Uno dei paradossi del nostro tempo? Non è mai stato così facile entrare in contatto con gli altri, ma è diventato molto più difficile costruire rapporti duraturi. A dispetto dei social, dei gruppi WhatsApp e delle app per videochiamare e per conoscere gente nuova (e con i nostri stessi gusti), basta fare un giro tra amici e colleghi per sentir ripetere la stessa domanda: perché è così complicato, oggi, mantenere i legami? L’interrogativo vale per un po’ tutti i tipi di relazione, ma «al momento sono quelle sentimentali a soffrire di più» osserva Emanuel Paglicci, alla guida del progetto Relatomy, piattaforma che mette in contatto professionisti delle relazioni e persone, per aiutarle ad allenare consapevolezza, comunicazione, empatia e capacità di recupero e gestione dei rapporti.
Consiglio numero uno: fai pace con “la noia”
Le relazioni più solide assomigliano a una maratona. In questo senso, è inevitabile chiedersi se anche il modo in cui oggi consumiamo tempo e contenuti – guardando video di pochi secondi e scorrendo notizie e immagini senza soluzione di continuità – non finisca, almeno in parte, per influenzare la “fruizione” delle relazioni. «Lo span di attenzione si è ridotto drasticamente» conferma lo psicologo e psicoterapeuta Marco Anselmini, responsabile della formazione in Relatomy.
«Abituati come siamo a emozioni rapide e intense, abbiamo disimparato a convivere con la noia, che invece fa parte della vita. Anche la coppia, per questo, è profondamente cambiata: all’inizio si cercano emozioni forti, come l’innamoramento, ma poi si ha difficoltà a costruire qualcosa che duri nel tempo». Paglicci ricorre a una metafora efficace: «Una relazione è una maratona. Oggi, invece, molte persone la affrontano come se fosse una gara dei 100 metri e fanno poi fatica a sostenerla sulla lunga distanza».
Consiglio due: sii disponibile (ma non troppo)
Per costruire legami occorre grande disponibilità. Sui social capita spesso di leggere come oggi sia diventato più difficile conoscere nuove persone perché sono scomparsi i tradizionali luoghi di aggregazione. Se questo può essere vero per gli spazi fisici, non lo è per quelli digitali, che spesso diventano il punto di partenza per incontri nella vita reale. «Le possibilità sono persino maggiori che in passato» osserva Anselmini. «Esistono tantissime community, gruppi e piattaforme che permettono di conoscere persone con interessi simili ai nostri. Il problema è che molte volte preferiamo restare nella zona di comfort: uscire, mettersi in gioco e rischiare fa paura».
Questo discorso vale in particolare per le amicizie. «Restare legati esclusivamente alla compagnia dell’adolescenza non è necessariamente un valore, anzi. Crescendo cambiano interessi, priorità e stili di vita. Aggiornare il proprio “ecosistema relazionale” non significa tradire il passato, ma riconoscere che noi siamo cambiati». Anche Emanuel Paglicci invita a spostare l’attenzione dalle opportunità alla disponibilità personale: «Le relazioni sono una priorità se decidiamo di trattarle come tali: se invece continuiamo a rimandare, a restare sempre negli stessi ambienti e con le stesse persone, difficilmente costruiremo nuovi legami».
Consiglio tre: e se non si vede allo stesso modo?
Si possono avere gusti diversi, ma è importante condividere i valori. La crescente polarizzazione del dibattito pubblico e della società entra nelle case e sui luoghi di lavoro, spingendo a domandarci se sia (davvero) possibile avere un rapporto anche con chi ha idee molto diverse dalle nostre.
Per Marco Anselmini è fondamentale una distinzione: «I gusti sono una cosa, i valori un’altra. Io potrei stare con una persona che ascolta una musica completamente diversa dalla mia, ma non con una persona razzista od omofoba. Ci sono valori che non sono negoziabili». Convivere con visioni differenti è particolarmente complicato in una relazione di coppia. «Quando condividi la quotidianità, quei valori prima o poi emergono. E, se la base è diversa, è difficile che il rapporto regga» sottolinea l’esperto.
