Per quattro anni sono state filmate nello spogliatoio della loro squadra. Le protagoniste della vicenda sono 14 calciatrici dell’1. FC Slovacko, club della prima divisione femminile ceca. A riprenderle a loro insaputa l’allenatore, Petr Vlachovsky, che utilizzava una mini telecamera nascosta in uno zaino mentre le giocatrici si cambiavano o facevano la doccia.

La sentenza, arrivata lo scorso maggio, ha però sollevato molte critiche. Il tecnico è stato condannato a un anno di reclusione con pena sospesa e a cinque anni di squalifica dal calcio ceco. Una punizione che non gli impedisce di allenare all’estero. Ed è proprio questo aspetto che ha scatenato la protesta delle giocatrici e della Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori.

Cosa è successo nello spogliatoio dello Slovacko

Petr Vlachovsky ha filmato le giocatrici dello Slovacko per circa quattro anni utilizzando una telecamera miniaturizzata nascosta in uno zaino. Le riprese avvenivano nello spogliatoio, mentre le atlete si cambiavano o facevano la doccia.

Le vittime accertate sono quattordici calciatrici e la più giovane, al momento dei fatti, aveva 17 anni. Durante le indagini è emerso anche il possesso di materiale pedopornografico da parte dell’allenatore.

Le giocatrici non si erano accorte di nulla. Il caso è diventato pubblico solo successivamente, quando le atlete hanno deciso di raccontare quanto accaduto con il sostegno delle organizzazioni dei calciatori.

La condanna: un anno con pena sospesa e cinque anni di squalifica

Lo scorso maggio Vlachovsky è stato condannato a un anno di reclusione con pena sospesa. Oltre alla condanna penale, è stata decisa una squalifica di cinque anni dal calcio ceco.

Questo significa che l’allenatore non potrà lavorare nel calcio in Repubblica Ceca fino al 2030. Tuttavia la sanzione non ha valore internazionale. In altri Paesi, almeno dal punto di vista sportivo, potrebbe tornare ad allenare anche prima.

Proprio questo aspetto è diventato uno dei punti più contestati della vicenda. Secondo la Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori e delle calciatrici, una sanzione limitata al solo ambito nazionale non garantisce una tutela sufficiente.

La reazione delle calciatrici: «Una presa in giro»

Le giocatrici coinvolte hanno raccontato di aver vissuto mesi molto difficili dopo aver scoperto di essere state filmate. Alcune di loro hanno parlato apertamente dei traumi psicologici provocati dalla vicenda.

«Pensiamo tutte che sia una presa in giro», ha dichiarato la calciatrice Kristyna Janku, una delle atlete coinvolte.

La stessa giocatrice ha spiegato che sue compagne di squadra hanno vissuto momenti di forte angoscia. «Alcune avevano difficoltà a dormire, altre arrivavano a vomitare», ha raccontato ai media cechi.

Anche la calciatrice Alena Peckova ha descritto le conseguenze psicologiche dello scandalo. Dopo aver scoperto le riprese clandestine, ha raccontato di non sentirsi più al sicuro nemmeno nello spogliatoio e di aver iniziato a provare disgusto per il proprio corpo.

Il sostegno dei sindacati e la richiesta di una squalifica globale

Nonostante la frustrazione per la sentenza, le giocatrici non sono rimaste sole. Il Cafh, il sindacato dei calciatori cechi, e la Fifpro hanno offerto assistenza legale e supporto psicologico alle atlete.

L’obiettivo delle organizzazioni è ottenere misure più severe contro gli abusi nello sport. Tra le richieste principali c’è quella di introdurre una squalifica globale, che impedisca a un allenatore condannato per reati di questo tipo di lavorare nel calcio in qualsiasi Paese.

Marketa Vochoska Haindlova, presidente del Cafh e membro del consiglio direttivo di Fifpro Europe, ha spiegato che il sindacato è in contatto diretto con le giocatrici per garantire supporto legale e assistenza psicologica.

La richiesta è chiara: introdurre norme che prevedano l’esclusione definitiva dal calcio per chi commette abusi sessuali. Si lavora anche per rafforzare le misure di sicurezza e per facilitare la condivisione di informazioni tra federazioni, così da evitare che tecnici condannati possano semplicemente cambiare Paese e ricominciare a lavorare.