Roberta, divorziata da due anni, ha incontrato un altro uomo con cui ha iniziato una relazione stabile. I due vorrebbero andare a convivere nella casa di lei, dove abitano anche i suoi due figli. Roberta riceve un assegno divorzile di 2.000 euro.
Convivere fa rinunciare all’assegno dell’ex?
L’ex marito è benestante e lei durante il loro matrimonio aveva smesso di lavorare per occuparsi dei bambini. Ora il suo timore è che, scegliendo di convivere con il nuovo compagno, debba rinunciare automaticamente all’assegno dall’ex.
Ocorre una valutazione globale
In casi come questo, occorre una valutazione complessiva da parte del tribunale. Infatti, la Corte di Cassazione ha affermato questo principio importante: l’instaurarsi di una convivenza stabile da parte dell’ex partner beneficiario di assegno non comporta, di per sé, la fine automatica del diritto all’assegno, ma impone al giudice una valutazione della situazione concreta.
I fattori da tener presente
Infatti, il contributo offerto alla vita familiare durante il matrimonio (in questo caso specifico l’ex moglie ha sempre seguito i figli e rinunciato al suo lavoro) può continuare a giustificare il pagamento dell’assegno anche dopo l’inizio di una nuova unione di fatto. La valutazione che, quindi, il giudice è chiamato a fare dopo che un soggetto chiede di non pagare più il mantenimento perché l’ex ormai vive con un altro, deve tener presente vari elementi, tra cui: la durata del matrimonio precedente; il contributo offerto dal coniuge economicamente più debole alla vita familiare; l’eventuale sacrificio delle proprie aspettative professionali; la reale situazione economica dopo la nuova convivenza.
Perché l’assegno dell’ex deve restare
La Cassazione più volte ha richiamato la funzione propria dell’assegno, che serve anche a riequilibrare situazioni in cui un partner abbia rinunciato alla propria autonomia economica per dedicarsi alla famiglia. Nel caso in questione, tenuto conto dell’impegno mostrato da Roberta nel matrimonio e dei modesti introiti del nuovo partner che non è in grado di aiutare o mantenere la compagna, la nuova convivenza non è sufficiente a far venire meno l’assegno mensile.