Gli uomini mi spiegano le cose è lo splendido titolo di un libro che raccoglie alcuni degli scritti femministi di Rebecca Solnit, giornalista e scrittrice californiana. Ma è anche, ammettiamolo, la storia di ogni donna. Dall’infanzia abbiamo regolarmente incontrato sulla nostra strada maschi – bambini, ragazzi, adulti, anziani – che hanno provato a insegnarci la vita: dalle regole del Monopoli al funzionamento della lavastoviglie, dalla guida di un’automobile alla postura migliore per un colloquio di lavoro.

Che cos’è il mansplaining

In inglese ha un nome – mansplaining – in italiano no ma è una piaga democraticamente diffusa ovunque. Personalmente ne ho preso piena coscienza tardi e ho trascorso i miei anni migliori ad accettare di buon grado pedanti e spesso inutili spiegoni impartiti da fidanzati, compagni di scuola, colleghi e amici, come parte indiscutibile di un destino di genere. Adesso però basta. Adesso che ho superato i 50 anni, adesso che ho tre figli che, messi uno sopra l’altro superano i 5 metri di altezza, adesso che ho fatto decine di lavori sempre piuttosto bene, adesso che mantengo me e non solo me da circa tre decadi, adesso che sono signora e padrona del mio mondo, adesso che ho dimostrato a me stessa che posso cadere e rialzarmi e rifiorire e stare in equilibrio sulla testa per dieci respiri, adesso nessuno deve azzardarsi a spiegarmi niente, a meno che non sia io a domandare.

Dopo i 45 siamo tutte queenager

La giornalista britannica Eleanor Mills che, dopo essere stata direttrice editoriale del Sunday Times, ha fondato Noon, una piattaforma dedicata a cambiare la narrazione sulla mezza età, ha coniato, per descrivere le donne dai 45 ai 60 anni, il termine queenager. Perché in effetti noi, con l’autorevolezza delle regine e il subbuglio ormonale dei teenager, ci meritiamo più dell’invisibilità a cui vogliono relegarci. Controlliamo la quasi totalità delle decisioni di acquisto domestico, siamo indipendenti e istruite, padrone di noi stesse. Ci siamo guadagnate sul campo, con fatica e pervicacia, il nostro posto nel mondo. E adesso nessuno deve più mettere in dubbio i nostri pensieri e le nostre parole.

Caro maschio, niente più spiegazioni

Se siamo gentili, è per scelta, non per remissività o compiacenza. Se condividiamo i nostri guai è per trovare empatia non maestri che ci diano lezioni dall’alto delle loro cattedre di cartone. Se esitiamo è per riflettere non per lentezza. Se ridiamo non è per non piangere. La nostra sfrenatezza e la nostra pazzia sono scelte consapevoli non sono la disperata richiesta di contenimento. Siamo molto più forti e più influenti di quello che ci dicono e la nostra irrilevanza è la menzogna con cui ci tengono buone. Piano piano ci prenderemo gli spazi che ci spettano. Come primo passo però, cominciamo a impedire al prossimo di spiegarci le cose: le cose, noi, le sappiamo già perché le abbiamo imparate vivendo e conquistandocele.