Lo chiamano miracle morning e consiste nell’alzarsi presto alla mattina, per sfruttare le prime ore del giorno in modo più produttivo: che si tratti di controllare le email, lavorare a qualche documento più delicato che richieda più concentrazione, oppure semplicemente per iniziare in modo più soft, magari ritagliandosi anche solo il tempo per un po’ di ginnastica, yoga o, per le “allodole”, per una corsa all’alba. A quanto pare sta diventando una tendenza, come conferma il New York Times.
Dove nasce il miracle morning
Che nell’alzarsi all’alba, magari in inverno quando fuori è ancora buio, ci possa essere qualcosa di miracoloso, potrebbe venire spontaneo pensarlo. In realtà il miracle morning è uno stile di vita a cui, per primo, ha dedicato un libro Hal Elrod, life coach e speaker americano. Nel testo spiega il suo metodo di routine mattutina, chiamato anche magic morning, per diventare più pro attivi, partendo dalla sua personale esperienza: prima un incidente d’auto nel quale nel ‘99 aveva perso l’allora fidanzata, poi i problemi lavorativi, in occasione della crisi finanziaria del 2007.
Cos’è la routine magica del mattino
Lasciatosi alle spalle lo shock, in entrambe le occasioni Elrod si è convinto che per superare gli imprevisti e per vivere al meglio la vita quotidiana, occorra seguire alcune routine, a partire dalla sveglia presto. Permetterebbe, infatti, di godere di una salute migliore, ridurre lo stress, avere una mente più lucida e motivata, maggiore autostima e ottimismo, ma anche più energia. Il risveglio anticipato e non frenetico, con il timore di essere in ritardo, consentirebbe anche di migliorare l’umore, con più ottimismo e concentrazione, riuscendo meglio a conciliare anche gli impegni di vita familiare e lavoro.
I vip che si alzano presto
A supporto della sua tesi, ora rilanciata dal New York Times, il life coach cita alcuni nomi di vip e imprenditori di successo che puntano la sveglia ogni giorno alle 4.30: si va da Jennifer Aniston (attrice e imprenditrice), a Richard Branson (Fondatore e CEO di Virgin), da Tim Cook (CEO di Apple) a Howard Schulz (Starbucks), passando per Jack Dorsey (fondatore e CEO di Twitter & Square), Robert Iger (Disney), Marissa Mayer (Yahoo) e lo scomparso Steve Jobs, fondatore di Apple. Certo, Elrod nei suoi video chiarisce se le 4.30 del mattino sono troppo, basterebbe alzarsi alle 6: l’importante è anticipare un po’ rispetto alle vecchie abitudini.
Allodole o gufi: per chi va bene?
Il primo dubbio, però, riguarda proprio l’orario della sveglia. Se per i mattinieri può non rappresentare un problema, esistono anche molte persone che non hanno difficoltà a tirar tardi alla sera, ma soffrono ad anticipare il momento di lasciare il letto al mattino dopo. «Dipende moltissimo dalle persone. Esistono i “gufi” e le “allodole” e non tutti rendono meglio alle 6 del mattino: forzare il proprio ritmo rischia di essere controproducente. Detto questo, una morning routine può essere utile perché aiuta a creare una transizione più graduale tra il sonno e le richieste del mondo esterno. Spesso è l’unico momento della giornata in cui riusciamo davvero a dedicarci del tempo», sottolinea Irene Bosi, Marketing Manager, Self Leadership & Career Coach.
Ritagliare del tempo per sé
«Se non lo facciamo al mattino, prima che inizi il nostro tran tran quotidiano, è facile che poi le ore scorrano tra impegni, urgenze e distrazioni e quello spazio per noi semplicemente scompaia – prosegue Bosi – Le attività possono essere molto diverse: c’è chi sceglie il movimento, come yoga o altri sport: a me personalmente piace la corsa, per riattivare il corpo. C’è chi preferisce scrivere, leggere o meditare. Non esiste una formula giusta per tutti, perché entrano in gioco la soggettività e i ritmi personali. La cosa importante è prendersi un momento di cura che faccia stare bene e che dia l’energia giusta per affrontare il resto della giornata, senza partire subito in modalità automatica».
Cosa fare al mattino presto
Anche Elrod indica 6 attività a cui potersi dedicare al mattino presto, parlando di 6 life S.A.V.E.R.S e facendo così ricorso a un acronimo: “S” sta per silenzio, “A” per affermazioni, “V” per visualizzazione, “E” per Esercizio fisico, “R” per Reading (letture), “S” per Scrivere. Se alcune indicazioni, come l’ultima, sono intuitive, quando si parla di affermazioni Elrod intende dichiarazioni di intenti che ciascuno può o vuole raggiungere, che si tratti di vita familiare, rapporto con i figli, lavoro, situazione finanziaria, progetti immobiliari, salute, benessere, sport, relazioni d’amicizia, ecc. La visualizzazione, invece, altro non è che l’immaginarsi la situazione positiva che si desidera.
Un inizio soft o più stress?
Ma tutto ciò non rischia di creare ancora più stress, invece che aiutare a rilassarsi e vivere meglio? «Può funzionare solo se non diventa una forzatura. C’è questa idea un po’ eroica che svegliarsi all’alba renda automaticamente più produttivi, ma se per farlo si sacrificano ore di sonno fondamentali il risultato è solo stanchezza e stress», commenta Bosi. «Alzarsi presto rende realmente più produttivi quando si riesce ad andare a letto presto e a dormire almeno 7–8 ore. La mente è più fresca, meno affollata e più lucida. È il momento della giornata in cui il cervello è naturalmente più predisposto alla concentrazione, perché non è ancora stato “contaminato” da stimoli, richieste, notifiche», aggiunge.
Meno notifica, più concentrazione
Di sicuro l’effetto positivo di una sveglia anticipata sta proprio nel momento specifico della giornata a cui si riferisce: « È un aspetto molto concreto: al mattino presto il mondo è più silenzioso. Nessuno scrive, nessuno chiama, nessuno chiede. Questo riduce moltissimo lo stress mentale e permette di dedicarsi a una cosa sola, senza perdersi tra le mille notifiche che riceviamo durante il giorno», conclude Bosi. L’ideale, dunque, sarebbe seguire il consiglio. Ma se ci si accorge che questo comporta troppo sacrificio, si potrà sempre optare per un miracle afernoon, evening o night: purché rappresenti una pausa di silenzio, concentrazione e attività che siano rivolte anche a se stessi.