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Omeopatia o medicina tradizionale? Le ultime scoperte

di Annaleni Pozzoli
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Si riaccende la polemica tra sostenitori e detrattori dell’omeopatia, dopo l’uscita di due libri: uno di Christian Boiron e l’altro di Silvio Garattini. Qui facciamo il punto, alla luce degli ultimi studi scientifici

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Si riaccende la polemica tra sostenitori e detrattori dell’omeopatia, dopo l’uscita di due libri: uno di Christian Boiron e l’altro di Silvio Garattini. Qui facciamo il punto, alla luce degli ultimi studi scientifici

L'infinita polemica tra sostenitori e detrattori dell'omeopatia negli ultimi giorni si è riaccesa. E si sta combattendo a suon di libri. Il più nuovo, in uscita a breve, è 100 anni di ricerca in omeopatia, scritto e appena presentato in anteprima alla stampa italiana da Christian Boiron, direttore generale del Gruppo Boiron, produttore mondiale di farmaci omeopatici.

Gli studi pro-omeopatia  Qui il farmacologo francese passa in rassegna tutti gli studi scientifici condotti nell'ultimo secolo a dimostrazione dell'efficacia dell'omeopatia. Senza contrapporsi alla cosiddetta medicina allopatica, quella ufficiale, perché le due si integrano perfettamente. E senza la pretesa di convincere chi continua a sostenere che i farmaci omeopatici non sono degni di chiamarsi tali, perché non contengono principi attivi.

Gli studi anti-omeopatia  Come il noto farmacologo Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerca Mario Negri, che nel libro da poco pubblicato Acqua fresca? Tutto quello che bisogna sapere sull'omeopatia, spara a zero sui medicinali omeopatici. E sostiene addirittura che né i medici dovrebbero prescriverli né i farmacisti venderli. Nel libro viene presa in esame una parte della letteratura scientifica sull'omeopatia, a partire dal più recente cavallo di battaglia, il rapporto australiano del National Health and Medical Research Council pubblicato la primavera scorsa, per concludere che è una medicina priva di qualsiasi effetto terapeutico. Proprio acqua fresca, insomma.

L’omeopatia “promossa” in Svizzera”  Peccato che il lavoro dei ricercatori del Mario Negri abbia ignorato altri rapporti ben più approfonditi di quello australiano, come il report svizzero HTA (Health Technology Assessment) che ha analizzato centinaia di ricerche sull'omeopatia per valutarne efficacia, appropriatezza, sicurezza e rapporto costi-benefici. Lo scopo era decidere se rendere i farmaci omeopatici rimborsabili dall'assicurazione sanitaria elvetica. Risultato? Il parere è stato favorevole e l'omeopatia promossa.

Il libro di Garattini è stato seguito a ruota da Elogio dell'omeopatia, una guida alla medicina complementare scritta da Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, associazione che riunisce molte aziende produttrici di farmaci omeopatici. E qui, piu che il libro in sé, a innescare la miccia di un'altra infuocata polemica è stata la sua prefazione, firmata nientedimeno che dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il Cicap, Comitato per il controllo delle affermazioni sulle pseudo scienze è insorto e ha accusato il ministro di appoggiare in questo modo l'omeopatia, di cui nessuno ha mai dimostrato risultati superiori al semplice effetto placebo.  

I numeri dell’omeopatia  Eppure, anche qui, basterebbe dare un'occhiata a Pubmed, il database mondiale della letteratura medico scientifica, per trovare ben 5,654 studi che provano l'efficacia dei medicinali omeopatici. Certo, è vero, il loro meccanismo d'azione non si conosce ancora. «Se non abbiamo ancora capito come agiscono i medicinali omeopatici ad alte diluizioni, ciò non significa che non siano efficaci» ribatte Cristian Boiron. «È come l’orso sulla neve: non lo vediamo, ma dalle orme che lascia sappiamo che l’orso c’è. E poi sul funzionamento dell'omeopatia parlano solo i fatti: i 300 milioni di persone nel mondo che si curano con i farmaci omeopatici, i 400 milioni di operatori della salute che li prescrivono e li consigliano, gli ospedali di moltissimi Paesi in cui l’omeopatia è una realtà consolidata».  

Ci vuole collaborazione tra le due medicine  Perché allora gli italiani che sono guariti o hanno alleviato i loro disturbi con i medicinali omeopatici non dovrebbero essere liberi di continuare a farlo? Perché un medico che abbia a cuore la salute dei suoi pazienti non dovrebbe essere libero di consigliare di volta in volta la terapia più appropriata, che sia un farmaco tradizionale oppure omeopatico, l'agopuntura o l'osteopatia o qualsiasi altra cura di cui sia stata dimostrata l'efficacia?

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