Da 182 a 212 euro (+17%): è l‘incremento medio registrato dal 2021 a oggi per una postazione (un ombrellone e due lettini) nelle prime quattro file in spiaggia. Una tendenza ormai consolidata negli anni e fotografata dall’annuale inchiesta di Altroconsumo, che raccoglie le tariffe di 213 stabilimenti balneari in Italia. A conferma di quanto sia «salato» il mare, l’associazione di consumatori sottolinea inoltre come l’aumento del 5% dei prezzi rispetto al 2024 vada ben oltre il tasso d’inflazione intorno al 2%.
L’indagine su 213 stabilimenti balneari
Per l’indagine, Altroconsumo ha contattato in forma anonima gli stabilimenti distribuiti in dieci località: Alassio, Lignano, Viareggio, Rimini, Senigallia, Anzio, Palinuro, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos. I preventivi si riferiscono alla settimana dal 3 al 9 agosto e includono ombrellone e due sdraio o lettini. I prezzi variano anche in base alla posizione (prima, seconda, terza e quarta fila).
I prezzi delle spiagge
Alassio si conferma essere negli anni la località più costosa: per una settimana in spiaggia, il prezzo medio delle prime quattro file è di 340 euro, con la prima fila che arriva fino a 354 euro. Tra le più costose, dopo la località ligure, ci sono Gallipoli (295 euro prezzo medio, 316 euro prima fila), Alghero (240 euro prezzo medio, 251 euro prima fila) e Viareggio (217 euro per tutte le file).
All’opposto c’è Rimini, che si distingue per la sua offerta più accessibile: 150 euro prezzo medio e 166 euro per la prima fila. Prezzi popolari anche per Lignano (154 euro prezzo medio, 164 euro prima fila), Senigallia (158 euro prezzo medio, 169 euro prima fila) e Anzio (176 euro prezzo medio, 182 euro prima fila).
In generale, alcune località hanno registrato un aumento ancora più marcato rispetto al 5%: ad Alghero e Senigallia si registra un’impennata del 9%, mentre a Palinuro e Gallipoli il rincaro è del 7%.

Stabilimenti balneari, quali sono le spese extra?
Oltre alla spesa per ombrellone e lettini, numerose sono le micro-spese che incidono sul costo complessivo di una settimana in spiaggia: docce, cabine, giochi da spiaggia, uso dei servizi igienici e del frigorifero. Per esempio, in alcune località liguri, è prassi far pagare un supplemento per l’ingresso della terza persona, rendendo l’esperienza più onerosa per le famiglie numerose: un ombrellone con due lettini può costare anche 55 euro al giorno se si aggiungono i costi extra per altri membri della famiglia.
Altroconsumo per la riforma del settore
Di fronte a tariffe sempre più elevate e in costante crescita, la spiaggia libera appare una valida alternativa, ma è sempre più difficile trovarla. La politica delle concessioni ha rallentato la concorrenza tra i balneari a svantaggio dei cittadini. Il sistema delle concessioni balneari, spesso perpetuato senza bandi pubblici, ha ostacolato la concorrenza e contribuito all’innalzamento dei prezzi. Per questo Altroconsumo ha lanciato una petizione per una riforma del settore, che garantisca la spiaggia accessibile per tutti e affidi in concessione una porzione dei litorali attraverso bandi che premiano la qualità e la sostenibilità dei servizi offerti.