C’è un libro che ti ha conquistata al punto da non riuscire a smettere di leggere? Raccontacelo mandando una mail a [email protected]


1 di 13
– Il libro commovente
Emanuele, Rocco, Pia e un’amicizia indissolubile

letto da Isabella Fava – @isabyte

«Noi viviamo due vite, entrambe destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene». Emanuele Trevi a Rocco Carbone e Pia Pera, entrambi scrittori scomparsi prematuramente, ha davvero voluto bene. Sono loro i protagonisti di Due vite, piccolo gioiello che ha vinto il Premio Strega 2021.

Con tocco delicato e intenso, Trevi ne tratteggia i caratteri, gli spigoli e le curve, racconta aneddoti che generano pensieri sulla vita e l’amicizia. Perché in fondo questa è una grande storia di amicizia, con tutti i dubbi, le emozioni, gli slanci, i ricordi. Ed è anche una piccola storia generazionale, di tre ragazzi coi loro sogni, i loro successi e le loro sconfitte. Trevi parla con affetto di Carbone, del suo lato oscuro e travagliato, dei suoi demoni, della sua precisione, della passione/ossessione per la semantica. Ce lo consegna giovane studente, poi scrittore, poi marito, amico sempre, nonostante gli allontanamenti e le incomprensioni. E sempre presente, in questo trio fatto di confessioni e discussioni, legami indissolubili ed eterni, c’è anche Pia, la “signorina inglese”, dai modi gentili e raffinati, seducente e intelligente, che negli anni della malattia diventa saggia e abbandona le insicurezze amorose. Trevi ha trovato «la distanza giusta» per raccontarli: né troppo vicina né troppo lontana. Ne ha colto l’unicità per fare in modo che non vengano dimenticati. Perché «quando anche l’ultima persona che ci ha conosciuto da vicino muore, ebbene allora davvero noi ci dissolviamo, evaporiamo, e inizia la grande e interminabile festa del Nulla». Non aspettatevi un romanzo con una trama avvincente: questo è un libro fatto di momenti e amore, che entra dentro a poco a poco.

Emanuele Trevi, Due vite, Neri Pozza, € 15

Louis MONIER/Gamma-Rapho via Getty Images
2 di 13
– La scrittrice da scoprire
Angela Carter

Angela Carter usò un premio letterario per lasciare il suo primo marito. Viaggiava, contaminava i generi letterari, insegnava scrittura creativa nelle università in giro per il mondo. Era femminista, politicamente impegnata. E anticonformista, sempre.

Quest’estate rileggiamo la scrittrice e giornalista britannica Angela Carter, nata il 7 maggio 1940 e scomparsa il 16 febbraio 1992. Amica di Salman Rushdie e di Kazuo Ishiguro, Carter ci ricorda, con le sue opere intramontabili, che non bisogna avere paura di niente. Tra i romanzi più noti ci sono Figlie sagge e Notti al circo, entrambi pubblicati da Fazi Editore. Il primo parla di due gemelle, attrici e ballerine, che stanno per festeggiare i 75 anni: è un inno alla gioia di vivere, che fa riflettere e sorridere grazie allo stile pungente dell’autrice. Anche il secondo ha una grande protagonista femminile: una donna-cigno, trapezista e vagabonda.

Annarita Briganti @annaritab72


3 di 13
– Il libro che continuo a rileggere
Alessia Gazzola e Marcela Serrano

Amo molto la forza, la sensualità, il sottile confine tra le generazioni e il ritratto del dramma privato che sono tipici di certi romanzi latinoamericani. Uno dei miei preferiti, letto e riletto, è Arrivederci piccole donne di Marcela Serrano (Feltrinelli), in cui Meg, Jo, Beth e Amy rivivono in 4 cugine cilene tra gli anni ’70 e i 2000, ricalcandone i caratteri e i destini. A riprova che le ragazze della Alcott sono classiche in quanto eterne, funzionavano nell’800, funzionano oggi, funzioneranno domani e anche oltre, rimanendo sempre in grado di stupire. Nota a margine: c’è un Laurie molto seducente, ma non c’è il signor Bhaer (e non se ne soffre la mancanza).