Consiglio quattro: tenersi i propri spazi
È bene mantenere i propri interessi e spazi. Tra i cambiamenti più preoccupanti per Anselmini c’è il modo in cui oggi viene raccontata la gelosia (che non riguarda soltanto i giovani, come si tende erroneamente a credere). «Entro certi limiti la gelosia può essere positiva, perché comunica che l’altro è importante, ma, oltre quel limite, è segno di sfiducia e insicurezza». In una relazione sana, ricorda lo psicologo, è invece importante continuare a coltivare amicizie, passioni, interessi e spazi individuali. Anche perché «quando si resta solo in due, senza più niente intorno, la coppia è destinata a scoppiare».
Un consiglio finale: slow down
Tra connessione digitale e presenza reale serve equilibrio. Anche se il quadro sembra ben poco incoraggiante, c’è tuttavia un segnale che gli esperti leggono con un certo ottimismo: sempre più persone, soprattutto tra i 30enni e i 40enni, sembrano stanche di questa rincorsa continua. Anselmini cita il fenomeno del wild flowering: relazioni che crescono lentamente, senza la pressione di definire tutto e subito, rispettando i tempi naturali del rapporto.
«C’è il desiderio di riappropriarsi della lentezza, smettendo di inseguire la dopamina delle emozioni istantanee». Non un ritorno nostalgico al passato e neanche un rifiuto categorico della tecnologia, piuttosto un nuovo equilibrio tra connessione digitale e presenza reale. Perché, in fondo, le relazioni funzionano come hanno sempre fatto: chiedono tempo, disponibilità e curiosità. Per darne altrettanti in cambio.
E tu come sei con gli altri? Il test sulle relazioni
Sai esprimere il tuo affetto? Riesci a gestire i conflitti? Sei premurosa o distaccata? Rispondi a queste 10 domande elaborate dal team di Relatomy per capire in che modo “ti muovi” nel rapporto con il partner, i familiari, gli amici
1. Una persona a te molto cara attraversa un periodo difficile e si sfoga con te. Come reagisci?
- A. Ascolto con attenzione, valido le sue emozioni e chiedo di cosa ha bisogno da parte mia.
- B. Tendo a farmi contagiare totalmente dalla sua tristezza o ansia, finendo per stare quasi peggio di lei.
- C. Ascolto, ma tendo a tagliare corto proponendo subito soluzioni pratiche per risolvere il problema.
- D. Mi sento in colpa o sotto pressione, temendo di non fare o dire la cosa giusta per aiutarla.
2. Un partner, un amico o un parente ti propone un progetto da fare insieme che richiede costanza: un corso, un viaggio programmato da mesi, un appuntamento fisso… Come reagisci?
- A. Mi impegno seriamente: se do la mia parola, faccio di tutto per rispettare l’impegno, considerandolo una priorità.
- B. Accetto con entusiasmo, ma con il passare del tempo tendo a perdere la motivazione o a rimandare gli impegni.
- C. Preferisco non prendere impegni troppo vincolanti e decidere all’ultimo momento in base a come mi sento.
- D. Accetto, ma vivo con l’ansia che l’altra persona possa tirarsi indietro all’ultimo momento lasciandomi sola.
3. Sapresti dire cosa preoccupa davvero o qual è il sogno più grande, in questo preciso momento, delle tre persone più importanti della tua vita?
- A. Sì, decisamente. Ci teniamo costantemente aggiornati sui nostri stati d’animo e progetti futuri.
- B. Conosco le loro grandi passioni storiche, ma forse ultimamente non ho approfondito i loro pensieri più intimi.
- C. Preferisco non fare troppe domande personali se non sono loro a dirmelo: non voglio risultare invadente.
- D. Spesso sento che sono io a raccontare molto di me, mentre loro tendono a tenermi un po’ all’oscuro delle proprie cose.
4. Con quale frequenza esprimi a parole o con piccoli gesti il tuo affetto alle persone a cui tieni?
- A. Spesso e spontaneamente. Se penso una cosa bella di qualcuno, gliela dico subito.
