Silvia Bertagna, campionessa di freestyle

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di

Marta Bonini

Grande delusione per Silvia Bertagna, la nostra campionessa di freestyle, esclusa dalle Olimpadi invernali. A Donna Moderna racconta il fascino del suo sport, che esalta la creatività degli atleti e aiuta le donne a superare la paura

Quando la guardo “volare” in pista sembra timida, esile e un po’ spaventata. Tutt’altra persona, invece, quando le parlo: tosta, determinata e per niente impaurita. Lei è Silvia Bertagna, bionda di Bressanone, sciatrice freestyle specialista nello “slopestyle” (sport olimpico dal 2014) che consiste nell’effettuare salti e acrobazie lungo una pista in discesa, attrezzata con rampe, ringhiere e ostacoli. Tutti si aspettavano la sua convocazione per le Olimpiadi invernali, che non è avvenuta. La delusione è tanta ma, si sa, un campione si riconosce per la sua tenacia e la voglia di rivincita. E Silvia ne ha da vendere.

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Silvia Bertagna ha rappresentato il nostro Paese alla Coppa del Mondo che si è tenuta a Milano il 18 novembre 2017. Ha cominciato a sciare a 3 anni, ma il freestyle è arrivato solo a 18. «Prima facevo pattinaggio artistico sul ghiaccio, ma arrivata a 15 anni mi sono stufata. Troppo rigoroso e ripetitivo».

Questo vuol dire che lo sport si sceglie con la testa?

«Sì, proprio così. Per diventare un campione, lo sport non deve solo piacerti ma anche rispecchiare il tuo carattere e modo di essere. Nel mio caso, per esempio, ho scelto il freestyle perché mi fa sentire libera e mi dà la possibilità di esprimere tutta la mia creatività: non ho praticamente nessuna regola da seguire e posso cambiare i vari trick (ovvero, i salti) ogni volta che mi sento».

Come si riesce a essere creativi sugli sci?

«Usando la fantasia e costruendosi la discesa o la gara in modo sempre diverso. Nel freestyle non c’è un giusto o uno sbagliato, ma tanti elementi da mettere insieme come un puzzle. Ognuno può interpretare a suo modo la pista, il park e le manovre. Sei libero di fare l’evoluzione nel modo più personale o in base alla pista in cui ti trovi».

Visto che è uno sport così creativo, saranno tante le ragazze che lo praticano.

«No, tutt’altro. In Italia in squadra siamo in quattro, tre maschi e io. Poi ci sono altri quattro ragazzi nella squadra B. Insomma sono da sola, ma ci sono molte ragazzine pronte a prendere il mio posto».

Essere donna quindi è un limite?

«A volte sì, soprattutto nelle discipline estreme e tipicamente maschili. Spesso noi ragazze abbiamo paura di sbagliare: siamo troppo perfezioniste e ci vergogniamo di cadere ed essere giudicate dagli altri. Per questo facciamo fatica a eccellere. Dalla nostra parte, però, abbiamo grinta e determinazione, due qualità fondamentali in qualsiasi sport».


Credits: Fizza.it_SilviaBertagnaSMith

Come si supera la paura fisica tipica di uno sport così pericoloso?

«Spegnendo il cervello e fidandosi delle proprie capacità, altra cosa molto difficile per noi donne. Per me, però, più che paura, quello che provo quando sto per saltare, è rispetto della situazione difficile e rischiosa in cui mi trovo. Per superare quei momenti di empasse mi ripeto sempre: “Lo sai fare, stai tranquilla”. Ed effettivamente funziona».

Ma basta così poco?

«Non sempre. È qui, infatti, che entra in gioco un’altra alleata: l’adrenalina. Quella sensazione di gioia, euforia e anche incoscienza che provano gli sciatori ogni volta che scendono in pista, i tuffatori quando salgono sul trampolino, i motociclisti nel momento della partenza, è così forte e nello stesso tempo piacevole da cancellare qualsiasi timore».

Quanto è pericoloso lo sci freestyle?

«È pericoloso come ogni altro sport estremo. Ovviamente capita spesso di cadere e di farsi male, ma non più di altre discipline. Fortunatamente non ho mai avuto incidenti gravi; l’ultimo risale a questo aprile quando mi sono rotta il legamento crociato del ginocchio».

In cosa consiste la preparazione?

«Allenamenti a secco e sulla neve. E anche acrobatica sui tappeti elastici e con i pattini a rotelle. Il corpo deve essere forte, flessibile ed è importante saper sempre rispettare i propri limiti».

Puoi dare un consiglio alle donne che amano sciare?

«Sicuramente è importante avere gambe forti e flessibili. Ma non trascurate il resto perché sia nello sci sia nel freestyle è fondamentale anche tutta la muscolatura del tronco, addominali, dorsali, che ti danno la stabilità e la sicurezza per affrontare discese e salti».

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