Bonus mamma domani 2017: l’Inps è in ritardo

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Lorenza Pleuteri

I tempi per accedere al bonus gravidanza ("bonus mamme domani") si stanno allungando a dismisura, tra le proteste delle potenziali beneficiarie. L'Inps non ha ancora predisposto i moduli per inoltrare le richieste e avere gli 800 euro una tantum

Bonus gravidanza 2017: le istruzioni dell’Inps

L'Inps, in attesa di approntare i moduli per richiedere il "premio mamma domani" (sembra che per rendere operativa la piattaforma online siano necessari tre mesi di tempi tecnici), ha pubblicato due circolari per spiegare come funziona il nuovo incentivo (chiamato anche bonus mamma futura), quando si matura, chi ne ha diritto.

Il contributo, 800 euro una tantum destinato a 750 mila famiglie (i fondi stanziati nella legge di Bilancio sono 600 milioni di euro per il 2017), non è vincolato all’Isee e, una volta avviato, sarà retroattivo.

Serve per affrontare alcune delle spese che si devono sostenere quando arriva un figlio. Spetta a tutte le donne in dolce attesa, al compimento del settimo mese di gravidanza, e alle madri che adottano un bimbo o lo hanno in affido in vista dell’adozione. Ma ancora non è possibile presentare le domande e incassare l’incentivo. Bisogna avere un po’ di pazienza. L’istituto di previdenza è in ritardo con la messa a punto delle istruzioni e delle modalità per l’inoltro telematico delle istanze e per i pagamenti. 

I requisiti di base richiesti alle potenziali beneficiarie del bonus mamma domani

Il premio alla natalità è riconosciuto alle gestanti e alle madri adottive con questi requisiti:

- residenza in Italia;
- cittadinanza italiana o comunitaria;
- per le cittadine non comunitarie, possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di periodo oppure di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini comunitari.

Le cittadine non comunitarie con lo status di rifugiate politiche o con la protezione sussidiaria sono equiparate alle cittadine italiane.

Quando matura il nuovo premio una tantum?

Il beneficio di 800 euro viene concesso in unica soluzione per uno di questi eventi, purché successivi al primo gennaio 2017:

- compimento del settimo mese di gravidanza;
- parto, anche se antecedente all’inizio dell’ottavo mese di gravidanza;
- adozione di un minore, nazionale o internazionale, disposta con sentenza definitiva;
- affidamento preadottivo nazionale o affidamento preadottivo internazionale.

“Se devono nascere due gemelli o se si adottano  due fratelli – rispondono dal contact center Inps, senza troppa convinzione – l’importo non raddoppia. Resta ferma la somma di 800 euro, una tantum”.

Presentazione delle domande e documentazione richiesta

Le domande (quando saranno disponibili istruzioni precise), andranno presentate all’Inps, direttamente dalle donne che hanno diritto al bonus e possiedono i requisiti richiesti. Le gestanti dovranno allegare una certificazione sanitaria rilasciata dal medico specialista del Servizio sanitario nazionale, con l’indicazione della presunta data del parto.

Se la domanda per avere il bonus verrà presentata post partum, la madre sarà tenuta ad autocertificare la data del parto e le generalità del bambino.

Attenzione alle integrazioni per le adozioni e gli affidamenti

Nel caso si tratti di adozione o di affidamento preadottivo, la richiedente avrà due opzioni alternative:

- allegare alla domanda il provvedimento giudiziario del caso, abbreviando i tempi di definizione dell’istanza;
- fornire  le informazioni (sezione del tribunale, la data di deposito in cancelleria e il relativo numero) che consentano all’Inps di recuperare il provvedimento stesso, direttamente alla fonte.

La promessa: “Nessuna mamma resterà fuori”

L’Inps promette che “sarà cura dell’Istituto divulgare, nei tempi più rapidi possibili e nel modo più ampio, anche attraverso il proprio sito internet, le istruzioni per la presentazione delle domande e le relative modalità”. Il ritardo nella presentazioni delle domande non taglierà fuori le donne in possesso dei requisiti a partire dal primo gennaio 2017.

I possibili canali di presentazione delle domande per il bonus gravidanza

In attesa delle istruzioni ufficiali, si può ipotizzare che per la presentazione delle domande saranno utilizzabili i consueti canali: il portale www.inps.it, i patronati, il contact center  multicanale dell’Istituto (la gestione delle richieste di supporto più semplici, assicurata via telefono: numero verde gratuito da rete fissa 803164, numero a pagamento 06164164 da rete mobile, tramite Voip e Skype). Sul sito dell’Inps e presso le sedi territoriali e i patronati si possono trovare informazioni anche su tutti gli altri incentivi alla paternità e alla maternità. Un consiglio, prima di presentare le richieste: verificare se i contributi desiderati sono cumulabili o no tra loro e se il diritto ad averli è agganciato o meno al reddito familiare.

Tutti gli altri incentivi per le neo mamme e i neo papà

Un seconda novità di quest’anno è il buono nido, un contributo per il pagamento delle rette dei nidi pubblici e privati, fino a un massimo di 1.000 euro annui e per 11 mensilità, sempre versato dall’Inps. C’è poi il “vecchio” bonus bebè, in vigore dal 2013 e vincolato alle condizioni economiche dei richiedenti. L'Inps lo eroga ai genitori di bambini nati o adottati tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, fino ai tre anni di vita o per i primi tre anni dall'ingresso del figlio adottivo nel nucleo familiare. La somma è di 80 euro mensili per le famiglie con Isee da 7mila a 25mila euro e di 160 euro per quelle con Isee sotto i 7mila euro.

Prorogati i voucher per baby sitter e rette dei nidi 

Inoltre sono stati rinnovati e aumentati i voucher per baby sitter e per nidi, alternativi al congedo parentale e sperimentati nel 2016. Per le lavoratrici dipendenti si passa da 20 a 40 milioni di euro e per le autonome e libere professioniste da 2 a 10.  Alle mamme lavoratrici che rientrano in servizio in anticipo, rinunciando del tutto o in parte al congedo facoltativo, posso essere erogati 600 euro mensili, per un massimo di 6 mesi alle dipendenti e fino a 3 mesi per le autonome e le libere professioniste iscritte alla gestione separata dell'Inps. Entro fine marzo entrerà a regime un’ulteriore misura, il fondo crediti nuovi nati, "destinato a fornire garanzie sui piccoli prestiti concessi alle famiglie che avranno o adotteranno un figlio a partire dal 2017''.

Vedi anche: Maternità: tutti i bonus e gli aiuti del 2017

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