Che con la menopausa e la perimenopausa si possa soffrire di vampate di calore, irritabilità, ma anche di maggiore stanchezza e brain fog (la “nebbia mentale”) non è una novità. Ma forse non tutte sanno che ci sono anche altri disturbi che possono avere a fare con la fine del ciclo, come mal di gola, raucedine, secchezza della bocca e gengivite ormonale. Ecco quali sono, come capire se c’entra la menopausa e perché si verificano.

Menopausa: non solo vampate

Se il mal di gola compare in pieno inverno in genere viene collegato all’influenza o al classico raffreddore di stagione. Ma se inizia a essere presente anche in estate o con maggiore frequenza, specie in concomitanza con la menopausa, ecco che potrebbe trattarsi di un problema legato proprio al cambiamento ormonale. A ricordarlo è il New York Times che in un lungo articolo elenca una serie di effetti della fine della fertilità femminile, ai quali troppo spesso si tende a prestare poca attenzione e che hanno a fare con la salute della bocca e della gola.

Mal di gola e raucedine legati alla menopausa

Tra i segnali dei cambiamenti che attraversa il corpo di una donna, in genere a cavallo tra i 45 e i 55 anni, ci sono quelli che hanno a che fare con la bocca: gengive, gola, denti e persino voce possono risentire, infatti, del calo di estrogeni. Tra i sintomi più spiacevoli ci possono essere mal di gola o sensazione di nodo in gola; difficoltà a deglutire, raucedine e persino cambio del tono della voce. In generale, inoltre, aumenta la suscettibilità alle infezioni, con un maggior rischio di parodontite.

Quella sensazione di bocca secca in menopausa

Nello specifico per molte donne la menopausa si accompagna a una maggiore secchezza delle fauci, dovuta alla diminuzione della saliva. Ma non si tratta di un semplice fastidio, dal momento che riducendosi la saliva, diminuisce la protezione nei confronti delle infezioni batteriche e aumentano le infiammazioni alle gengive e alle mucose. La secchezza della bocca può anche portare alito cattivo, screpolatura agli angoli della bocca o alle labbra e senso di sete costante.

Il calo dell’estradiolo e la salute orale

«Tutte queste sensazioni hanno una base ormonale, più o meno accentuata. Come sappiamo, con la menopausa viene meno la produzione di estradiolo, l’ormone estrogeno più potente, quello che potremmo definire come “l’ormone magico femminile”, che svolge molteplici funzioni nella vita di una donna: non solo contribuisce alla fertilità in una donna giovane, regolando il ciclo mestruale insieme al progesterone, ma è fondamentale per il benessere femminile, sia che si tratti della salute cardiovascolare che di quella, ad esempio, orale», conferma Massimiliano Petrelli, endocrinologo e diabetologo, responsabile della Clinica di Endocrinologia e Malattie Metaboliche presso gli Ospedali Riuniti delle Marche ad Ancona.

Attenzione alle gengiviti ormonali

«Nell’arco dei 10 anni dopo l’inizio della menopausa viene meno la protezione naturale offerta degli estrogeni, per esempio a carico delle ossa, così come per altri apparati: ad aumentare non è solo la secchezza della mucosa vaginale, ma anche quella della bocca – spiega Petrelli – Anche questa diventa più soggetta a seccarsi, possono aumentare le infezioni batteriche e virali, perché viene meno l’ambiente umido che favorisce il sistema immunitario». Il tessuto gengivale, quindi, può modificarsi facilitando l’ingresso di batteri responsabili di gengivite e sanguinamento. Per evitare il dolore, poi, spesso ci si spazzola i denti meno frequentemente o accuratamente e questo può portare a un circolo vizioso: più placca e carie o persino parodontite.

Cosa significa quando la lingua brucia

In alcuni casi un altro campanello d’allarme è dato dalla sensazione di bruciore alla bocca, specie alla lingua, che aumenta di giorno e può diventare insopportabile ora di sera, oppure si presenta come prurito o formicolio, anche al palato e sulle labbra. Anche in questo caso il motivo è la secchezza della bocca, che può essere in parte mitigata riducendo il contatto con alcuni cibi come il glutine, lo zucchero, i dolcificanti artificiali e gli oli vegetali di produzione industriale.

Come cambiano sapori e odori

Un’altra conseguenza possibile del calo di ormoni estrogeni in menopausa è rappresentata dal cambiamento nei gusti: sia olfatto che gusto possono modificarsi, portando alcune donne a percepire maggiormente, per esempio, un gusto metallico in bocca, oppure sapori più dolci, amari, aspri o salati. In alcuni casi può capitare che alcuni odori causino anche sensazione di nausea. Gli estrogeni, però, non regolano solo il ciclo mestruale, ma rivestono un ruolo chiave anche nelle funzioni cognitive e cerebrali in generale.

Brain fog, quando la mente delle donne è annebbiata

Non riuscire più a ricordare tutto alla perfezione è un fenomeno piuttosto frequente, specie con il passare degli anni. Spesso se ne attribuiscono le cause solo all’età, ma a giocare un ruolo decisivo sono anche gli ormoni che mutano in menopausa: gli estrogeni, infatti, hanno un’azione importante anche sull’ippocampo (responsabile della memoria a breve e lungo termine), sulla corteccia prefrontale (dove hanno sede alcune funzioni come l’attenzione, la pianificazione, il problem solving), e l’amigdala (cruciale nella regolazione delle emozioni e della risposta allo stress).

La memoria non dipende solo dagli anni

«È chiaro che col passare degli anni si registra un decadimento cognitivo fisiologico, ma non va trascurato l’effetto di uno squilibrio ormonale: l’estrogeno, infatti, agisce anche a livello cerebrale e del sistema nervoso centrale. Ricordiamo che nel corso della vita, perdiamo un neurone ogni secondo che passa; se poi si aggiungono altri fattori, come il fumo o la pressione alta o appunto le variazioni ormonali, questa perdita può variare – chiarisce Petrelli – A risentirne sono le sinapsi e la capacità del cervello di richiamare alla memoria un ricordo, unendolo alla parola corretta. È un po’ come un computer che man mano perde qualche pezzo». Infine, non va dimenticato che gli estrogeni sono coinvolti nella produzione di neurotrasmettitori (come dopamina, serotonina, acetilcolina, dunque variazioni d’umore) e nella funzione mitocondriale, quindi nel meccanismo di produzione dell’energia cellulare.