Fino a non molto tempo fa, avere periodi di inattività lavorativa nel curriculum era considerato penalizzante. In fase di selezione del personale, molte aziende filtravano in partenza le persone che presentavano dei buchi nel percorso professionale prediligendo i candidati che potevano dimostrare maggior continuità. Ultimamente però non è più così e questo anche perché in Italia è sempre più raro trovare persone che abbiano una carriera senza interruzioni.
L’analisi di Live Career
LiveCareer ha analizzato oltre 7 milioni di curriculum che sono stati creati sulla sua piattaforma. Quello che ne è risultato è che i periodi di inattività sono sempre più normali e frequenti. E non riguardano più solo le donne, che spesso davano le dimissioni in concomitanza con la nascita dei figli, ma anche molti uomini. Nel 2025 sono quelli che in Italia presentano un’interruzione di almeno un anno sono aumentati, segnando una tendenza che non può essere sottovalutata.
Il cambio di tendenza dopo la pandemia
Anche in questo caso, come in molti altri, a fare da spartiacque è stata la pandemia da covid 19. Tra il 2020 e il 2021 e poi negli anni successivi si è registrato un numero importante di dimissioni, conseguenza dell’affacciarsi di un nuovo modo di approcciare le vita e percepire il lavoro. Questo ovviamente si riflette nei curriculum presentati da chi è in cerca di una nuova occupazione, i quali raccontano l’interruzione della carriera.
Il periodo di interruzione
Nel 2025 è circa il 50% dei lavoratori ad avere un curriculum con interruzioni. Di questi, grossomodo la metà ha buchi inferiori a un mese di durata. Ma non sempre le pause sono brevi. Nel 39% dei casi infatti l’interruzione supera i 6 mesi, e un terzo di questi arriva anche a 12. Questo è indice del fatto che trovare una nuova occupazione in Italia non è semplice, e quella nata come una pausa nella propria carriera potrebbe trasformarsi in un’interruzione.
Come reagiscono le aziende
Dato che le interruzioni di carriera sono sempre più frequenti, le aziende hanno smesso di considerarle a priori un aspetto negativo. Ormai durante la selezione non si scarta più a prescindere il candidato che ha avuto un periodo di discontinuità, anzi viene valutato positivamente il fatto che questo momento di stop sia stato speso in altre attività, o che abbia contribuito ad acquisire competenze trasversali.
Valorizza la tua pausa
Se anche tu vuoi cambiare lavoro ma nel tuo curriculum è presente un periodo di interruzione nella tua carriera, quello che dovresti fare quando ti presenti a un recruiter è dare valore a questa caratteristica. In fase di colloquio non dimenticare di sottolineare le attività sulle quali ti sei concentrata e le competenze che hai acquisito e che potrebbero tornarti utili per il nuovo impiego. Se hai fatto un viaggio importante, se ti sei presa cura di un familiare, se hai seguito dei corsi di aggiornamento o ti sei dedicata a una nuova passione, spiegalo e dagli valore per trasformarlo nel tuo punto di forza.