Quando ti separi, sai già che, conquistando alcune cose, ne perderai tante altre. Una di queste è il fatto di poter contare su un Manny tuttofare, una persona che aggiusta, sistema, ripara le cose che si rompono in casa, dagli elettrodomestici alle guarnizioni ai tubi che perdono eccetera. Tutte quelle cose che dai per scontato di avere a portata di mano vivendo con un uomo.
Lo stereotipo del Manny tuttofare
Non è detto però che il marito che lasci (o da cui vieni lasciata) sia anche un Manny tuttofare. Ce ne sono molti – e ne conosco parecchi – che non sanno neanche sostituire una lampadina, né dare l’antiruggine al cancello del giardino. Mentre ci sono donne che maneggiano senza problemi trapano e chiave inglese, un po’ per vocazione innata, un po’ perché si sono ritrovate da sole. Come me.
Il privilegio di poter pagare un uomo che lavora per te
E così, nelle circostanze della vita, sei tu a volte a dover indossare i panni del Manny tuttofare. Ma se ci sono quelle orgogliose di aver imparato a riparare la lavatrice o installare l’irrigazione automatica sul balcone guardando video su Youtube, ce ne sono altre – come me – del tutto refrattarie a trapani, tubi e chiavi inglesi. Che arrivano al massimo a usare il cacciavite e ad attaccare i quadri. E che non si vergognano ad ammettere di non essere capaci di fare certe cose, o di non averne voglia. E allora, che fare? Paghiamo qualcuno che lavori per noi, mentre noi facciamo altro: non è che un vantaggio poter pagare un servizio che prima in coppia era gratis, ma che in compenso ti dava ben altre fregature tra cui litigate, nel mio caso ricatti, e poi ore e ore tra gli scaffali di metallo a scegliere bulloni, dadi e fascette. È il segno di un nuovo potere, e il mercato infatti si organizza.
Il marito in affitto
Di fronte a 12 milioni di donne che vivono sole in Italia, la mancanza di operatività maschile in casa viene colmata da un contratto, e la relazione romantica sostituita prontamente da pura efficienza domestica. E così arriva Il marito in affitto: un servizio di professionisti disponibili su tutto il territorio nazionale a ore, con tanto di sito e app per la geolocalizzazione. Il servizio piace così tanto che è diventato un franchising per essere esportato in altri Paesi.
E la moglie in affitto?
Ma si tratta davvero di una nuova realtà o, piuttosto, la riedizione del Manny tuttofare del quartiere o del palazzo con un altro nome? Di buono, c’è che gli affiliati pagano le tasse, così almeno pare. Pare anche che abbiano pure un’assicurazione per gli incidenti. Almeno, non vengono pagati in nero e, se si fanno male, non vai nelle peste. Certo, il nome risponde allo stereotipo del maschio tuttofare, quando sappiamo bene che ci sono donne molto più pratiche di tanti maschi che fanno i casalinghi solo perché si mettono le pantofole. Seguendo la stessa logica, dovremmo allora pensare che, se avessimo bisogno di una cena casalinga take away o di un aiuto per stirare potremmo cercare, invece che una rosticceria o una colf, un servizio di moglie in affitto. Mi risulta però molto difficile immaginare aziende del genere al femminile: ce lo vedi un sito o un’insegna di un’attività artigianale su cui è scritto “Mogli in affitto”? Immagino già battutine, equivoci e fraintendimenti.
Il servizio di pulizie con donne che lavorano nude
In realtà una cosa del genere esiste già. Si tratta di un servizio di pulizie a domicilio con donne che lavorano nude (sì, nude) per casa, tra aspirapolvere e bucato (alla faccia dello stereotipo!). Si chiama Bare Naked Cleaners, è nato a Birmingham sull’idea di un’ex infermiera con due figli evidentemente a corto di soldi. Il suo sito propone un catalogo di servizi come pulire in lingerie o vestite da infermiere, oppure scoppiare palloncini con i tacchi o fumare mentre si passa l’aspirapolvere, ma senza alcun contatto fisico. Zero sesso insomma, anche se l’ammiccamento sessuale è inevitabile. Ora l’ideatrice sta anche per lanciare una piattaforma vip a pagamento: nulla a che vedere con Only Fans, ma si tratterebbe – dice lei- di un nuovo modo di intendere la relazione con il cliente, tra ironia, estetica e cura della casa. Potrebbero essere loro le Mogli in affitto?
Il boom in Lettonia del Marito in affitto
E di stereotipo in stereotipo, pare che in Lettonia, dove ogni 100 uomini ci sono 117 donne, il business del marito in affitto sia esploso. Il motivo è proprio il gender gap, ma questa volta al contrario, con le donne “in positivo”: cioè la popolazione femminile supera quantitativamente quella maschile. Gli uomini muoiono prima a causa di alcol, fumo e incidenti, oppure emigrano. Un po’ come in tempo di guerra. Non è dato però sapere se l’affitto del maschio lì in Lettonia sia anche a scopo ludico, o solo per riparare gli elettrodomestici. Su piattaforme come Reddit, i soliti maschi testosteronici (molto probabilmente solo a parole) commentano tra loro auspicando un viaggio proprio in Lettonia, dove appunto le donne abbondano. Ma, dico io, andateci solo se sapete riparare qualcosa, altrimenti restate qui, che abbiam bisogno anche noi di efficienza e velocità con pennelli e trapani. Senza troppe parole e senza altri bonus aggiuntivi.