Dovete rinegoziare il contratto! Ci è stato detto proprio così. Come se si trattasse dell’abbonamento alla Pay TV, del mutuo o della polizza auto. E invece si tratta di noi, mio marito e io, insieme da oltre 30 anni, in un viaggio che non è sempre crociera. I figli crescono, i genitori invecchiano, gli assetti cambiano e noi siamo sempre qui a tenere i pezzi insieme, schiacciati come fette di salame dentro un panino, tra doveri, incertezze, ambizioni e tracolli. Non siete una coppia, siete una piccola impresa, efficiente, per carità, ma pur sempre, un’azienda! Ci è stato detto anche questo, probabilmente a ragione. C’è il tempo dell’innamoramento, dei cuori e della capanna, del sesso sfrenato sulla lavatrice appena acquistata; c’è il tempo dei progetti e dei sogni che prendono corpo, sostanza e colore; c’è il tempo della fatica, della costruzione, dei bambini piccoli, del lavoro matto e disperato, dell’energia in eccesso, della stanchezza cronica. È una corsa a ostacoli verso un obiettivo imprecisato, un’inerzia a tratti gioiosa, un inarrestabile giro di giostra che, a lungo andare, dà le vertigini.
Restare coppia quando i figli lasciano il nido
E poi ci si ritrova qui, un po’ ammaccati, un po’ superstiti. Al posto dei bambini, giovani adulti pronti a prendere il volo. Lavori impegnativi e il desiderio di rallentare il passo, qualche interrogativo sul senso del nostro andare. Dove siamo? Ci sei? Ci sono? A volte ci si perde di vista e non ci si trova più. Siamo ancora casa, l’uno per l’altra? E la lavatrice? Perché l’abbiamo incassata dentro un mobile, fortezza inaccessibile, a spegnere ogni residuo pensiero lubrico? Lui parte, io resto, io parto, lui torna, i figli sono fuori, un appartamento vuoto e nessuno che ne approfitta. Quante volte abbiamo sognato la solitudine? E adesso che l’abbiamo a disposizione ignoriamo come giocarci. Abbiamo imparato a dirigere l’orchestra ma ci siamo scordati il passo a due.
Da dove si riparte?
Dovete rinegoziare il contratto! – consigliano quelli che ci sono già passati. Occorre darsi nuove regole, nuove routine, nuovi modi per tenersi stretti anche quando, intorno a noi, forze centrifughe ci scompigliano capelli e pensieri. Ma che ne è stato dell’istinto? Non basta stare vicini e annusarsi per ritrovare l’equilibrio? Non sempre, non più. Cosa vuoi fare da grande? Dove voglio mettere le radici? Vogliamo rifiorire nello stesso giardino? Pensavamo che la parte difficile fosse alle spalle. E invece, come nei videogiochi, ogni nuovo livello presenta nuove sfide, più infide e ardue delle precedenti. Ed eccoci qui, sul divano davanti alla tv, al supermercato la domenica a fare la spesa, al telefono a raccontarci le rispettive giornate, sotto le lenzuola, un piede accanto all’altro, a misurare i nuovi confini del desiderio. Quanto tempo occorre per rinegoziare un contratto? E come la mettiamo con il diritto di rescissione? Avremo bisogno di un notaio, di un avvocato? Di una terapia di coppia? Pensavamo fosse tutto già scritto. E invece dobbiamo inventarci una canzone nuova.