Alessia Gazzola @_alessiagazzola_ autrice della serie L’allieva. Il suo ultimo romanzo è Un tè a Chaverton House (Garzanti).


4 di 13
– Il libro eroico
La figlia di operai che voleva tutto

letto da Marina D’Incerti – @marina_dincerti

«Quello è il punto esatto in cui abbiamo sbagliato, proprio quello» riflette Carmel, protagonista di questo originalissimo romanzo. Sapreste mettere anche voi il dito nell’istante preciso della vostra vita in cui avete fatto deragliare un’amicizia, tradito un ideale, mandato in fumo un futuro che sembrava possibile? Per circoscrivere quel momento Carmel ripercorre la sua giovinezza in Inghilterra, negli anni ’60. Figlia unica di operai irlandesi, intelligente e ubbidiente, viene spinta dalla madre a studiare per superare le barriere sociali e di genere: «Scienze domestiche? Latino e Greco, ecco cosa farai tu. Fisica e Chimica».

Nell’intransigenza materna sperimenta subito i due lati della medaglia: se vuole emergere deve essere ambiziosa. Ma, allo stesso tempo, espiare con il sacrificio e il senso di colpa. Una volta vinta la borsa di studio per l’università e ammessa nel convitto di Tonbridge Hall, Carmel assapora anche la libertà. Tanto per cominciare, con un taglio cortissimo di capelli: «Mi sentivo la testa leggera e piena di possibilità». Insieme a Karina, Julianne, Lynette e altre compagne, condivide la stanza e le promesse di quegli anni. La grande città, la minigonna, la politica, l’amore libero. Ma tutto ha una doppia faccia e un prezzo. Nella sorellanza si nascondono invidie. La pillola non basta a condividere le responsabilità delle relazioni con i maschi. Alle assemblee le donne sono ammesse, ma per fare il caffè.

Dovrete arrivare alla fine per scoprire il punto esatto in cui gli esaltanti 18 anni delle amiche prendono una piega amara. Non troverete il lieto fine, ma qualcosa di commovente ed eroico che vi resterà dentro. Prima fila di un movimento inarrestabile, Carmel e le altre di Tonbridge Hall sono cadute nella battaglia per il diritto delle donne a volere tutto. Impossibile non tenerle nel cuore.

Hilary Mantel, Un esperimento d’amore (trad. di Giuseppina Oneto), Fazi, € 18


5 di 13
– La tesi
Le piante sono più sagge di noi

Hanno colonizzato la terraferma oltre 400 milioni di anni fa innescando una delle più profonde transizioni geobiologiche del nostro Pianeta: la “terrestrializzazione”, che ha consentito lo sviluppo degli ambienti dove molto più tardi – circa 200.000 anni fa – l’ Homo sapiens si è saldamente insediato. Le piante sono i decani della Terra, eppure siamo soliti pensare a questo come al “nostro” Pianeta e ne consumiamo risorse e spazi. Per fortuna, al contrario di noi, il mondo vegetale lavora da sempre per escogitare soluzioni efficaci a problemi come il sovraffollamento e la scarsità di risorse. Barbara Mazzolai, biologa e divulgatrice, ci guida alla scoperta di questi comportamenti. E soprattutto delle lezioni che potremmo trarne noi «giovani abitanti» di un Pianeta in pericolo.

