Due medaglie d’oro, un risultato storico e poi lo sfogo. Francesca Lollobrigida conquista Milano-Cortina vincendo nei 3.000 e nei 5.000 metri del pattinaggio di velocità. Diventa l’italiana più vincente di sempre nella sua disciplina ai Giochi invernali. Ma accanto al trionfo sportivo, l’atleta romana affronta anche una polemica social nata dopo l’intervista con il figlio in braccio. A Casa Italia sceglie di rispondere con parole chiare.
Il doppio oro a Milano-Cortina e l’ingresso nella storia
Il primo titolo arriva nei 3.000 metri. Il secondo nei 5.000. Due gare diverse, stessa determinazione. Con questa doppietta, Lollobrigida scrive una pagina importante dello sport azzurro.
Dopo la prima vittoria, la scena che fa il giro dei social è quella dell’abbraccio con il figlio Tommaso. Un gesto spontaneo, arrivato dopo giorni di lontananza. «Io sono stata molto spontanea, volevo abbracciarlo perché comunque non lo vedevo da una settimana», racconta.
Prima della gara, spiega, c’era stato solo un saluto veloce. «Prima di entrare in gara ho avuto il tempo di un bacio per salutarlo, poi sono entrata nella mia bolla».
L’abbraccio al figlio e le critiche sui social
Quel momento di tenerezza diventa virale. Accanto ai messaggi di affetto, però, arrivano anche commenti negativi. Alcuni utenti criticano il comportamento del bambino durante l’intervista.
Lollobrigida non nasconde il dispiacere. «Ci sono rimasta male anche per molti commenti cattivi», dice a Casa Italia. La ferisce soprattutto il fatto che alcune critiche arrivino da altre donne. «Mi è dispiaciuto perché non è stato bello, poi soprattutto dalle donne».
In alcune reazioni online, il bambino viene definito «maleducato». È questo il punto che colpisce di più la campionessa.
Lo sfogo a Casa Italia: «Dite tutto a me, non a un bambino»
A Casa Italia, dopo il secondo oro, Lollobrigida affronta direttamente la questione. «Dite tutto a me, ma non a un bambino di due anni», afferma. E aggiunge: «La cosa che mi ha fatto più male è stato leggere che qualcuno ha dato del maleducato a mio figlio».

La pattinatrice ribadisce che quel gesto era solo il bisogno di riabbracciare suo figlio. «Lui non era mai entrato al villaggio olimpico. Non mi vedeva da una settimana, voleva la mamma tutta per sé».
Nel suo intervento non c’è rabbia, ma una richiesta di rispetto. Per lei e soprattutto per il bambino.
«Non mi sono arresa, lo devo a mio figlio»: le parole dopo i 5.000 metri
Dopo la vittoria nei 5.000 metri, Lollobrigida racconta anche il percorso emotivo che l’ha portata fino a quel traguardo. «Chi mi stava vicino poteva percepire il mio stato d’animo: non mi sono arresa e devo ringraziare mio figlio».
Ripensa ai momenti difficili della stagione. «Se ripenso, posso dire che mi escono le lacrime. Ho i messaggi salvati in cui dico ‘basta’, non posso presentarmi così».
Accanto a lei, però, c’è stato chi ha insistito perché non mollasse. «Volevo che andasse in tutta altra maniera, però hanno insistito, pure loro hanno lottato insieme a me per riportarmi in carreggiata e li ringrazio tantissimo».
Il figlio diventa la motivazione più forte. «Ogni volta che lo guardavo, pensavo: non voglio che abbia una mamma che gli insegni il fatto che ha rinunciato prima ancora di presentarsi sulla linea di partenza».
Il messaggio alle donne: «Dobbiamo incoraggiarci»
Nel suo intervento c’è anche un passaggio sulla solidarietà femminile. «Io penso che noi donne ci dobbiamo incoraggiare», afferma. Cita anche l’esempio di Federica Brignone: «La vittoria di Federica mi ha gasato».
Poi aggiunge una riflessione: «Uno può prendere spunto o decidere pure, no, non voglio fare come lei, non è che è obbligatorio, però non criticarlo proprio in maniera così». Parole che allargano il discorso oltre la polemica. Non solo la difesa di un momento privato, ma un invito a sostenersi, soprattutto tra donne.