Quel genio di Jenus

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di

Isabella Fava

Dissacrante e ironico, Jenus di Nazareth è diventato un fenomeno sulla Rete. Grazie a Don Alemanno e due compagni molto social
Un'opinione di:
Divoratrice seriale di telefilm, è amante del cinema, con lo stereo sempre acceso e un libro sempre...

Vi piacciono i fumetti? Vorrei qui presentarvene uno particolare per il modo in cui è cresciuto grazie alla Rete e al passaparola. Si chiama Jenus di Nazareth e l’ha creato un tecnico informatico con una smisurata passione per i disegni e la satira che si nasconde dietro allo pseudonimo di Don Alemanno

Si racconta così: «Don Alemanno nasce in terra nuragica nel lontano 1981. Per farlo piangere l’infermiera lo sculacciò, ma a distanza di anni l’unica vendetta contro di lei fu un omaggio recapitatole a casa, una vignetta che la ritraeva in pose decisamente univoche…»

La storia continua: a scuola passava la ricreazione a fare schizzi per i compagni. Finché un giorno qualcuno gli chiese i 5 Samurai e lui invece di disegnare 5 armature diverse fece l’allora Presidente della Repubblica Cossiga che imbracciava un piccone. Fu lì che capì che la satira era la sua missione.
Finita la scuola si dedicò ai più disparati lavori: piantò cocomeri in campagna, fece l’agente immobiliare, l’aiuto cuoco, il sacerdote, il pornoattore, l’astrofisico, il parrucchiere gay, il parrucchiere etero…

Scherzi a parte, Don Alemanno nel 2012 ha una folgorazione. Dà così vita su Facebook alla sua creatura: Jenus di Nazareth, un fumetto che critica e sbeffeggia il Clero e rilegge le figure bibliche in chiave 2.0. Dove il protagonista è un figlio di Dio (il secondo) colpito da amnesia e le sue storie sono sospese tra cronaca e immaginario pop. Jenus è scombinato e svagato, Dio è rappresentato come un metal rocker e Madonna come l’omonima cantante.



In pochi mesi la pagina FB di Jenus di Nazareth raggiunge 16.000 fan. E le cose si fanno serie: arrivano Micaela Gerogianakis (social media strategist) e Antonio Bellini  (art director e web designer) a dare una mano a Don Alemanno a diventare grande. Obiettivo: stampare il fumetto su carta.

Oggi Jenus di Nazareth è pubblicato da Mondadori comics. Ma la cosa più impressionante è il seguito che ha sulla Rete: i fan sono diventati 182.000 e ogni settimana la pagina viene visualizzata da 1 milione di persone.

 

«Vogliamo diventare come Lupo Alberto, un nostro mito giovanile» mi ha confessato Micaela che ho incontrato pochi giorni fa al Social Media Marketing Day, l’evento dedicato alle nuove strategie social per fare marketing. Mentre parlava, io intanto pensavo: «Geniali questi ragazzi».

Perché anche se si ispirano a un mito un po’ vintage sono figli della generazione 2.0, sanno come usare Internet per diffondere le loro idee e si divertono.

Alzi la mano infatti chi, alle medie o al liceo, non ha mai fatto un disegno prendendo in giro la prof o qualche altra “istituzione”.

Ecco, il trio di Jenus lo ha fatto diventare la loro professione.

 

Ps. Il 28 giugno alle 16 al Mondadori Multicenter di corso Vittorio Emanuele a Milano Don Alemanno presenterà il suo nuovo volume. Con tanto di tonaca e “acqua santa”.

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