Qualche tempo fa ho conosciuto B., una simpatica ventenne che, a un certo punto, mentre chiacchieravamo, mi ha raccontato che non riesce mai a raggiungere l’orgasmo con il partner.
L’ansia da prestazione delle donne
Per essere più chiara, mi ha spiegato che la situazione non muta al variare del partner e che dipende sostanzialmente da lei. Cresciuta con un’ottima consapevolezza del proprio corpo, perfettamente in grado di darsi piacere da sola, non riesce a raggiungere l’orgasmo quando è con un’altra persona. Questo dipende dal fatto che il suo cervello inizia a pensare: e se ci metto troppo tempo? E se lui si stanca? E se non vengo in quel preciso modo in cui si aspetta che io faccia? A quel punto, la performatività è in campo, l’atto perde slancio e poesia, e ciao ciao orgasmo. Eh sì, si tratta di ansia da prestazione.
Ansia da prestazione: molte più donne di quanto pensi
La prima cosa che ho detto a B. è che in buona compagnia. Se, infatti, fino a qualche tempo fa, quando si parlava di ansia da prestazione si pensava principalmente al maschile e a qualche sua eventuale défaillance idraulica, oggigiorno, sempre più donne vivono situazioni simili. Da un lato, abbiamo guadagnato conoscenza dei nostri corpi, libertà di esplorarli, esperienza autoerotica; dall’altro siamo soggette agli stessi mandati performativi che un tempo erano appannaggio prevalentemente maschile.
L’orgasmo non è un fatto dovuto
Cosa fare, allora? In primo luogo, non pensare che l’orgasmo sia un fatto dovuto, un’esibizione, un esame da superare. Dopodiché, respirare profondamente e concentrarsi sulle sensazioni che il corpo ci dà in quel momento, vivendo il presente, senza pensare alla “meta”.
Il sesso non è una prestazione
Infine, come sempre, ricordare che il sesso non è una prestazione, bensì un momento di comunicazione, verbale e non, con l’altra persona. Proviamo a chiedere cosa ci piace, a spiegare cosa non ci piace e a non aver paura di proporre diversivi o gingilli che possano rendere più liscia la situazione per tutti. La sessualità evolve insieme a noi. Ciò che dobbiamo fare, a volte, è prenderla per mano e accompagnarla.