Gianluca Ferraris

Barbara Mazzolai, Il futuro raccontato dalle piante, Longanesi, € 17,10


6 di 13
– La citazione
«Se fossi ricco vivrei già su un’amaca nel Paradiso più buio della Terra. Invece mi tocca ricordare con lentezza ogni mio licenziamento»

Lou Bishoff, bocca di questa e di tante altre memorabili frasi, è un tassista di mezza età che sarebbe potuto uscire dalla penna di Irvine Welsh o di Charles Bukowski. Lou, che vive in una cittadina del Mississippi piegata dalla crisi, non ha più saputo riprendere in mano la sua vita dopo un esordio folgorante come scrittore pop al quale sono seguiti un altro paio di libri di scarso successo, l’oblìo, mille lavori inconcludenti e una fidanzata catatonica. Se non bastasse, soffre di un disturbo cronico che gli fa immaginare in modo vivido i dettagli delle storie che gli raccontano. Ogni corsa diventa l’occasione per esplorare – sempre in poche pagine e con dialoghi cinici e rabbiosi dal sapore quasi cinematografico – le nevrosi dell’americano medio. Si ride, molto, e ci si specchia.

Gianluca Ferraris @gianlucaferraris

Lee Durkee, Last taxi driver, Black Coffee edizioni, € 18


7 di 13
– Il libro potente
Quando Jesmyn beveva solo latte in polvere

letto da Isabella Fava – @isabyte

Adoro leggere i memoir. Sono storia vissuta, venata spesso da un ritratto sociologico. Attraverso la vita dello scrittore scopri un mondo, spesso fatto di ingiustizie e dolori, che altrimenti non avresti conosciuto. Il potente Sotto la falce di Jesmyn Ward è ambientato a DeLisle, cittadina del delta del Mississipi, dove l’autrice di Salvare le ossa e Canta, spirito, canta (entrambi premiati con il National Book Award) è nata e vive. Una terra ferita dal razzismo e dalla disoccupazione, dove il destino degli uomini è determinato dal colore della pelle e dalla classe sociale. Qui, dal 2000 al 2004, Jesmyn ha visto morire 4 amici e suo fratello Joshua. Per overdose, alcol, omicidio o suicidio; Joshua investito da un ubriaco che poi l’ha abbandonato sull’asfalto.

Il libro è catartico: rende a lui e ai suoi amici l’umanità perduta nelle cronache, e dà la possibilità all’autrice di ripercorrere la propria vita con le sue difficoltà. Una vita determinata dalle donne: la madre che cresce 4 figli piccoli mentre il marito scorrazza in moto con le altre, la nonna che li ospita nella sua grande famiglia allargata quando i genitori divorziano, il rapporto strettissimo con le sorelle Nerissa e Charine, la scuola dei bianchi dove Jesmyn è l’unica studentessa di colore, l’alcol con gli amici adolescenti per dimenticare chi sono davvero, la conquista faticosa dell’indipendenza economica. Una vita segnata dal fatto che sei nera e che per nutrirti da piccolo hai solo il latte in polvere e i corn flakes, mentre tua mamma e tua nonna si ammazzano di turni in fabbrica o facendo le pulizie. C’è tanto pianto in questo memoir (compresa un’appendice straziante sul marito morto per Covid a 33 anni), ma anche la maestria di una grande scrittrice.

Jesmyn Ward, Sotto la falce (trad. di Gaja Cenciarelli), NNE, € 19


8 di 13
– Il libro segnalato da voi
La grande guerra delle donne

di Silvia Sghedoni

Una storia curiosa, accaduta davvero. Siamo in Friuli durante la prima guerra mondiale. L’accuratezza delle descrizioni ti include nel gruppo di donne protagoniste del libro: mamme e figlie che respirano la tenacia e l’audacia delle scelte coraggiose sostenute, singolarmente e in gruppo, per il bene e per la vita. È la testimonianza di una comunità che sorreggendosi nelle fatiche («ci aggrappiamo agli speroni, con tutte le nostre forze») non rinuncia alla fecondità della vita, come fanno le stelle alpine. Un romanzo intenso, magnetico, consolatore.

