Ho un’amica che sta su Tinder. O forse anche più di una. «Mi interessa solo il sesso», dice lei, single e candida. Io un po’ la capisco e, dal mio placido nido monogamo e pinguino, penso che ogni tanto un giro di giostra potrebbe giovare a tutte e a tutti, alle mogli e ai mariti, ai cuori solitari e a quelli infranti. Semel in anno licet insanire, dicevano i latini. Una volta all’anno si può uscire di senno. Avevano ragione: bisognerebbe istituire la giornata mondiale della promiscuità. Un giorno solo, senza impegno, senza colpa e senza rancore, una celebrazione del disordine e della fuga.

Dopo i 50: il sesso migliore di sempre

«Ho avuto una storia con un signore più grande di me di vent’anni». Mi ha raccontato la mia amica, che ha 55 anni. «E come è stato?» «Il miglior sesso della mia vita». L’esperienza, in effetti, rappresenta un grande patrimonio. «Poi però è finita» ha aggiunto lei. «Sei triste?» «Perché dovrei? Non cercavo un fidanzato: solo un amante occasionale». Però, ha proseguito, quella storia con il signore settantacinquenne e con il sesso migliore della vita, l’aveva fatta riflettere. E mentre io, ignorandola, mi lamentavo del lavoro, dei figli, del caos domestico e mi lasciavo schiacciare dalla pesantezza esistenziale, lei mi ha zittita, esasperata.

La consapevolezza che dopo i 50 dobbiamo goderci la vita

Le cose che puoi fare a 55 anni non sono le stesse che puoi fare a 75 o a 80 o a 85. Ho realizzato che, nonostante la mirabile arte amatoria, che può forse resistere al tempo, le cose che puoi fare a 55 anni non sono le stesse che puoi fare a 75 o a 80 o a 85. E non parlo solo di sesso». «E quindi? Come pensi di utilizzare questa nuova, illuminante consapevolezza?» ho domandato sarcastica. Avrei voluto proseguire la facile navigazione nello stagno del mio scontento spiccio invece che imboccare l’ardua strada del nostro inesorabile declino anagrafico e fisico. «Noi non abbiamo davanti l’infinito! Non ci possiamo permettere vite miserabili alla nostra età. Non ci possiamo permettere le nevrosi, lo stress o la penitenza. Dobbiamo goderci la vita adesso, con allegria e senza paturnie. Capito?» Capito. «Cosa mi consigli di fare allora? Dubito che mio marito approverebbe l’iscrizione su Tinder. E anche lo scambismo non è esattamente il nostro genere…».

Basta mugugni e seccature

E lei, la mia nuova guru, mi ha dato la linea. Una linea facile e giusta, come la razionalità e il buon senso. Una linea lieve e saggia, che proverò a seguire come una stella polare. Non c’è più tempo per i mugugni e le seccature autoinflitte, per i sì pronunciati per dovere, per i video di gatti, di cani e di bambini prodigio, per la sindrome del Bianconiglio, per i “non ancora” e i “non più”. È tempo di presenza, di sapori buoni e di bei film, magari al cinema, di cene con gli amici, di momenti memorabili, di intensità e di densità. E mentre scrivo i miei buoni propositi per i prossimi vent’anni, già che ci sono, organizzo una raccolta di firme per istituire la giornata mondiale della promiscuità.