Docili, compiacenti e amabili. Gradevoli e moderate. Accudenti e seduttive. Capaci di fare un passo indietro. Ci disegnavano così, a noi bambine degli anni ’70 e primi anni ’80 del 1900. Ci infilavano dentro figurine rosa, troppo strette per noi che diventavamo grandi comunque, nonostante la scomodità. Siamo cresciute aderendo a modelli che non ci somigliavano. Ci siamo adattate e, con alterni risultati, ce l’abbiamo fatta. Abbiamo attraversato l’adolescenza reprimendo la furia e le forze centrifughe, ci siamo fatte donne senza la rivoluzione che ci meritavamo, abbiamo trovato partner che non sempre ci capivano, abbiamo risposto all’orologio biologico con l’ansia da prestazione per un destino scritto da altri, ci siamo prese cura di tutti tranne che di noi stesse. E poi è arrivata la menopausa.

WDNC (We Do Not Care): il movimento per le donne in perimenopausa e menopausa

Melani Sanders, di West Palm Beach, in Florida, ha 45 anni, un marito, tre figli e quasi due milioni di follower su Instagram guadagnati in gran parte negli ultimi cinque mesi, grazie a quella che sembra un’intuizione geniale e invece è un pensiero collettivo inespresso. We do not care, non ci importa, una dichiarazione programmatica trasformatasi in un club femminile (e femminista) tanto basico quanto affollato.

I messaggi di Melani Sanders, fondatrice di WDNC

Tutto comincia a maggio scorso nell’abitacolo della sua automobile da cui posta un video diventato virale. È appena uscita dal supermercato. «Indosso un reggiseno troppo piccolo perché non ne ho trovati altri, le mie tette sono ingestibili, come del resto i miei capelli su cui ho perso il controllo» ha raccontato alla rete, dal posto di guida. Niente filtri o artifici estetici per Melani: solo una certa rabbiosa, stralunata fissità nello sguardo, la concitazione indomita di chi è pronta a esplodere. «Stiamo inaugurando il club della perimenopausa e della menopausa» annuncia perentoria e minacciosa. «L’acronimo è WDNC, We Do Not Care, perché di reggiseni, chiome imbizzarrite e molto altro, non ce ne importa più niente». A quel punto lancia un appello: e voi, donne in perimenopausa o menopausa, di cosa non vi importa?. Melani chiama e centinaia di migliaia di donne rispondono. Non mi importa del forno sporco, dello smalto sbeccato, dell’ascella pezzata, dei calzini spaiati, dei figli che mangiano cereali e latte per cena, del giudizio altrui, di truccarmi prima di uscire, dei peli sul mento, dei chili di troppo, dei vestiti non stirati, di separare i bianchi dai colorati in lavatrice, di essere all’altezza delle aspettative.

Una community per le donne creata dalle donne

Con implacabile regolarità, Melani – due paia di occhiali sovrapposti per la miopia e la presbiopia, un quaderno in mano, un evidenziatore dietro l’orecchio, una cuffia in testa – ricompare su Instagram ad annunciare la progressiva liberazione da convenzioni e costrizioni. Migliaia di donne le fanno eco, amplificando e declinando il suo messaggio, le tv la vogliono e i giornali ne parlano. WDNC. A volte la rivoluzione sta in un acronimo.