Ilaria Tuti, Fiore di roccia, Longanesi, € 12


9 di 13
– Il libro da regalare
Alla figlia adolescente

È stata una delle icone del ’900. Ha conquistato registi, scrittori, lo stesso presidente Kennedy. Eppure morì in solitudine, a 36 anni. Chi era davvero Norma Jeane Baker? L’attrice più nota della storia del cinema, il simbolo erotico di tutta un’epoca nasconde una personalità che rimane un mistero. Marilyn incarnò come nessun altro il sogno americano. E non solo grazie al suo aspetto. Di famiglia umile, costruì con pazienza la sua strada per diventare una stella, e ne pagò tutti i prezzi. Perfezionista e insicura, lavorava duro per migliorarsi, ma al contempo viveva liberamente una sessualità per quei tempi scandalosa. Un’icona oggi da riscoprire per le giovani generazioni. E per farlo non c’è niente di meglio di una graphic novel come quella scritta e illustrata da Maria Hesse, a suo agio – nonostante la leggerezza delle matite – nel restituirci una figura ricca di contrasti.

Gianluca Ferraris @gianlucaferraris

Maria Hesse, Marilyn. Una biografia, Solferino, € 21,90


10 di 13
– Il romanzo che ti fa riflettere
Se il mare ti salva dai rimorsi della vita

letto da Annarita Briganti

Le persone che mollano tutto non fuggono dai problemi, ma cercano altri problemi, leggiamo in questo romanzo intenso dell’americana Amity Gaige, La sposa del mare (NN Editore, traduzione di Laura Noulian). Chiusa nella cabina armadio della sua stanza Juliet legge il diario di bordo che suo marito Michael ha scritto nell’ultimo anno trascorso in barca a vela insieme a lei e ai loro due bambini. La protagonista ha la testa piena di poesie, come direbbe Michael, in particolare quelle di Anne Sexton. Lui si è indebitato per realizzare il sogno di vivere sull’acqua, convinto che la lontananza dalla quotidianità avrebbe fatto bene anche alla sua relazione con Juliet.

Fin dalle prime pagine capiamo che durante quell’esperienza è successo qualcosa di drammatico, in questa storia di un matrimonio ricostruito con il sale delle lacrime per scoprire, alla fine di questo dialogo a distanza tra moglie e marito, che avviene grazie ai testi che ha lasciato l’uomo, come andare avanti quando l’esistenza ci mette a dura prova. «Michael, ricordo quello che mi hai detto, una notte a Salar: Ho vissuto tutta la mia vita con una mentalità terrena. Pensando pensieri terreni. Ma voglio pensare pensieri marini. Voglio avere una mente marina. Adesso ti capisco. Se fossimo vissuti con una mente marina, avremmo potuto avere un matrimonio marino. E avremmo potuto amarci in modo diverso. Ovvero, al di laÌ del meritarcelo»: è un altro passaggio di questo libro, che ha un epilogo pieno, a suo modo, di speranza. Il marito di Juliet, nei ricordi della donna, parla di «dovere verso se stessi»: realizzarsi con coraggio, non avere paura del cambiamento, non temere strade impervie. Quel seguire le proprie inclinazioni, costi quel che costi, che molte e molti stanno sperimentando come stato d’animo durante la pandemia. Domani è un altro giorno, certo, ma iniziamo a metterci in gioco da oggi. Sperando che vada bene.

Amity Gaige, La sposa del mare, NN Editore, € 18


11 di 13
– Il romanzo sulla coppia
Come si fa funzionare un matrimonio?

letto da Annarita Briganti

Meglio non fidarsi dei mariti… Un classico della vita e della letteratura che Cynthia D’Aprix Sweeney racconta in modo magnifico nel suo nuovo romanzo, In buona compagnia (Frassinelli). La scrittrice americana, autrice del bestseller Il nido, indaga stavolta su quel mistero che è il matrimonio. Lo spunto è una scoperta che Flora fa nel cassetto di uno schedario in un angolo remoto della casa in cui vive con suo marito Julian e con la loro figlia Ruby. La donna, un’attrice che ha rinunciato alla carriera per supportare il compagno, trova una busta con dentro la fede di Julian. L’uomo, pure lui attore, le aveva detto di averla persa in uno stagno durante un’estate che, molti anni dopo, tornerà a galla e cambierà, forse per sempre, le loro esistenze. «Ti ho fatto una cosa brutta» dice, messo alle strette, Julian a Flora, rivelando che anche la sua migliore amica, Margot, diva delle serie tv, ha delle colpe. Completa il quadro David, un medico che non ha saputo o voluto curare se stesso, marito di Margot. «Il finale è lieto o è triste?» si chiedono, come un mantra, questi personaggi così umani. Il finale dipende da noi. Siamo noi che decidiamo se e come perdonare, se e come far funzionare una relazione. Seguendo, magari, una regola che suggerisce a un certo punto del libro una terapeuta: dire sempre la verità.

