La prima a parlarmi di dating intenzionale è stata la mia amica Apshy, che ho conosciuto pochi giorni dopo essermi trasferita a Londra su Bumble, un’app che consente di cercare sia amore che amicizie (con Bumble Bff). Ancora oggi ridiamo del fatto che il nostro rapporto sia stata la cosa migliore che abbiamo ottenuto dalle dating app.

Anche se abbiamo solo quattro anni di differenza, Apshy – essendo prossima ai famigerati 30 anni – ha sempre avuto molto più chiaro di me cosa cercasse dagli incontri con i ragazzi. Al punto da non temere di metterli in imbarazzo prima ancora di uscirci con domande su cosa cerchino dalla vita e dalle relazioni, dal confessare loro esplicitamente il suo interesse e i suoi progetti. A me, tutte queste “intenzioni”, hanno sempre imbarazzato non poco.

Il dating intenzionale, tra le guide di TikTok e la vita vera

Lei credeva fermamente in questa pratica, tanto da metterla in pratica in tutti gli ambiti relazionali: persino con me è stata chiara fin da subito. Uscivamo entrambe da due “friendship breakup” importanti, eravamo ferite e ci sentivamo sole in una città che conoscevamo poco. Non cercavamo amiche in grado di rimpiazzare quelle che avevamo perso – anche se entrambe oggi sappiamo di aver trovato di meglio – ma qualcuno che ci capisse, ci ascoltasse, ci facesse sentire amate, apprezzate e coccolate. Per questo passavamo le giornate a parlare di tutto, senza temere di rendere le uscite “pesanti”. Su una cosa non eravamo d’accordo, ed era proprio questa faccenda delle intenzioni.

Il dating intenzionale, infatti, non è una sua invenzione ma un concetto che da anni sta prendendo piede prepotentemente su TikTok. Inizialmente, come racconta Kayla Kibbe nell’articolo dedicato su Cosmopolitan, si trattava di una serie di consigli per gestire relazioni e appuntamenti con l’idea di arrivare a costruire relazioni serie, sposarsi e avere dei figli. Ma in realtà il dating intenzionale altro non è che il pretendere che l’altra persona, esattamente come noi, sappia cosa vuole dalla sua vita, dalle sue relazioni e dal suo futuro.

Dating intenzionale: è utile?

È un esercizio che app come Bumble e Hinge cercano da tempo di rendere popolare consentendo agli utenti di selezionare il tipo di relazione di cui sono in cerca, ma che molti ignorano completamente. Eppure, se c’è una cosa che ho imparato da Apshy, è che tutto quel pensare a cosa vogliamo (da noi e dagli altri), mostrarsi fragili e forse anche imbarazzanti persino dopo un solo appuntamento, non è poi così inutile.

L’ultima volta che sono passata a trovarla, infatti, ho trascorso due giorni insieme a lei e Shaun. Ero partita di malumore all’idea di dovermi sorbire un uomo, soprattutto perché avevo capito benissimo anche oltre la Manica che ne era ossessionata, eppure mi sono ricreduta. Shaun non è certo perfetto, ma è esattamente quello che cercava Apshy: è un ragazzo serio e simpatico, pieno di interessi, che la adora e le vuole bene, la punzecchia quando lo merita e la aiuta tutte le volte che può.

A differenza di tutti gli uomini a cui ha dovuto fare “il discorso” – lunghi paragrafi in cui chiedeva se fosse possibile scambiarsi qualche messaggio durante la giornata, per esempio – lui ha recepito tutto dopo il primo appuntamento. Oggi, che sono insieme da qualche mese, parlano come una coppia sposata e le loro storie Instagram sono piene di ricette cucinate insieme, progetti creativi da lanciare, idee strampalate (e non) per il futuro.

I consigli di TikTok sul dating intenzionale

Su TikTok i consigli per il dating intenzionale sono tantissimi: c’è chi dice di parlare di obiettivi sin dall’inizio e chi invece racconta di come a volte le cose belle e durature partano lentamente. C’è chi mostra liste di intenzioni e chi consiglia di creare una vision board (Apshy aveva una vision board con una foto di Dua Lipa e Callum Turner), e chi invece dice di scegliere il proprio istinto. Insomma, il dating intenzionale alla fine ha ben poche regole: ci chiede solo di pensare a quello che vogliamo e smetterla di scendere a compromessi. Un messaggio che oggi – mentre la hit più popolare della piattaforma è Soltero («Mia personale opinione / Le relazioni non son niente di vero / Mai conosciuto un affetto sincero / A questo punto io rimango soltero») – forse non è così rivoluzionario.

E sicuramente non funziona per tutti. Rifiutandoci di avere relazioni non intenzionali scendiamo a patti con il dover rifiutare molte persone, senza nemmeno concedere seconde o terze uscite. Impediamo alla vita di sorprenderci, convinti che le nostre intenzioni siano quello che è giusto per noi e non solo “quello che crediamo di meritare” e rischiamo di vedere tutti i potenziali partner non compatibili come persone peggiori di quelle che sono in realtà.

Maneggiare con cura

Insomma, qualcosa di giusto in questo frequentarsi con consapevolezza c’è, ma non deve diventare un percorso a ostacoli né un campo minato. La cosa più utile è sempre essere chiari il più possibile sui propri bisogni, anche se quelli a lungo termine non ci sono chiari.

Magari non sappiamo se vorremmo sposarci e avere dei figli, ma sappiamo che in questo momento non siamo pronti per nulla del genere: che male c’è? Possiamo sapere di starci impegnando con una persona ma anche di non desiderare costruire un futuro insieme, e allora non è meglio comunicare le nostre intenzioni, piuttosto che restare ingarbugliati in una “situationship” che ci toglie tempo ed energia?

Tutto questo è dating intenzionale, e non per forza porta al matrimonio o alla felicità eterna. Anzi, forse porta a più conflitti, lacrime e separazioni. Ma almeno non ci illude più, e forse è questa energia “delusional” la cosa che davvero dobbiamo lasciare andare in quest’epoca.