Isabella Marsilio insegna italiano, storia e geografia alla scuola media Giovanni Verga di Centocelle, a Roma, da quasi quarant’anni ed era arrivata all’ultimo anno prima della pensione quando, venerdì 18 settembre, è stata aggredita in classe da un suo studente tredicenne, armato di spray urticante e di un coltello seghettato.

La professoressa è stata colpita tre volte al fianco sinistro, soccorsa e trasportata all’ospedale Vannini, da cui è stata dimessa con una prognosi di sette giorni. Nei giorni successivi, alla vicenda si è affiancata una polemica separata, legata ad alcuni contenuti pubblicati in passato da Isabella Marsilio sui social.

Se ne parla anche nella puntata di stasera di Verità Nascoste, in onda in prima serata su Rete 4, che dedica un’intervista esclusiva alla docente.

La ricostruzione dell’aggressione

Secondo le prime informazioni raccolte, l’episodio si è verificato all’inizio della terza ora di lezione. Il ragazzo, che risultava assente all’appello della mattina, è entrato in classe e ha spruzzato dello spray urticante sul volto dell’insegnante, per poi colpirla alle spalle con un’arma da taglio descritta dalla stessa Isabella Marsilio come un pugnale di circa un palmo e mezzo. La docente è stata raggiunta da tre coltellate all’altezza dell’ascella sinistra.

A fermare il tredicenne è stato un suo compagno di classe di origine congolese e ospite di una casa famiglia, che è riuscito a sottrargli il coltello.

Perché il ragazzo avrebbe aggredito la prof

Dietro il gesto ci sarebbe un rancore covato dal ragazzo verso Isabella Marsilio per i debiti scolastici in italiano e in storia. Proprio quel giorno avrebbe dovuto sostenere gli esami di recupero.

Il tredicenne, sentito dagli inquirenti, ha ammesso le proprie responsabilità e ha raccontato di essersi sentito trattato ingiustamente, al punto da pianificare l’aggressione nei minimi dettagli.

Prima di entrare a scuola avrebbe comprato le armi usando una carta di pagamento dei genitori. Una volta in istituto, si sarebbe chiuso in bagno per prepararsi, indossando un casco con lo smartphone fissato sopra per filmare la scena.

Poco prima di entrare in classe, sui social sarebbe comparso un suo messaggio con un conto alla rovescia, come ad annunciare quello che stava per accadere.

La videochiamata su Telegram e le indagini

Uno degli aspetti che più hanno colpito chi segue la vicenda riguarda una videochiamata su Telegram che il ragazzo avrebbe avviato proprio nei minuti precedenti all’aggressione, restando collegato con alcune persone mai identificate con certezza.

Gli inquirenti stanno cercando di capire chi fossero questi interlocutori e se qualcuno, in qualche modo, possa aver spinto il tredicenne ad agire.

Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un legame con ambienti online legati al true crime, un interesse che il ragazzo avrebbe coltivato nei mesi precedenti. Una circostanza che riapre, tra l’altro, anche il dibattito sull’uso dei social per i minori.

Le mani di un ragazzo digitano sullo schermo dello smartphone

Trattandosi di un minore non imputabile per la sua età, il percorso che lo attende sarà probabilmente di tipo rieducativo, deciso dal Tribunale per i minorenni.

Le dichiarazioni della Prof. Isabella Marsilio

A colpire, nelle interviste rilasciate dopo la dimissione dall’ospedale, è stato soprattutto il modo in cui Isabella Marsilio ha scelto di raccontare quei momenti.

Ha descritto lo sguardo del suo alunno come «gelido, freddo, senza anima», ma ha subito aggiunto di non provare rancore nei suoi confronti, bensì un profondo dispiacere per non essersi accorta in tempo del suo malessere. Ha detto di volerlo incontrare, per capire e per abbracciarlo. Il suo è solo l’ultimo dei casi di docenti aggrediti dagli alunni, ragazzi che dovrebbero essere rieducati ma come loro anche i genitori.

Nonostante la violenza subita, Marsilio ha ribadito di non avere paura di tornare in classe e di voler continuare a insegnare fino alla pensione.

I nuovi sviluppi

Accanto alla vicenda dell’aggressione, Isabella Marsilio si è trovata al centro di una polemica del tutto diversa, legata ad alcuni suoi post pubblicati in passato sui social a favore della cosiddetta remigrazione e accompagnati da immagini di Giorgio Almirante. Le critiche, alcune sfociate in commenti offensivi e in accuse di fascismo, l’hanno spinta a rendere privati i propri profili.

Chi l’ha salvata sottraendo il coltello al tredicenne ha origini congolese e molti utenti dei social hanno usato per accusare la docente di incoerenza rispetto alle sue posizioni.

Isabella Marsilio ha risposto respingendo le accuse, dichiarando di non vedere alcuna contraddizione tra le sue idee e il riconoscimento verso il ragazzo che l’ha salvata, che secondo lei ha tutti i diritti di stare in Italia e meriterebbe una medaglia.

Ha inoltre precisato di non voler fare riferimento a deportazioni né alle leggi razziali con il termine remigrazione, ma soltanto a chi entra in Italia in modo irregolare per delinquere, e ha definito gli attacchi ricevuti sui social come una forma di violenza psicologica.

Tra le novità delle ultime ore, la docente ha raccontato di aver ricevuto una mail di scuse dai genitori del ragazzo, un gesto che ha detto di aver molto apprezzato.