Dopo questa ennesima delusione vorrebbe buttarsi a capofitto nel lavoro, ma nessuno ingaggia modelle over 40. Finché un giorno Norman Parkinson, scherzando, le dice: “Non sei mica male per una donna della tua età!”. Entrambi hanno una folgorazione: lui decide di fregarsene dei trend e di fotografarla, lei che il suo anno di nascita non sarebbe mai stato un limite.

Uno scatto di Fadil Berisha

Bellissima, longeva e infaticabile

Con la chioma bianca e 47 anni pieni di grazia e sex appeal, convince di fatto l’industria della moda ad aprire le porte all’age diversity, a donne di ogni età, bellissime ognuna a modo suo. Riconquista così le più grandi riviste, diventa un esempio. E da allora non si è più fermata. È protagonista di campagne di successo e sfila per i più grandi designer. La University of the Arts London le conferisce una laurea honoris causa, il Guinness dei Primati le riserva un capitolo come top model più longeva. Nel 2012 prende parte al docufilm About Faces: dietro il volto di una top model come rappresentante degli ultimi 70 anni di moda mondiale. Novantunenne, posa senza veli per il magazine New You. Nel 2023 Vogue le dedica una cover e un servizio per mano di Albert Watson e il cerchio si chiude. Per ora. Perché tra i propositi di Carmen c’è quello di morire indossando i tacchi alti.