Terapia ormonale 

Uno degli errori più diffusi è quello di interrompere i controlli con il passare degli anni. In realtà, fra le donne over 50 il tumore più frequente è proprio quello al seno. E la metà dei casi si verifica dopo i 65 anni. Per questo è importante non abbandonare l'abitudine di sottoporsi, anche a questa età, alla mammografia. Si calcola che, se tutte le donne italiane di oltre 50 anni la  eseguissero ogni due anni, sarebbe possibile salvare 1.600 vite all'anno. Oltre a sottoporsi di routine agli esami, però, è fondamentale anche tenere sotto controllo alcuni fattori di rischio specifici della Terza età. Vediamo quali

di Gaia Cimoli  - 29 Aprile 2005

Sono due i fattori di rischio da tenere presenti nella prevenzione al tumore al seno superati i cinquant'anni d'età: la terapia ormonale sostitutiva nel periodo della menopausa e l'eventuale aumento di peso che può verificarsi dopo la scomparsa delle mestruazioni.

» Più cautela nelle prescrizioni. Gli esperti concordano sul fatto che la terapia ormonale sostitutiva non può essere prescritta in modo generalizzato come strategia anti età. L'assunzione di ormoni deve essere consigliata solo a un numero selezionato di donne e allo scopo di contrastare i sintomi più importanti della menopausa. Esiste infatti un legame, evidenziato da alcuni studi internazionali, tra le terapie ormonali e l'aumento dei casi di cancro al seno. L'indagine che più ha suscitato scalpore è stata condotta in Gran Bretagna su un milione di donne. I risultati di questa ricerca, intitolata Million women study, hanno mostrato che le terapie a base di soli estrogeni aumentano progressivamente il rischio di tumore al seno, fino ad arrivare al 30 per cento in dieci anni. Il pericolo raddoppia con quelle che sfruttano una combinazione di estrogeni e progestinici (le più utilizzate).

"È opportuno chiarire che la ricerca parla di rischio relativo e non di rischio assoluto" precisa Andrea Decensi. "Per capire la differenza basta considerare alcuni dati. Nel Nord Italia il numero di donne intorno ai 50 anni che vengono colpite da un tumore al seno è pari a 15 su 1.000; questa percentuale, tra le donne che seguono una terapia ormonale, dopo cinque anni di cura è più alta rispetto alla media: arriva a 22 su 1.000 (7 casi su 1.000 in più) con un trattamento a base di soli estrogeni e a 30 su 1.000 (15 casi in più) per le combinazioni di estrogeni e progestinici".

Alla luce di questi dati gli esperti ritengono che sia necessario valutare con attenzione in quali casi prescrivere le terapie ormonali, e di riservarle solo a chi presenta sintomi legati alla menopausa tali da peggiorare la qualità della vita. "Le terapie a base di ormoni possono essere estremamente utili nei casi in cui ci siano sintomi come vampate che non lasciano dormire, depressione, secchezza vaginale e calo della libido che impediscono i rapporti sessuali, osteoporosi con rischio di fratture" continua Decensi. Per queste persone può essere preferibile innalzare le probabilità di sviluppare un tumore piuttosto che convivere con manifestazioni invalidanti per molti anni. La ricerca britannica mostra comunque che, non appena s'interrompe il trattamento, il rischio diminuisce rapidamente, fino ad azzerarsi nel giro di cinque anni.

» Dieta necessaria con cinque chili in più. Ingrassare di cinque o più chili dopo la menopausa può elevare le probabilità di sviluppare un carcinoma al seno. Il rischio legato all'aumento di peso in questo periodo della vita può essere paragonabile a quello di chi segue una terapia ormonale sostitutiva a base di soli estrogeni. "È un fattore di rischio spesso sottovalutato" commenta Decensi "mentre invece andrebbe preso sul serio fin da subito".

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