Treno, che passione! Una passione che, nonostante il passare degli anni e delle mode, sembra tornato di tendenza, con un nuovo nome: Mindscape. È così, infatti, che la Gen Z chiama la “fuga” dopo gli impegni scolastici e non. Lasciatisi alle spalle gli esami di maturità, infatti, molti giovani hanno preparato i bagagli – in formato extra small – e sono partiti alla scoperta dell’Europa, salendo a bordo di qualche treno. Un po’ come, 30 o 40 anni fa, avevano fatto i loro genitori con il classico Interail.
Dall’Interail al Mindscape
Se per la Gen X, infatti, l’Interail rappresentava un “must” o quantomeno un sogno, per chi non poteva partire, oggi si parla soprattutto di “Mindscape”, ossia dell’unione tra Mindfulness (la consapevolezza del “qui” e “ora”) e landscape (il paesaggio). Di fatto si tratta pur sempre di un rito di passaggio, ma che implica un diverso rapporto tra se stessi e l’ambiente circostante. Con questo termine, infatti, si evoca una sorta di viaggio interiore, che però avviene proprio partendo alla volta di una destinazione fisica.
Mondscape: il viaggio fisico e mentale
Di fatto viaggiare verso la propria meta, che sia una capitale europea o un piccolo borgo caratteristico, è esso stesso un viaggio, prima di tutto con se stessi e in se stessi, durante si viene influenzati anche dal mondo esterno. Ecco che il Mindscape ha assunto particolare importanza per la Gen Z, soprattutto se avviene in treno, una modalità che permette di godersi il viaggio gustando il paesaggio e dedicando più spazio e tempo anche al proprio benessere. L’estate è naturalmente la stagione giusta per farlo.
Perché il Mindscape fa bene alla Gen Z
«Il Mindscape è un po’ un paesaggio mentale itinerante, per il quale treno diventa una specie di arena di contemplazione. Ci sono gli oggetti che scorrono al di fuori del finestrino, ma è un po’ come se lo sguardo fosse rivolto all’interno. È un po’ come se ci si automonitorasse. Per la Gen Z, sovraesposta a stimoli digitali, questo mix offre la possibilità di un digital detox naturale», spiega lo psicologo e psicoterapeuta Alessandro Calderoni, founder di Psymind, centro clinico a Milano e Torino, e Relief, servizio di sollievo psicologico rapido, da poter attivare con App ovunque ci si trovi.
Ritrovare la propria mappa emotiva
Il viaggio per i giovani, inoltre, ha una valenza emotiva specifica. Per questo, come il vecchio Interrail, può essere importante: «Si sale in una città e si scende in un’altra, quindi il viaggio permette di scoprire che la geografia esterna può avere un corrispettivo nella mappa interna di paure, speranze, nuovi obiettivi e vecchi valori, quindi è un viaggio in cui la destinazione è un po’ un pretesto per ridisegnare la propria bussola personale», aggiunge Calderoni.
Cosa significa il viaggio dopo la maturità
Mettersi lo zaino in spalla e salire su un treno dopo gli esami di maturità ha anche un altro significato: «Si tratta di uno degli unici, ultimi residui riti di passaggio che sanciscono la fine dell’adolescenza e l’ingresso in una fase di maggiore autonomia (l’età adulta oggi è un po’ posticipata). La corteccia prefrontale, l’area che regola le emozioni e si usa per prendere decisioni complesse, è in pieno sviluppo, quindi scegliere itinerari, destreggiarsi tra orari e coincidenze, gestire un budget o trovare punti di interesse è una palestra per il cervello e per l’autonomia. Poi si tratta dell’ultima estate lunga della vita, prima di università o lavoro: questo vuoto “fertile” può essere riempito con esperienze significative, lasciando casa da soli o con gli amici», osserva l’esperto.
Meglio da soli o in compagnia?
Naturalmente le modalità del singolo viaggio sono legate alla personalità di sale su un treno: «Se un giovane (o meno giovane) ha molto senso del gruppo gli sarà congeniale il viaggio in compagnia, mentre sarà vissuto più come sforzo partire in solitaria. Se, al contrario, è più indipendente, ci vorrà più impegno nel condividere il viaggio con altri, mentre sarà più a suo agio da solo. In generale quest’ultima modalità amplifica la sperimentazione e l’introspezione, occorre cavarsela da soli, autoregolarsi, fare problem solving, mentre viaggiare con altri potenzia l’intelligenza sociale: significa negoziare, condividere, ma anche costruire memorie sociali. Io suggerirei di provare entrambe o seguire la strada ibrida: un pezzo di strada da soli per scoprire una parte di sé e una in gruppo per sperimentare la cooperazione», conclude l’esperto
Viaggi sempre più green
Oggi anche la sostenibilità ambientale ha più peso: «Conta molto per tre ragioni: la prima è che la Gen Z vive in un contesto di eco-ansia, documentata dalla letteratura scientifica, quindi immergersi in ecosistemi intatti può funzionare come antidoto emotivo. Permette di scoprire che la natura non si sta solo distruggendo come invece si può pensare ascoltando notizie spesso catastrofiche. La seconda ragione è legata alla teoria del restorative environment, secondo cui i luoghi non affollati rigenerano l’attenzione che normalmente è invece frammentata a causa del multitasking digitale. Il terzo motivo ha a che fare col trend del solo travel: dopo il boom dei viaggi aerei, oggi si preferisce la rotaia per la minor impronta di carbonio, perché permette di avere coerenza tra valori ecologici e comportamenti concreti», spiega ancora Calderoni.
Pronti, partenza e via
Per 8 giovani su 10 (79%), dunque, è ormai tempi di vacanze in treno, per lo più all’estero. A dirlo sono i dati del secondo il Travel Trend Report 2025 di Trainline, secondo cui il 35% degli italiani afferma di apprezzare la possibilità di osservare il paesaggio che scorre, scoprendo piccole perle nascoste o raggiungendo mete iconiche, classiche, godendosi nel contempo il percorso verso le proprie destinazioni. Per i giovani tra i 18 e i 35 anni, è possibile usare la Carta Giovani Nazionale che rende più accessibile ed economico il viaggio. Ma dove andare?
Le mete preferite
Secondo Trainline, che ha stilato una specifica lista, ai primi tre posti ci sono luoghi in grado di unire culture, sapori, divertimenti, ma anche gite fuoriporta nella natura. Sul gradino più alto si trova Barcellona, seguita da Berlino, con la sua storia, le gallerie d’arte alternative, i club leggendari e gli spazi verdi; infine Siviglia, nota per l’architettura moresca, i giardini lussureggianti e l’atmosfera vibrante del flamenco. A completare la top 5 si trovano invece Amsterdam e Madrid.