Una Lamborghini rossa sfreccia su una polverosa e rovente strada degli States e si ferma in una stazione di rifornimento. Al volante c’è una donna in canottiera bianca e shorts di jeans, che esce dalla macchina, si avvicina a un distributore di bibite, prende una lattina di Pepsi e beve. Due ragazzini la guardano, la bocca aperta e il cuore in gola. È uno degli spot andati in onda durante il Super Bowl del 1992. Dura pochi secondi, diventa un frame iconico degli anni Novanta. Lei è Cindy Crawford e quella non è semplicemente una pubblicità di successo. È il momento in cui una top model sfugge dal circuito della moda e si trasforma definitivamente in una star. Di più, in una leggenda della cultura pop. Il 20 febbraio la Crawford compie 60 anni: la festeggiamo ripercorrendo la sua vita, tra passerelle e flash, inciampi e grandi amori.
I 60 anni di Cindy Crawford: gli esordi
Nasce a DeKalb, Illinois, e sembra conoscere d’istinto l’arte di primeggiare. Migliore della classe al liceo, vince una borsa di studio per frequentare ingegneria chimica alla Northwestern University. «Volevo diventare qualcosa di grande, un fisico nucleare o la prima donna presidente». Qualche anno prima, un fotografo del posto l’aveva immortalata, quasi per caso, in un campo di mais. Quella prima immagine non passa inosservata. Cindy comincia a posare per piccoli shooting a Chicago, più per curiosità che per vocazione, ma si accorge presto che la macchina fotografica le restituisce un potere nuovo: indipendenza economica, viaggi, la possibilità di uscire dall’Illinois. All’inizio prova a tenere insieme tutto – università e moda – ma quando arrivano le prime proposte importanti capisce che quello è un treno che passa una volta sola. Decide di salirci, nonostante il mondo del fashion non sia proprio un paradiso: «La gente mi ha subito trattata come se fossi stupida. Non lo ero».

Cindy e il mito delle supermodelle
Il fisico scultoreo e il neo sopra il labbro, che all’inizio qualcuno le suggerisce di rimuovere (lei, lungimirante, si rifiuta): la Crawford spicca per l’identità precisa, inconfondibile. È la ragazza della porta accanto e, al tempo stesso, è una dea. Lavora con Gianni Versace, posa per tutti i maestri dell’obiettivo, da Peter Lindbergh a Helmut Newton, condivide la scena con Naomi Campbell, Linda Evangelista e Christy Turlington: è una delle figure centrali dell’era delle supermodelle, capaci di cambiare le regole del gioco. Il nome di chi posa e sfila diventa importante quanto quello dello stilista che ha firmato l’abito che indossa. Dal 1989 Cindy conduce House of Style su MTV, programma che porta passerelle e backstage dentro le case di milioni di spettatori. Intanto il contratto con Revlon la consacra volto di riferimento del beauty, il video Freedom! 90 di George Michael la fissa nell’immaginario del decennio e le VHS di fitness la fanno conoscere ai due o tre al mondo che ancora non l’avevano notata. Manca giusto un super amore.

I 60 anni di Cindy Crawford: i grandi amori
Quando Cindy Crawford e Richard Gere si innamorano, alla fine degli anni Ottanta, sono l’immagine stessa del glamour: lei 22enne regina della catwalk, lui 39enne divo hollywoodiano. Si sposano nel 1991 a Las Vegas, quasi in segreto, e diventano subito la coppia delle coppie. L’apice, agli Oscar: Cindy sfila accanto al marito con l’abito rosso di Versace che fa epoca. Ma dietro lo scintillio c’è una ragazza in via di definizione, che tempo dopo racconterà: «All’inizio di una relazione, quando sei giovane, sei disposta a modellarti intorno all’altra persona. Non sapevo ancora chi fossi e cosa volessi davvero». Nel 1995 il matrimonio finisce. Tre anni dopo Cindy si risposa: lui è l’amore della vita, Rande Gerber, ex modello diventato imprenditore nel campo della ristorazione e dell’intrattenimento. Hanno due figli: Presley nasce nel 1999 e Kaia nel 2001. Dopo quasi tre decenni sono ancora insieme: una coppia solida e affiatata. Nel 2025, per il loro anniversario, lei scrive su Instagram: “27 anni con quest’uomo incredibile. Mi sento fortunata ad averti al mio fianco. Sono grata per la tua forza e per la tua protezione”.

