Cara Chiara, ho 47 anni, lavoro tanto, mi mantengo, mi tolgo i miei sfizi, e non credo alle anime gemelle. Non ho mai aspettato il principe azzurro, sono sempre stata io la mia stessa principessa azzurra. Però ogni tanto dopo essere stata a giocare con mia nipote o dopo le cene di Natale mi prende una malinconia strana, come se avessi saltato una fermata importante e nessuno mi avesse avvisato per tempo.
Ho relazioni anche affettuose, non troppo impegnative, mi diverto, nessun dramma. Ma quando torno a casa sento un silenzio che non somiglia alla pace che speravo. È possibile desiderare un legame più profondo senza voler rinunciare alla propria autonomia? Sono incoerente, come dicono le mie amiche – sposate e affollate, affannate, senza tempo per leggere un libro o farsi una maschera ai capelli o single con mille interessi, tanto tempo buono, le notti tranquille ma nessuno da aspettare a casa o che ti aspetti – forse pure un pochino insoddisfatte? Ma a me non sembrano così soddisfatte nemmeno quelle che hanno famiglia. Allora, dimmi, come si fa? Laura
Cara Laura, non sei incoerente: sei solo molto consapevole delle tue complessità. Ma sai che c’è? Complessi lo siamo tutti. E il rischio di chi è come te, si sa, è sentirsi sbagliato, anziché, semplicemente e, appunto, come tutti, uguale solo a se stesso. Premesso questo, il bisogno di autonomia non esclude il desiderio di un legame: lo rende solo un incastro un po’ più difficile, ma comunque possibile.
Credimi, lo so bene quanto sia difficile. Come so che quella malinconia, quella sensazione di aver saltato una fermata è una domanda dentro di te che chiede di essere intanto ascoltata e riconosciuta: puoi continuare a ignorarla, oppure iniziare ad accarezzarla piano, senza decidere subito cosa farne… Anche perché a quel punto sarà lei a guidarti, per stare da sola o con qualcuno. Da sola e con qualcuno: cioè con regole tue, che puoi inventare insieme alla persona che magari arriverà, resistendo alla paura di perdere l’una o l’altra parte dei tuoi desideri, ma trovando equilibri sempre nuovi mentre ti concedi di esplorare tutto quello che desideri. Un passo alla volta, senza tradire nessuna sfumatura di te.
L’ultimo libro di Chiara Gamberale, Dimmi di te (Einaudi), racconta la storia, tra finzione e realtà, di una madre single. Da leggere assolutamente Casa d’altri di Silvio D’Arzo (Feltrinelli). Se lo conoscete già, rileggetelo con la postfazione di Valeria Parrella. Se non lo conoscete, beati voi: perché avete almeno ancora un’esperienza gigantesca che vi aspetta. E perché Zelinda, la protagonista, è la Vita.