Cynthia D’Aprix Sweeney, In buona compagnia, Frassinelli, € 18


12 di 13
– Il noir seriale
Per Mina Settembre una doppia indagine tra gli ultimi

Se nei suoi libri Maurizio De Giovanni ha saputo dare vita a decine di personaggi iconici, senza dubbio Mina Settembre resta uno dei più apprezzati dal pubblico femminile. In Una sirena a settembre (Einaudi) l’irresistibile assistente sociale del Consultorio Quartieri Spagnoli si ritrova suo malgrado a essere protagonista di una nuova, doppia indagine. Da un lato ci sono un’anziana vittima di scippo che finisce in coma e un bimbo senza nome, che le telecamere di un tg sorprendono in cerca di cibo nella spazzatura. Dall’altro c’è Mina, che tra quelle due immagini – purtroppo sempre più comuni nella sua Napoli, ma alle quali non può rassegnarsi – trova un filo conduttore difficile da immaginare. E impossibile da svelare, pena effetto spoiler.

Le sirene a cui si deve il titolo sono metafora della pace che evocano i loro canti, ma anche dei pericoli che corre chi si fa ipnotizzare dal loro fascino, perdendo di vista i contorni del reale. Che ancora una volta è rappresentato dal capoluogo campano, coprotagonista della trama con le sue atmosfere, i suoi angoli, le sue voci. Comprese quelle dell’innamoratissimo ginecologo Mimmo Gammardella, il ginecologo piú bello dell’universo, dell’ex marito di Mina, il pm Claudio De Carolis, e di un nuovo straordinario personaggio, la Signora, che vi conquisterà.

Gianluca Ferraris

Maurizio De Giovanni, Una sirena a settembre, Einaudi, € 18,50


13 di 13
– Il libro segnalato da voi
Un giallo che fa riflettere sulla condizione umana

Il giorno di San Valentino un venditore di rose bengalese viene brutalmente assassinato. Le indagini sono affidate a Piersanti Spina, vicequestore di Tor Pignattara, che si chiede subito chi poteva avercela con lui da affligergli tanto dolore. Ma, soprattutto, quello che si domanda Piersanti è cosa si prova ad essere pugnalati così. Il poliziotto a causa di un’anomalia genetica non percepisce la sensazione del dolore, ma neppure quella del caldo, del freddo, della carezza di una morbida pelle. Questa sua peculiarità lo ha fatto diventare tra i colleghi un “super eroe”, ma per lui è una condanna. «Non sentiva nulla, niente di niente. Il mondo delle sensazioni gli era da sempre precluso, come se l’aria che respirava fosse un potente anestetico. La sua fortuna, nella sfortuna, fu che il padre, medico, aveva azzeccato la diagnosi giusta quando Piersanti era ancora in fasce: Insensibilità Congenita al Dolore. L’unica malattia che anziché dare pena, la toglieva».

Il venditore di rose di Dario Sardelli è un giallo ben costruito e coinvolgente, lo stile scorrevole permette di divorarlo grazie all’ironia e alla leggerezza che caratterizzano la narrazione, ma è anche un romanzo che sulla condizione umana dice molto più di tanti articoli e saggi.

Dario Sardelli, Il venditore di rose, Einaudi, € 17

A cura di Isabella Fava – testi di Annarita Briganti, Marina D’Incerti,
Isabella Fava, Gianluca Ferraris, Alessia Gazzola, Silvia Sghedoni

→ Corso di scrittura creativa in 6 lezioni