- B. Soprattutto nei momenti di grande intensità emotiva o per rimediare dopo un periodo di freddezza.
- C. Molto raramente. Non amo le smancerie, penso che il mio affetto si capisca dai fatti e dalla mia presenza.
- D. Solo se ricevo prima un segnale di apertura da parte loro; non è una cosa che mi nasce spontaneamente oppure ho paura di sembrare fuori luogo.
5. Un tuo familiare o un amico ti contatta per condividere una sciocchezza quotidiana: un meme, una foto divertente, un piccolo aneddoto banale. Cosa fai?
- A. Rispondo con piacere appena posso: per me è un modo carino per dirsi “Ti sto pensando”.
- B. Rispondo subito in modo caloroso, a volte aprendo lunghe conversazioni anche se ho mille cose da fare.
- C. Spesso visualizzo e dimentico di rispondere. Oppure rispondo dopo giorni con una emoticon.
- D. Se non rispondo subito inizio a preoccuparmi che l’altro possa rimanerci male o pensare che ce l’abbia con lui.
6. Una persona cara si comporta in modo insolitamente freddo o distaccato durante una cena o al telefono. Qual è il tuo primo pensiero?
- A. “Avrà avuto una giornata pesante o sarà stanca. Più tardi o domani le chiederò con calma se è tutto ok”.
- B. Mi sento ferita e cambio umore, rispondendo con lo stesso distacco.
- C. Non ci faccio molto caso. Ognuno ha le sue lune e non mi piace analizzare ogni minimo sbalzo d’umore.
- D. Vado in ansia. Ripenso a tutto quello che ho detto o fatto di recente, convinta di aver sbagliato qualcosa.
7. Vivi un contrasto importante con un amico, un familiare o il partner. Come affronti il confronto?
- A. Esprimo il mio punto di vista con calma, ascolto il suo e cerco un compromesso senza aggredire o colpevolizzare.
- B. Mi lascio trasportare dalla rabbia, rivangando torti del passato; fatico a mantenere il focus sul problema presente.
- C. Minimizzo la questione, dico che “va bene così” solo per chiudere la discussione ed evitare il confronto emotivo.
- D. Evito il conflitto, tenendomi tutto dentro per paura che discutere possa rovinare il rapporto per sempre.
8. Una persona importante per te decide di fare una scelta che cambierà la sua vita: per esempio, trasferirsi in un’altra città o cambiare lavoro. Come reagisci?
- A. La sostengo sinceramente, felice per la sua crescita, e cerco di capire come potremo riorganizzare il nostro legame.
- B. Mi dichiaro felicissima per lei, ma sotto sotto provo un forte risentimento per il fatto che non abbia considerato il mio parere.
- C. Accetto la cosa con totale neutralità: la vita è sua, ognuno fa le sue scelte senza dover dare spiegazioni.
- D. Mi sento tradita o abbandonata, spaventata dall’idea che il cambiamento possa allontanarci per sempre.
9. Quanto sono importanti per te le “tradizioni” come la telefonata settimanale, il pranzo domenicale, il viaggio annuale con gli amici?
- A. Moltissimo. Sono punti di riferimento che coltivo con cura, perché mantengono vivo il senso di appartenenza.
- B. Mi piacciono, ma spesso finisco per dimenticarmene o per sovraccaricarmi di impegni, facendoli saltare.
- C. Poco o nulla. Trovo che i rapporti debbano essere totalmente spontanei, senza scadenze o “rituali” prefissati.
- D. Ci tengo immensamente e, se l’altra persona propone di rimandare o saltare un nostro appuntamento fisso, ci rimango malissimo.
10. Dopo un malinteso, un momento di freddezza o una discussione accesa con una persona cara, come si ristabilisce il contatto?
- A. Faccio passare un po’ di tempo per calmarmi, poi affronto l’argomento chiedendo scusa se ho sbagliato e cercando un chiarimento sincero.
- B. Cerco di far finta di nulla e ritorno a comportarmi come prima con un gesto super affettuoso, sperando che il problema si risolva da solo senza doverne parlare.
