LICEO? ISTITUTO PROFESSIONALE? 

Scegliere un Liceo, piuttosto che un altro, o un Istituto professionale, in base alle attitudini ed alle aspirazioni di un ragazzo: il nostro esperto ci spiega come fare.

 - 25 Gennaio 2012

Liceo classico, scientifico, linguistico? Oppure un istituto professionale? Tra un poco apriranno le iscrizioni a licei ed istituti professionali, ed è il momento di scegliere. Il Professor Roberto Pani, psicologo clinico e psicoanalista, ha risposto alle nostre domande, fornendoci alcuni preziosi consigli su come comportarci con i nostri ragazzi.
Professore, spesso i ragazzi si trovano alla fine della scuola media senza sapere che strada intraprendere: liceo classico, liceo scientifico, istituto professionale…Su cosa bisogna focalizzare l’attenzione, per capire quale è la strada più adatta ad un ragazzo? Ci sono delle attitudini di cui tener conto?
Penso che gli insegnanti possano dare un primo aiuto rispetto alle capacità cognitive. Ciò, però, non significa che sia sufficiente per una scelta definitiva. Questo perché è bene che i pareri degli insegnanti concordino con quella dei ragazzi. Se, per esempio, l’insegnante di italiano apprezza la disposizione psicologica, la coerenza e la sensibilità di un ragazzo di pensare in italiano e di scrivere in italiano, (vi sono alcuni allievi anche extraeuropei), questo è certamente un punto a favore per scegliere indifferentemente il liceo scientifico o classico.
Se, invece, il ragazzo propende per materie più esatte, come scienze e matematica, forse l’opzione più idonea può essere il liceo scientifico. Le scuole tecniche (istituto di ragioneria, geometri, scuola alberghiera, metalmeccanica, etc..) sono anch’esse suggeribili dagli insegnanti, ma in questo caso prevale maggiormente l’interesse del ragazzo.
Un ragazzo che non studia alla scuola media è necessariamente un ragazzo che non studierà al liceo?
Assolutamente no. Il Manzoni aveva preso diversi 5 in italiano alle medie, come è noto. Molte capacità si sviluppano più tardi, magari in seguito a identificazioni efficaci con gli insegnanti, oppure per via di una maggior padronanza della propria evoluzione e identità e possono anche propendere verso una  creatività del ragazzo latente: quindi non è sicuramente una preclusione per intraprendere la via del liceo il fatto che un ragazzo non brilli alle medie.
Fino a che punto va bene che un genitore indirizzi il proprio figlio verso un tipo di scuola piuttosto che un altro?
E’ giusto che il genitore non proietti sul proprio figlio aspirazioni che non appartengono ai desideri del figlio. E’ assai utile tuttavia che compia insieme a lui/lei un attento esame della realtà concreta e il contesto lavorativo che consenta la realizzazione dei desideri del ragazzo. Oggigiorno conta molto pensare al futuro professionale, in altre parole dove il mondo economico sta andando e se questo offrirà delle discrete possibilità di lavoro.

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