Per volare in Italia e in Europa non occorre più esibire la carta d’identità o il passaporto. Lo ha deciso l’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), dopo il via libera del ministero dell’Interno. La novità semplifica la vita ai viaggiatori, ma arriva anche in un momento di confusione per quanto riguarda le tariffe aeree, le regole per i bagagli e il caos dei trasporti a causa degli scioperi. Qui le novità su viaggi aerei e in treno, scioperi, rimborsi e bagagli, con i consigli dell’esperta di Federconsumatori Turismo.

Voli nazionali e Schengen: stop al controllo della carta d’identità

«Gli aeroporti sono luoghi protetti ed è venuto il momento di equiparare i viaggi in aereo a quelli in treno», ha confermato Pierluigi Di Palma, presidente dell’Enac, dopo che il Corriere della Sera aveva anticipato il provvedimento. «Ai fini dei controlli non cambia nulla: chi arriva al gate dovrà passare ai metal detector», ha aggiunto ancora Di Palma. «Secondo la nuova disposizione, già sperimentata, la novità riguarda i viaggi aerei nazionali, quelli tra Italia e paesi Schengen, e per chi effettua il check-in online. Rimane tutto invariato per chi fa il check-in direttamente in aeroporto e per il viaggio di ritorno, se ci si imbarca da un paese Shengen o esterno», commenta Giovanna Capuzzo, vicepresidente nazionale Federconsumatori, responsabile Turismo.

Come funziona il nuovo iter di controllo ai gate aeroportuali

I vantaggi, dunque, ci saranno anche se con alcune limitazioni: «Ci potrà essere una riduzione in termini di tempo di attesa prima dell’imbarco per il viaggiatore. Ma il provvedimento può rappresentare anche un’insidia qualora il viaggiatore si scordi di avere con sé il documento in fase di rientro. Ricordiamo, ad ogni modo, che alcune verifiche a campione sull’identità dei passeggeri possono comunque sempre essere effettuate dalle forze dell’ordine presenti in aeroporto. Il consiglio è quindi quello di portare sempre con sé un documento valido di riconoscimento», spiega ancora Capuzzo.

Chi garantisce la sicurezza?

Qualche perplessità, intanto, è arrivata dal Codacons: «Vogliamo capire quale sia l’iter seguito per arrivare a tale decisione e quali confronti siano stati avviati per valutare l’impatto di una simile novità – spiega l’associazione dei consumatori – L’eliminazione dell’obbligo di presentazione del documento di identità negli aeroporti si presta a più di una criticità: consentirebbe, ad esempio, ai passeggeri l’utilizzo delle carte di imbarco di terzi, o di salire su un aereo camuffati nascondendo del tutto la propria identità».

Enac spiega i vantaggi e le garanzie del nuovo sistema

Enac, dal canto suo, rassicura: «Se al momento del controllo a sorpresa il viaggiatore non ha il documento d’identità, non si imbarca. C’è molta perdita di tempo a livello burocratico. Togliendo l’obbligo ci si imbarca anche più velocemente. E questo avviene all’interno di un sistema iper sicuro come quello del trasporto aereo», ha sottolineato ancora Di Palma al Corriere. Ma per il Codacons non è questo il momento adatto per eliminare alcuni controlli, a causa delle crisi geopolitiche che «possono riaccendere la piaga del terrorismo». In America, ad esempio, è stato introdotto l’obbligo di rilevamento tramite foto, che precede il controllo sicurezza.

Viaggi aerei 2025: novità e problemi sulle regole dei bagagli a mano

Intanto restano problemi e confusione riguardo i bagagli a mano che è possibile portare a bordo, con o senza pagamento, che tengono banco da diverse settimane. «Secondo quanto approvato dalla Commissione Trasporti del Parlamento Europeo, che ha cercato di introdurre maggiori diritti per i viaggiatori, nei prossimi mesi potremmo avere il diritto a portare con noi gratuitamente sia un oggetto personale (dimensioni massime 40×30×15 cm) sia un piccolo bagaglio a mano (max 100 cm totali e 7 kg di peso), quello che ora le compagnie low cost fanno pagare profumatamente. La proposta, molto attesa, dovrà però ottenere l’ok della Commissione Europea per essere applicabile», spiega Capuzzo.

Cosa cambia per i viaggiatori: diritti e rischi sulle tariffe e bagagli

Anche in questo caso la novità dovrebbe semplificare la vita a chi deve prenotare viaggi aerei, potendo contare sulla possibilità di avere con sé un bagaglio a mano, da non dover mettere in stiva, allungando i tempi di recupero e facendo lievitare il costo complessivo del biglietto. Ma rimangono dei rischi: «Se da un lato il viaggiatore potrà finalmente fare riferimento a un’unica dimensione per i bagagli (ad oggi variano in base al vettore) la preoccupazione, sulla quale vigileremo, è che l’introduzione di queste novità possa rappresentare un pretesto per aumentare i prezzi ingiustificatamente, al solo fine di coprire le perdite economiche derivanti», sottolinea Capuzzo.

Disagi e diritti dei viaggiatori ferroviari durante gli scioperi

Così, mentre si cerca di fare chiarezza nel settore del trasporto aereo, rimangono disagi per chi si sposta in treno, a causa di cancellazioni e ritardi per scioperi, che si sommano a problemi legati alla necessità di interventi di manutenzione alle linee, spesso sovraccariche e soprattutto per i trasporti ad alta velocità. «La situazione treni è disastrosa da oltre un anno. Il viaggiatore del treno ha diritti diversi, minori, rispetto al viaggiatore aereo. Nel caso di cancellazione ha diritto a essere ricollocato su un treno alternativo, se disponibile, alle medesime condizioni, ma non ha diritto a indennizzo pecuniario o assistenza», spiega l’esperta di Federconsumatori.

Diritti e tutele per ritardi e cancellazioni di voli e treni

«In caso di ritardi, invece, la situazione varia a seconda dalla durata del ritardo: 25% del prezzo del biglietto per un ritardo compreso tra 60 e 119 minuti; 50% del prezzo del biglietto per un ritardo di almeno 120 minuti – prosegue ancora Capuzzo – Le norme non sono comunque adeguate: i diritti già previsti sono difficilmente esercitabili e non sempre è facile per il consumatore ottenere il rimborso e il ristoro del disagio patito a seguito di disservizi. Attualmente mancano del tutto comunicazione e assistenza efficace; gli indennizzi sono insufficienti e sproporzionati in relazione al disagio e ai danni conseguenti ai ritardi e alle cancellazioni (ritardo sul posto di lavoro, assenza a esami universitari o medici, perdita di occasioni lavorative, ecc.)».

Perché i ricorsi per rimborsi voli e treni sono difficili da ottenere?

Tornando al settore aereo, la situazione non è migliore, anzi. «I vettori non sempre rispondono alle richieste di rimborso e indennizzo, così perde di efficacia anche la forma stragiudiziale di composizione delle controversie presente presso l’autorità di Regolazione dei Trasporti: non è prevista, infatti, l’obbligatorietà di adesione della controparte, né un secondo livello di definizione (come invece avviene nelle telecomunicazioni). Questo, come in ogni controversia che ha “piccola entità”, scoraggia il consumatore a far valere i suoi diritti poiché il percorso giudiziario ordinario ha costi troppo alti e tempi d’attesa troppo lunghi», conclude Capuzzo.