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Libri, cinema e teatro: condividere la cultura è la nuova sfida della sharing economy

di Agnese Fioretti
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Spettacoli teatrali in casa, artisti che ospitano sconosciuti e un'app per cercare compagnia in vista di una mostra. L'economia collaborativa non è più solo uno scambio di beni, ma anche di passioni e interessi comuni

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Spettacoli teatrali in casa, artisti che ospitano sconosciuti e un'app per cercare compagnia in vista di una mostra. L'economia collaborativa non è più solo uno scambio di beni, ma anche di passioni e interessi comuni

Trovare un passaggio con BlaBlaCar, cenare a casa di sconosciuti grazie a Gnammo, scambiarsi lampadine, abiti per bambini o alimenti che stanno per scadere. La sharing economy si è ritagliata spazi sempre più grandi nella nostra quotidianità e rispetto all’anno scorso il numero di piattaforme è aumentato del 35,5%. Ma la vera novità registrata nel 2015 è il boom di iniziative culturali: per la prima volta sono state prese in considerazione nella mappatura dell’economia collaborativa italiana, curata ogni anno dal sito Collaboriamo. “Le piattaforme di sharing culturale rappresentano quest’anno il 9% del totale - spiega Marta Mainieri, fondatrice di Collaboriamo - la condivisione della cultura non passa più solo attraverso lo scambio di libri: tramite siti come TeatroXcasa o MovieDay, persone tra loro sconosciute costruiscono relazioni fondate su passioni comuni. È questo il salto di qualità”.

E ce n’è per tutti i gusti. TeatroXcasa, ad esempio, è una piattaforma che mette in contatto attori di teatro con persone disposte a trasformare il proprio salotto in un palcoscenico e a ospitare il pubblico. Condividere l’arte nelle case è il principio su cui si fonda anche un altro progetto di sharing culturale, MyHomeGallery. Nato nel 2012, permette agli artisti di invitare chiunque ne abbia voglia nei loro appartamenti, per esporre le proprie opere e condividere con uno sconosciuto altre esperienze. Ogni artista può scegliere di farlo gratuitamente o meno e può proporre varie opzioni: oltre all’allestimento della mostra in casa, può offrire il pernottamento, un pasto oppure organizzare un workshop.

Al di là delle mura domestiche, ci si organizza per condividere cultura anche al cinema. Basta iscriversi al sito MovieDay, che consente agli utenti di organizzare proiezioni nelle sale dei cinema che aderiscono all’iniziativa. Ogni evento deve raggiungere una soglia minima di partecipanti che varia di volta in volta: solo a quel punto la proiezione viene confermata e chi aveva dato la propria adesione prenotandosi sulla piattaforma riceve il biglietto online. Chi invece non riesce a coinvolgere amici e parenti per visitare una mostra può scaricare l’app Arsity: attraverso la geolocalizzazione permette a ognuno di individuare gli eventi culturali più vicini a sé e di organizzarsi con altri utenti interessati per scoprire musei, street art e tanto altro.

I primi esperimenti di sharing economy culturale restano però quelli legati al book crossing, una forma di economia collaborativa in continuo fermento. Dalle bibliocabine (ex cabine telefoniche) ai taxi, gli spazi adibiti allo scambio di libri in Italia sono sempre più creativi. In estate se ne trovano sulle spiagge, mentre nei Boschetti Reali di Monza l’associazione Sul filo dell’arte ha dato vita a un “book crossing tree”. È un albero per cui è stata cucita una rivestitura con delle tasche, in cui è possibile lasciare libri avvolti in buste di plastica, affinché la pioggia non li rovini. A Viareggio, invece, l’insegnante Federica Tamburini ha trasformato il davanzale di una delle sue finestre in una “crossing zone”, un’area in cui chiunque può prendere o lasciare un libro. Ma il book crossing non passa solo attraverso luoghi fisici: ne è la prova un’iniziativa nata su Facebook nell’ottobre 2015, dedicata allo scambio di testi per bambini e rivolta a (neo)mamme e nonne. Ognuna di loro deve regalare un libro nuovo a un bimbo sconosciuto e coinvolgere altre sei persone: tramite la catena che si crea al proprio bambino arrivano 36 libri. “Anche se ne ricevi di meno, è una bella occasione per conoscere altre mamme - racconta Erika Franceschini, che ha creato la pagina Fb Book Exchange Italia per diffondere questo progetto - alcune però hanno riscontrato diffidenza; per questo ho deciso di dar vita alla pagina, in modo da facilitare l’incontro e lo scambio tra le mamme interessate”. Erika ha anche esteso l’iniziativa allo scambio di libri per adulti.

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