Archiviato l’inverno, ecco che è esplosa la primavera, portando con sé voglia di novità, anche nelle relazioni. Non significa necessariamente chiudere col passato, ma certamente ridare nuovo slancio ai rapporti che già esistono, o aprirsi a nuovi incontri, se si è single. In una parola: è iniziata la uncuffing season, cioè l’opposto della cuffing season, la “stagione delle coccole”, tipica proprio dell’inverno. Fin qui tutto bene, se non fosse che la voglia di nuova vitalità può appunto mettere in crisi rapporti che invece non sono in grado di alimentarsi di nuova linfa.
Cos’è la uncuffing season
Dimentichiamoci i fine settimana in pigiama sul divano, magari con una bevanda calda tra le mani e le coccole del proprio lui o lei. Ora è tempo di uscire, di godersi giornate sempre più lunghe e un clima più clemente. Questo nuovo slancio, però, non riguarda solo il “come” e il “dove” trascorrere il proprio tempo libero, ma anche con “chi”. Sì, perché spesso capita che la voglia di ripartire, tipica della primavera, quel sentirsi rinascere porti a mettere in discussione anche le relazioni portate avanti fino a quel momento. Accade soprattutto quando il partner non è coinvolto dallo stesso sprint, con la conseguenza di finire nella trappola dell’esaurimento emotivo.
Il rischio di esaurimento emotivo in primavera
Proprio come accade per il burnout lavorativo, quello emotivo consiste in una forma di esaurimento che però riguarda la sfera delle relazioni sentimentali. Accade quando si avverte un senso di stanchezza nel tipo di rapporto che si ha con il partner, quando si pensa di viaggiare a velocità differente o che si sia creata una distanza nella coppia, complice il fatto di non vivere allo stesso ritmo. Il che è più frequente in primavera, la stagione di rinnovamento per eccellenza. Ecco, allora che inizia a presentarsi un distacco emotivo, una certa difficoltà nel connettersi con l’altro o l’altra, un calo di entusiasmo.
Dis-sincronia emotiva: quando i partner non vanno allo stesso ritmo
«Quando i partner vivono la primavera con “velocità” emotive diverse — uno sente il bisogno di espandersi, fare nuove esperienze, uscire dalla routine invernale; l’altro preferisce mantenere la stabilità e il calore costruiti nei mesi freddi — si può creare una sorta di dis-sincronia emotiva. Non si tratta necessariamente di una crisi, ma se questa differenza di ritmo non viene riconosciuta e comunicata, può generare frustrazione reciproca, senso di incomprensione e, nei casi più prolungati, un vero e proprio esaurimento emotivo», spiega Marta Giuliani, psicologa, psicoterapeuta, sessuologa, socia fondatrice della Società Italiana di Sessuologia e Psicologia. «Il rischio maggiore – prosegue l’esperta – è quando ognuno dei due interpreta il ritmo dell’altro come un segnale negativo: chi vuole cambiamento lo legge come immobilismo, chi vuole stabilità lo legge come abbandono.
Sentirsi in colpa per la voglia di cambiamento: un segnale da non ignorare
Un altro rischio è quello a cui va incontro chi si sente in colpa per via della sua voglia di rinnovamento: «Può accadere e questo è uno degli aspetti più sottovalutati del fenomeno. La “colpa” emerge quando il bisogno di movimento e di apertura viene vissuto internamente come un tradimento della stabilità condivisa — quasi come se voler “uscire dal nido” equivalesse a rinnegare quello che si è costruito insieme. Quel disagio, se non viene elaborato e portato nella comunicazione di coppia, rischia di trasformarsi prima in risentimento silenzioso, poi in distanza — che è ben più difficile da gestire di una semplice differenza di ritmo stagionale. Paradossalmente, sentirsi in colpa per un bisogno legittimo è già di per sé un segnale su cui vale la pena lavorare», sottolinea Giuliani.
Uomini, donne e stili di attaccamento: chi soffre di più?
Ci sono anche differenze di genere, nonostante l’esperta spieghi: «I dati suggeriscono alcune variabilità, ma personalmente preferisco non semplificare la questione in termini di genere. Più che di differenze tra uomini e donne, parlerei di differenze negli stili di attaccamento, che sono trasversali. Le persone con uno stile di attaccamento ansioso — indipendentemente dal sesso — tendono a vivere la uncuffing season con maggiore instabilità: la voglia di novità del partner viene facilmente interpretata come disinteresse o preludio all’abbandono. Chi invece ha sviluppato un attaccamento sicuro riesce a tollerare meglio le differenze di ritmo, senza leggerle automaticamente come un segnale di crisi», chiarisce la psicologa e sessuologa.
Perché ci si innamora di più in primavera: cosa dice la scienza
Per i single, invece, la primavera apre le porte anche a nuovi amori con più libertà. La scienza ha cercato di spiegarne i motivi: di fronte alla natura che fiorisce, al clima più mite, ai profumi che si diffondono nell’aria, anche l’organismo sarebbe più stimolato e disposto a nuovi incontri amorosi. Più luce stimola la produzione di ormoni e il tempo all’aria aperta agisce da booster sul metabolismo e favorisce la produzione della vitamina D, che a sua volta contribuisce a un incarnato più colorito. Tutto ciò supporta il benessere e l’autostima. I profumi, inoltre, favoriscono la percezione dei feromoni, le sostanze chimiche prodotte anche dall’uomo e che fungono da richiamo sessuale. Infine, cambia anche l’abbigliamento, che si alleggerisce e… accorcia!
Il ruolo di serotonina, dopamina e testosterone
«C’è molto di vero in queste considerazioni e la neurobiologia lo conferma. L’aumento della luce solare stimola la produzione di serotonina e dopamina, neurotrasmettitori legati rispettivamente al benessere e alla motivazione verso la novità. Parallelamente, crescono i livelli di testosterone — in entrambi i sessi — che alimenta il desiderio di esplorazione, di sfida, di apertura verso il nuovo. A questo si aggiunge l’effetto ambientale con più tempo trascorso all’aperto, maggiori stimoli sensoriali, più occasioni sociali. Il risultato è un sistema nervoso letteralmente più “acceso”, che legge il mondo con un’apertura diversa rispetto ai mesi invernali», sottolinea Giuliani.
Come cambia la sessualità con l’arrivo della bella stagione
Tutto ciò influisce sulla sfera emotiva e sessuale, spiegando quelle trasformazioni tipiche della stagione primaverile, che poi si consolidano in quella estiva. «Nei single, la primavera porta quasi sempre un incremento del desiderio sessuale e della motivazione a cercare nuovi incontri, del tutto coerente con il picco ormonale descritto. Le app di dating registrano puntualmente un aumento di iscrizioni e attività in questo periodo, e non è una coincidenza. Per chi ha vissuto una relazione “invernale”, nata cioè nella cuffing season, la primavera può diventare il momento in cui ci si rende conto che il legame era sostenuto più dal bisogno di compagnia che da una reale compatibilità, e si sceglie di chiuderlo – chiarisce Giuliani – Nelle coppie stabili che vivono invece una crisi di sincronia stagionale, il consiglio che mi sento di dare è concreto: non aspettare che il disagio si trasformi in distanza. Nominare la differenza apertamente, “io sento il bisogno di X, tu di Y, come lo gestiamo?”, è già di per sé un atto di cura verso la relazione. Spesso non serve molto di più», conclude la sessuologa.