A volte spunta una sfocatura laterale. È il tuo dito, finito lì per sbaglio. Per il resto, al netto dei selfie in cui, di tanto in tanto, scegli di includerti (il braccio in ipertensione, il sorriso un po’ distorto nella faccia troppo in primo piano), nelle foto con figli e partner c’è una grande assente: tu. Che sei regista della vostra memoria familiare “visiva” e rarissimamente protagonista. È il cosiddetto mother photo gap ed è più comune di quanto non si pensi: secondo un’indagine promossa nel Regno Unito da CEWE (azienda specializzata in fotolibri e stampa fotografica), l’88 per cento delle mamme sta quasi sempre dietro l’obiettivo e il 58 per cento nelle foto di famiglia non compare praticamente mai.

Mother photo gap: sul più bello, la mamma non c’è

Dai castelli di sabbia, in riva al mare, alle recite scolastiche. Dalla torta con le candeline al primo giorno di asilo. Qualche papà se ne fa carico (rendiamogli merito), ma più spesso sono le mamme a documentare i piccoli-grandi eventi che sarà bello, poi, passare in rassegna e ricordare nei dettagli. «Immortalare i momenti importanti equivale a valorizzarli, ed è proprio quello che le madri fanno più spesso dei padri, non solo con la macchina fotografica, ma attraverso la cura dei figli che, ad esempio, vestono e pettinano quasi sempre loro prima di uscire» suggerisce Deborah Leanza, psicologa e counselor.

Qual è la conseguenza? «Impegnate in questo lavoro di celebrazione e accudimento dei piccoli, le donne rischiano di mettersi “dietro”. Dietro l’obiettivo fotografico, ma anche dietro lo specchio: a quante di noi è capitato di trascurare il proprio aspetto perché, una volta finito di preparare i bambini, non restava tempo per sé?».

Il mother photo gap racconta un’invisibilità a 360 gradi

Che poi non è tanto una questione di come si appare (anche se pure questo, come vedremo, ha il suo peso), ma di riportarci nella posizione non defilata che meritiamo. Nella vita di tutti i giorni, come nelle fotografie. «La sfida dev’essere fare in modo che il mondo smetta di dare per scontato noi e tutto quello che, di default, finisce quotidianamente sulle nostre spalle, soprattutto nella gestione della casa e dei figli» osserva la dottoressa Leanza. «Il fatto che molte donne di rado siano nelle foto di famiglia è un risvolto di una invisibilità più generale. Se ci fa piacere continuare a essere noi a occuparci prevalentemente di certe cose, ok, ma il nostro impegno e la nostra fatica vanno sempre riconosciute, mai considerate “normali” o dovute».

Siamo così diverse dalle hidden mothers dell’800?

L’invisibilità fotografica delle mamme ha radici antiche quanto il patriarcato. Nell’Ottocento, per riuscire a immortalare i bambini, era abitudine che le madri li tenessero fermi nascondendosi sotto drappi neri, dietro le tende o “travestite” da poltrone. La figura materna era cruciale per il buon esito dello scatto (che con le tecniche dell’epoca richiedeva tempi lunghi d’esposizione), ma veniva eliminata perché rovinava l’estetica del ritratto.

L’artista americana Linda Fregni Nagler ha raccolto un migliaio di queste immagini spettrali nel progetto Hidden mother, presentato alla Biennale d’Arte di Venezia nel 2013. Oggi non abbiamo più teli sulla testa, ma rischiamo comunque di finire cancellate dalla “narrazione” della nostra vita familiare. E sarebbe un peccato, che poi dispiacerebbe a tutti.

Rivendica subito il tuo diritto a essere fotografata

Secondo il sondaggio di CEWE, 66 mamme su cento si dicono rattristate da questa sparizione fotografica. Anche perché sanno che a farne le spese, più avanti, saranno i figli: da grandi, sfoglieranno quelle immagini in cerca del loro volto e lo troveranno meno di quanto vorrebbero. Un vuoto che nessun filtro sarà in grado di colmare. La soluzione? Tanto semplice quanto rivoluzionaria: rivendica il tuo diritto a esserci, chiedendo di essere fotografata.

L’ha fatto persino Pink qualche anno fa, punzecchiando su Instagram il marito Carey Hart: “Spero che tra i tuoi buoni propositi ci sia ritrarre tua moglie, così la gente saprà che esisto”. Certo, sarebbe più bello venire sorpresa mentre giochi distratta con i bambini, ma mai dire mai. A furia di chiedere «mi fai una foto?», il partner potrebbe stupirti e cominciare a immortalarti spontaneamente. Ovviamente a meno che non sia tu a remare contro.

Stufe del mother photo gap e dei soliti condizionamenti

Alzi la mano chi non si è mai sfilata da una foto perché, in quel momento, si sentiva una schifezza. «Capita, specie alle mamme di bimbi piccoli, di trascurarsi un po’. Invece bisognerebbe sempre occuparsi con affetto di se stesse, anche per mostrare ai figli che riconoscere il proprio valore è essenziale» spiega la dottoressa Leanza. «Dovremmo riconoscere – e combattere – i condizionamenti della società, vecchi ma ancora capaci di tenerci sotto scacco: da una parte ci vorrebbero sempre belle, giovani e in forma, dall’altra ci insinuano la convinzione, falsissima, che le mamme brave devono sacrificarsi e mettersi sempre in secondo piano».

E allora, riconquista il tuo posto nell’album di famiglia! «Pretendi di essere fotografata insieme alle persone che ami. A nessuno interesserà se quel giorno avevi i capelli per aria o una macchia di sugo sulla camicia. Quando i tuoi figli, da grandi, sfoglieranno quelle foto, non cercheranno una mamma perfetta. Cercheranno te, felice al loro fianco».