Immaginate la scena. È il ventisette del mese e davanti a voi ci sono due opzioni: il nuovo romanzo che vi fa l’occhiolino dalla vetrina e il carrello con pasta, latte e detersivi. Voi lo sapete già come andrà a finire. Lo sa anche SumUp, che ha trasformato questa abitudine in dati con l’Osservatorio PayDa Effect, e ha chiamato il fenomeno con un nome elegante. L’accredito dello stipendio scandisce il ritmo dei consumi, decidendo non solo quanto spendiamo, ma quando e per cosa.

Prima lo svago, poi le scorte

Il calendario dei consumi si capovolge a seconda del giorno. Negli ultimi giorni del mese il valore medio dello scontrino cresce per gli alimentari (+14,7%) e per la ristorazione( +9,2%), e anche l’abbigliamento sale (+5,3%). Gli interessi personali fanno invece un passo indietro: il valore medio della spesa scende del 10,8% nelle librerie e dell’11,2% nei negozio di hobby e giocattoli. Più che rinunciare, gli italiani sembrano aspettare il momento giusto per concedersi qualcosa di superfluo.

I giovani aspettano lo stipendio, ma il budget sfugge

A concentrare le spese subito dopo l’accredito il 26,2% degli italiani: circa un terzo degli under 45 contro il 21,6% degli over 55. I più giovani sono quindi i più disciplinati nell’attendere il giorno di paga. Sono però anche quelli che faticano di più a tenere il conto delle uscite impreviste: più di uno si quattro, contro il 14,9% degli over 55.

Quasi 9 pagamenti digitali su 10 restano sotto i 50 euro, verso fine mese la quota cresce ancora, a scapito degli acquisti più importanti. Nell’ultima settimana si va avanti a caffè, spesa e piccoli extra, mentre i grandi acquisti aspettano.

Da Nord a Sud: dove la spesa cresce

A fine mese il valore medio della spesa cashless cresce in 14 regioni su 20. Guidano la Campania (+5,7), la Sardegna (+4,2%) e la Calabria (+3,1). Scendono invece Umbria (-5,3%), Valle d’Aosta (-4,7%) e Trentino-Alto Adige (-3,5%).

Il contesto è quello dell’inflazione che a settembre 2026 ha toccato il 4,2% su base annua. Il 22,4% degli italiani dichiara di arrivare alla fine del mese con difficoltà. Non stupisce che ci si organizzi aspettando lo stipendio per concedersi un libro o un gioco. La lezione, per chi vende cultura e tempo libero, che i primi giorni del mese sono la finestra migliore. E per chi legge, forse, che il romanzo in vetrina può aspettare ancora qualche giorno.