Lo ammetto, non sono mai stata una fan di San Valentino, troppi cuori, troppo rosa. Ma dell’amore sì, sono una super fan. Soprattutto ora che sembra essere in pericolo. Rinsecchito come i fiori del giorno dopo, abbandonato come le rose dell’ambulante sul tavolino del bar, una cosa senza importanza. Non è che non si ami più, ma si ama, mi sembra, con riserva. Con meno turbamento – al liceo lo chiamavamo Sturm und drang, come i poeti romantici – buttandosi tra i flutti delle emozioni coi braccioli, per paura di naufragare o di annegare. Restarci sotto, tanto per rimanere nella metafora marina. Secondo una recente indagine di Unipol Changes su Milllennial e Gen Z, sono aumentate negli ultimi anni le relazioni occasionali e si è abbassato il livello di impegno e investimento nelle faccende del cuore. Un po’ perché si è diventati più esigenti, un po’ perché si è disimparato ad aggiustare le cose rotte e a esercitare la costanza. Quando qualcosa non ci piace più, si cambia. Del resto le app di incontri questo ci hanno insegnato, che se si resta delusi da un articolo si può sempre ordinarne uno nuovo, come una merce su Amazon.

L’amore in movimento

I più spericolati a dire il vero, sono i grandi. Che, sempre secondo l’indagine, cercano soprattutto sesso sulle app, facile e senza implicazioni. Mentre i ragazzi vogliono relazioni vere, qualunque cosa significhi. Ma, avendo ormai capito che non è quello il posto giusto per trovarle, stanno migrando altrove. Dove? Un po’ su Instagram, un po’ su piattaforme non smaccatamente destinate ai cuori solitari, un po’ incontrandosi di persona. Che resta sempre la cosa migliore. Basta trovare l’occasione. Corsi, happy hour e laboratori di ceramica. Vedersi, annusarsi, testare e tastare con mano possibili affinità è il metodo vecchia scuola per tener svegli i feromoni. Un metodo ora tornato di moda, insieme ai vinili e ai vestiti usati, mentre là fuori il mondo è cambiato. Non basta ripescare versioni analogiche dell’innamoramento perché ogni cosa torni al suo posto, non siamo a Stranger Things. Bisogna proprio ripensare l’amore. Ridisegnarlo nei diari e nei biglietti dei cioccolatini, interrogarlo su cosa vuole.

L’amore e le relazioni di una volta

Un tempo covava silenzioso in uno sguardo, inciampava nel crepaccio di un rifiuto – ma senza abbattersi e senza infierire – sbocciava nella pancia col frastuono di mille battiti d’ali, volava e si schiantava senza perdersi d’animo, sempre pronto a rimettersi in piedi e a crederci e a ricominciare. Era fatto di carne e di sospiri, di lacrime e sudore. Quasi sempre nasceva con un’ambizione di infinito, una promessa di eternità. Fa niente se poi si esauriva in un weekend. È l’intenzione che conta. Sognava sogni solidi, orizzonti vicini: le nozze, i figli, la casa, il cane… A raccontarlo sembra preistoria. Non è tutta colpa della rivoluzione digitale se piano piano tutto è cambiato. È stato un lento cammino. Uno smantellamento progressivo di antiche certezze e granitiche convinzioni, come uno smottamento del ponteggio su cui reggeva tutto, la coppia e l’alchimia. Le lotte per la liberazione dei costumi, le sacre battaglie per l’aborto e il divorzio, la revisione del concetto di famiglia, lo scisma irreversibile tra amore ed eros, il calo drastico dei matrimoni, l’abbattimento di pregiudizi e dogmi imposti dalla Chiesa e dal principio di autorità: una rivoluzione a lento rilascio, un silenzioso patatrac.

E poi c’è il sesso

Poi certo, il web. Il sesso così esibito da diventare privo d’interesse. La connessione virtuale che simula vicinanza e invece chiude nelle bolle. La Fomo e l’ansia da performance che anestetizza e causa stress. Così si è passati dal noi all’io. Dal “sempre” al “magari ci becchiamo”. E si è allargato il senso di vuoto. Per questo è ancora importante festeggiare San Valentino. Per ricordarci che l’amore non è accessorio, è tutto. Per gli altri, per se stessi, per quello che ci piace e ci fa stare bene. È il nostro spinterogeno, anche se fa male, a volte. Ecco perché lo abbiamo celebrato in questo numero: con grandi storie che approdano dai libri al grande schermo, con belle cose da fare insieme (o in solitaria!), con piccole e grandi idee regalo, e perché no, persino con lo sport. Iniziano ufficialmente le Olimpiadi invernali. E pure quelle ci daranno parecchi batticuori.