Kim Rossi Stuart in tv è Maltese

Credits: "Il Commissario Maltese"
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di

Mattia Carzaniga

L'attore Kim Rossi Stuart racconta il suo ritorno in tv con "Maltese", commissario tutto d'un pezzo contro la mafia

Un nuovo commissario sta per arrivare in Tv. Si chiama Maltese, come la serie che lo racconta. Va in onda da lunedì 8 maggio in prima serata su RaiUno e ha un protagonista d’eccezione: Kim Rossi Stuart.

Come nasce questo progetto?

Gianluca Maria Tavarelli, il regista, mi contattò 2 anni fa per offrirmi questo ruolo. C’era un’idea di massima: raccontare un eroe positivo, un uomo che non abbassa la testa davanti ai soprusi. Ho lasciato che passasse il tempo necessario a scrivere la sceneggiatura e sono saltato sul treno in corsa: un processo piuttosto insolito per me.

Nel frattempo, come hai lavorato al tuo personaggio?

Ho approfondito le storie dei nostri eroi antimafia nazionali. Maltese lotta contro la criminalità organizzata nella Trapani degli anni ’70, io mi sono lasciato ispirare dalle figure di quella stagione come Ninni Cassarà (il capo della Squadra mobile ucciso dalla mafia nel 1985, ndr), un uomo colto che per ragioni di vita si ritrovò a combattere sul campo. Volevo evitare la superficialità che riguarda anche me, quando penso a temi complessi come Cosa Nostra. Volevo entrare nell’intimo di un uomo che sceglie di rischiare la vita perché pensa che il male possa essere debellato.

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    Credits: "Il Commissario Maltese" regia G. M. Tavarelli - Palomar
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    Credits: Getty Images
    Kim Rossi Stuart con la moglie Ilaria Spada
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    Credits: Getty Images

Oggi i commissari sono “di moda”.

Perché sono figure assolutamente attuali. Sono l’esempio più diretto di chi crede nella propria missione e la porta fino in fondo. Non devono essere per forza agenti: penso per esempio alla giornalista di Repubblica Federica Angeli, che oggi vive sotto scorta per le sue inchieste.

Quanto è importante per te veicolare un messaggio positivo?

In questo momento della mia vita e della mia carriera, moltissimo. Per il mestiere che faccio, ho il privilegio di scegliere quali messaggi comunicare. Non che un impiegato non lo possa fare: ognuno di noi deve cominciare dal basso, dal proprio luogo di vita e lavoro, se vuole cambiare qualcosa.

Confermi la fama di attore impegnato.

Vivo il mio mestiere con una sorta di militanza, da sempre. Oggi poi i tempi corrono, le cose cambiano in fretta. Non è un caso se proprio ora ho scelto un personaggio come Maltese: è sempre più difficile far sì che le persone si sintonizzino su esempi positivi, privi di ambiguità.

Eppure in passato hai proposto modelli molto negativi: penso al Freddo di Romanzo criminale o al bandito Renato Vallanzasca.

In quel momento volevo analizzarli come fenomeno sociale, ma anche lì avevo una finalità positiva. Spero di aver dimostrato che il male è effimero, è tutto fuorché epico. Non c’è nulla di attraente in quelle figure.

Lo insegni anche a tuo figlio Ettore, che quest’anno compie 6 anni?

Di sicuro l’essere padre conta, in questa mia ricerca. Mi sento sempre più impotente, come uomo e come artista, nei confronti della violenza con cui stanno crescendo le nuove generazioni. Il mondo che hanno di fronte è sempre più difficile da comprendere e gestire. Un figlio è qualcosa di rivoluzionario, per chi lo vive. Ribalta completamente il tuo punto di vista sulle cose.

Ora qual è il tuo?

Voglio continuare a ritagliarmi degli spazi in cui dimostrare che si può fare cinema anche senza pensare solo agli incassi. Con il tempo sto forzando sempre di più le mie convinzioni: anche se è faticoso, vale sempre la pena fare sacrifici per promuovere quello in cui credi. È un processo che mi stimola, mi fa crescere.

Adesso cosa farai?

Dopo il mio ultimo film da regista (Tommaso, uscito lo scorso autunno, ndr) sto buttando giù idee per un nuovo film. Vorrei ancora mettermi in gioco, scontrarmi con dei temi scomodi: per un attore e un regista è sempre linfa vitale. Ma non ho fretta. Ho trascorso 3 anni di lavoro forsennato, ora voglio dedicarmi a mio figlio e alla mia compagna (la collega Ilaria Spada, ndr).

Un’ultima cosa. Visto che ora sei anche tu protagonista di una serie tv, quali sono le serie che ti hanno più ispirato negli ultimi anni?

Serie? Io in quel mondo non ci sono proprio entrato. Anzi, ho io una domanda da farti: dove lo trovate il tempo per guardarle tutte?

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