I 60 anni di Cindy Crawford: i progetti fuori dalle passerelle
Ma torniamo all’inizio degli anni Duemila, quando Cindy Crawford consolida la sua seconda vita professionale. Nel 2005 lancia Meaningful Beauty, linea skincare sviluppata con il dermatologo Jean-Louis Sebagh: nasce da un’esigenza personale («Volevo prodotti che funzionassero davvero sulla mia pelle») e diventa un successo internazionale – di cui Crawford segue sviluppo, comunicazione e strategia. Nello stesso anno debutta con la collezione di arredamento Cindy Crawford Home. «Sono cresciuta nel Midwest, per me la casa è il centro di tutto» racconta. Il cinema le piace parecchio: dopo l’esperienza da protagonista in Facile preda, nel 2001 Cindy appare in The Simian Line, e negli anni successivi partecipa a progetti televisivi anche come produttrice esecutiva. Con il pragmatismo che la contraddistingue, intuisce che recitare non è il suo forte e non ne fa un dramma.
Il tempo della misura e delle scelte consapevoli
Non sparisce mai dal radar, la Crawford. Continua a sfilare e a posare, ma seleziona i progetti con misura e arguzia. Nel 2009, intervistata sul rapporto con l’età che avanza in un settore ossessionato dalla giovinezza, è già chiara: «Non sto cercando di competere con le ventenni. Sarebbe una battaglia persa in partenza». Intanto accompagna l’ingresso dei figli nel mondo della moda. Quando Presley e soprattutto Kaia iniziano a muovere i primi passi nel fashion system – lei, appena 12enne, è nella campagna Young Versace – frena l’entusiasmo mediatico: «Voglio che abbiano un’educazione, prima di tutto». Nel 2015, alla vigilia dei cinquant’anni, pubblica Becoming, libro fotografico e autobiografico che ripercorre carriera e momenti privati. «Ho lavorato con fotografi incredibili, cos’altro mi resta da fare?» si chiede. «Non posso continuare a reinventarmi per sempre». Come dire: il traguardo non consiste nel restare sulla cresta dell’onda a ogni costo, ma nel saper scegliere se e quando cavalcarla.

I 60 anni di Cindy Crawford: figli e show-tributo
Il se e quando giusti arrivano nel 2017, alla Milano Fashion Week: Cindy Crawford chiude lo show-tributo a Gianni Versace insieme a Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Carla Bruni ed Helena Christensen. Sono vestite d’oro e quella, più che una passerella, sembra un’epoca che si ricompone davanti agli occhi. Non è nostalgia, ma potenza pura. Poi c’è sua figlia Kaia. Le due lavorano insieme per Omega, entrambe ambassador del marchio. Intanto la ragazza diventa una presenza fissa nelle sfilate e nelle campagne che contano, tra i volti più richiesti della sua generazione. Diverso il percorso del figlio Presley. Quando rende pubbliche le sue difficoltà con ansia e depressione, Cindy commenta «Sono orgogliosa di lui per aver parlato, non è facile». Senza enfasi, pronta a restare al suo fianco.

Invecchiare senza paura e con molto stile
Pochissimi eccessi, nessuna caduta pubblica, zero rehab: Cindy Crawford è arrivata ai sessant’anni sul podio, regalandoci immagini potenti senza bisogno di dare scandalo. Di lei si racconta che fosse competitiva (ma non capricciosa) e abilissima a negoziare cachet altissimi. Chissà poi se è vero. È sicuramente vero il suo impegno nel sostenere la ricerca contro i tumori. Il suo fratellino Jeff morì di leucemia quando entrambi erano bambini: «Lui aveva quattro anni, è qualcosa che non ti lascia mai», spiega. Anche davanti al tempo che passa, la Crawford non perde la bussola: «Adesso voglio solo essere la versione migliore di me stessa». E ancora: «Invecchiare è un privilegio… e l’alternativa non è così attraente».