Le extension potrebbero essere pericolose: sia per la salute del capello, sia per quella della cute in generale. A rivelarlo è uno studio appena condotto negli Stati Uniti, dal quale emerge che il ricorso alla tecnica per allungare o infoltire la chioma, applicando ciocche di capelli veri o sintetici, potrebbero contenere sostanze che aumentano il rischio di problemi che vanno dall’alopecia alle infiammazioni, fino a tumori, problemi ormonali e disturbi immunitari.

L’allarme contenuto nello studio americano

A lanciare l’allarme, dunque, è uno studio condotto dal Silent Spring Institute di Newton, negli Stati Uniti e pubblicato sulla rivista Environment & Health. Nel documento i ricercatori spiegano di aver analizzato 43 prodotti in vendita sul mercato americano, riscontrando pressoché ovunque (tranne in due casi) la presenza di almeno una sostanza potenzialmente pericolosa per la salute. In 48 casi, relativi ad altrettanti “ingredienti” contenuti nei prodotti per realizzare le extension, sono stati trovati elementi che la normativa californiana – piuttosto attenta alla protezione della salute – classifica come potenziali fattori di rischio per il cancro, per malformazioni alla nascita o per le conseguenze sulla fertilità e la riproduzione. Dai test sono emersi anche interferenti ormonali.

Le extension sono pericolose?

La domanda, quindi, è se le extension possano essere pericolose. La risposta, per ora, è ancora ambigua. I ricercatori, infatti, hanno messo in guardia, pur senza arrivare a conclusioni definitive: significa che utilizzare le ciocche di capelli finti o naturali per cambiare look più rapidamente, intervenendo su lunghezza o rinfoltimento, potrebbe comportare un contatto diretto tra le sostanze pericolose e la cute, quindi entrare nell’organismo. Le extension, infatti, «sono a contatto prolungato con la pelle, in particolare con collo e cuoio capelluto, anche durante il bagno e la doccia. È pratica comune riscaldare e acconciare i capelli, il che può essere una fonte di inalazione di sostanze volatili o semivolatili o di prodotti di combustione», si legge nello studio.

Gli esperti mettono in guardia

Per gli esperti il risultato dello studio, che è stato condotto di fronte a un aumento della richiesta di extension, non stupisce del tutto: «Non mi meraviglia perché tutti i polimeri sintetici sono in qualche modo interferenti endocrini. Però non allarmerei, perché tutto sommato e almeno in Italia non sono in concentrazioni a livelli tossici», spiega Andrea Marliani, dermatologo specializzato in Dermatologia ed Endocrinologia, Direttore Scientifico del Gruppo Studio e Ricerca e Presidente Emerito S.I.Tri., la Società Italiana di Tricologia.

Il vero problema è il rischio di caduta capelli

«Piuttosto il vero problema è rappresentato dalla trazione che le extension esercitano sul cuoio capelluto, che nel tempo può provocare una caduta di capelli. Si può verificare, infatti, il cosiddetto “telogen effluvium”, una perdita di capelli che però non irreversibile: non si tratta della scomparsa, perché ricrescono, sono sostituiti. Semplicemente cadono in quanto resi fragili da una situazione di stress, che può essere legato all’organismo o al capello stesso. Ecco che le extension, essendo ciocche applicate, possono cronicizzare una condizione di effluvium, portando a un’alopecia cicatriziale. È una conDidizione che si verifica spesso nelle donne che portano acconciature molto tirate e accade, in particolare, negli USA», sottolinea Marliani.

Il consiglio dei ricercatori americani

Intanto i ricercatori americani hanno dunque messo in guardia da un uso superficiale delle extension, esortando a verificare la qualità dei prodotti: «Questi risultati chiariscono che è urgentemente necessaria una supervisione più forte per proteggere i consumatori e spingere le aziende a investire nella realizzazione di prodotti più sicuri», ha affermato in una nota la prima firmataria dello studio, Elissia Franklin.

Tutte pazze per le extension

Il monito americano è giustificato soprattutto dal fatto che le extension si stanno diffondendo, mentre manca negli Stati Uniti una normativa chiara: «Nonostante si preveda che il mercato globale delle extension per capelli supererà i 14 miliardi di dollari entro il 2028, con gli Stati Uniti leader nelle importazioni globali, le sostanze presenti nelle extension rimangono scarsamente caratterizzate e regolamentate», sottolineano ancora i ricercatori americani. In Europa, invece, esiste una regolamentazione rigida.

Cosa dice la legge italiana

«È così, in Europa i parametri sono più severi: per esempio, l’acqua ossigenata, che è la sostanza chiave per le tinture dei capelli, può essere usata a concentrazioni molto più basse che negli Stati Uniti – conferma il tricologo – Un’ulteriore conferma è legata al fatto che alcune donne dell’alta società vanno a New York persino una volta la mese per ritoccare il colore dei capelli, sostenendo che in Italia sia meno “efficace”, ma la ragione è che il pigmento ha un dosaggio molto superiore». Questo, però, può rappresentare un problema per la salute del capello stesso e a livello generale.

Capelli, gli altri rischi da prodotti pericolosi

«In linea di massima tutto ciò che modifica chimicamente il capello è dannoso, quindi in generale tutti i trattamenti di schiaritura e, in particolare, il biondo: se si usa un ossidante potente a concentrazioni superiori al 40%, come appunto l’acqua ossigenata sopra i 40 volumi, il capello diventa fragile e si spezza, perché se ne danneggia la cheratina. Lo stesso vale per le cosiddette “stirature brasiliane” e per la piastra se usata in maniera impropria, cioè a contatto prolungato e a calore elevato, intorno a 200 gradi», sottolinea l’esperto.

Evitare l’effetto

L’appello di Marliani, dunque, è di fare attenzione, i rischi sono tanti: trattamenti non adeguati, la composizione chimica dei prodotti, o per la pregressa condizione danneggiata del capello: in questo caso, analizzandolo microscopicamente, questo appare come se avesse delle bolle d’aria, tanto che in inglese questa condizione è definita di bubble hair damage – sottolinea il tricologo. – Per questo occorre cautela nel ricorso a certi trattamenti e alcuni parrucchieri, lungimiranti, effettuano persino l’analisi del capello in microscopìa per accertarsi che ci siano le condizioni prima di procedere», conclude l’esperto.