- C. Lascio che sia l’altro a fare il primo passo. Se non lo fa, posso andare avanti per la mia strada senza troppi problemi.
- D. Vorrei chiarire subito, ma ho una paura tremenda che l’altro ce l’abbia ancora con me, quindi rimugino continuamente prima di trovare il coraggio di mandare anche solo un messaggio.
I risultati del test: e tu quale sei?
Maggioranza di risposte A Per le persone che ti circondano sei una certezza assoluta. Che si tratti di amicizia, amore o famiglia, sai dosare la vicinanza emotiva e il rispetto per l’autonomia altrui. Tendi ad ascoltare senza giudicare, comunichi in modo assertivo e non vedi i conflitti come minacce, ma come occasioni di confronto e chiarimento. Le persone si fidano di te perché sanno che ci sei, senza secondi fini e senza drammi.
- IL TUO PUNTO DI FORZA La stabilità emotiva e la capacità di far sentire gli altri visti e valorizzati.
- LA TUA SFIDA A volte, pur di essere il “porto sicuro” di tutti, tendi a dimenticarti di te stessa, dei tuoi bisogni e delle tue fragilità. Ricorda che anche chi è forte ha bisogno di un posto sicuro in cui potersi riposare.
Maggioranza di risposte B Tendenzialmente vivi i rapporti umani come un viaggio sulle montagne russe: ci metti tutto il cuore, l’energia e la passione possibili. Sei una persona che si esprime con grandi gesti di affetto e supporto incondizionato. Tuttavia questa tua grande intensità ti porta a volte a confondere i confini: fai fatica a gestire la routine e rischi di prendere sul personale i momenti di stanchezza o di distacco altrui.
- IL TUO PUNTO DI FORZA Una generosità emotiva travolgente e una grandissima empatia.
- LA TUA SFIDA Impara a tollerare i “tempi morti” delle relazioni. Non tutte le interazioni devono essere memorabili o intense per essere reali. Un legame solido sopravvive benissimo anche alla noia e alla quotidianità. Non aspettarti sempre che le altre persone esprimano l’affetto con le tue stesse modalità.
Maggioranza di risposte C Per te la libertà personale e l’autonomia sono valori non negoziabili. Offri alle persone care un rapporto privo di pressioni, richieste o pretese. Sei una persona pratica e concreta, ma fai molta fatica ad aprire le porte della tua vulnerabilità. Quando le relazioni si fanno troppo intime o emotivamente intense, la tua tendenza naturale è quella di fare un passo indietro per proteggere i tuoi spazi.
- IL TUO PUNTO DI FORZA L’assoluto rispetto per l’indipendenza altrui e la totale assenza di possessività.
- LA TUA SFIDA Attenzione a non confondere l’indipendenza con l’isolamento. Un messaggio in più o una condivisione spontanea non mineranno la tua libertà, ma eviteranno che le persone a cui vuoi bene si sentano trascurate ed escluse dalla tua vita.
Maggioranza di risposte D Sei una partner, amica o familiare straordinariamente premurosa e attenta ai dettagli. Purtroppo, però, vivi i legami con un costante radar acceso per intercettare il pericolo di essere esclusa, rifiutata o dimenticata. Ti bastano un silenzio prolungato, un tono di voce più basso o un invito mancato per scatenare dubbi sul tuo valore agli occhi degli altri, portandoti a chiuderti in te stessa o a cercare continue rassicurazioni.
- IL TUO PUNTO DI FORZA Una sensibilità eccezionale che ti permette di capire al volo i bisogni inespressi di chi ami.
- LA TUA SFIDA Allena la fiducia e affronta l’incertezza. Non tutti i silenzi delle persone a cui vuoi bene sono legati a te, ognuno combatte le proprie battaglie personali. Prova a chiedere apertamente chiarimenti con dolcezza, anziché ritirarti o rimuginare in solitudine. Impegnati a trovare interpretazioni diverse da quelle catastrofiche che la mente ti suggerisce normalmente.