Diversi supermercati europei, Italia compresa, sono stati colpiti da attacchi hacker che hanno manomesso i sistemi di refrigerazione, provocando il surriscaldamento dei freezer e il deterioramento degli alimenti.
In Sicilia sono stati coinvolti almeno quattro punti vendita Coop, mentre in altri Paesi europei le temperature dei congelatori avrebbero raggiunto addirittura i 50 gradi.
Gli episodi hanno fatto scattare l’allerta delle autorità e sollevato interrogativi sulla sicurezza della filiera alimentare. Come hanno fatto gli hacker a prendere il controllo dei freezer? E quali conseguenze potrebbero esserci per le scorte alimentari e la spesa quotidiana?
Attacchi hacker ai supermercati: che cosa è successo in Italia e in Europa
La mattina del 2 novembre, in alcuni supermercati europei, i dipendenti si sono trovati davanti a una situazione disarmante. I congelatori, anziché mantenere gli alimenti sottozero, avevano cominciato a riscaldarsi. In alcuni casi, secondo le ricostruzioni diffuse dalle agenzie di stampa, le temperature hanno raggiunto i 50 °C. Un’anomalia che ha compromesso la conservazione dei prodotti e costretto diversi punti vendita a intervenire rapidamente.
Le segnalazioni sono arrivate da Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Paesi Bassi e Irlanda. Tra le insegne interessate figurano Carrefour, Delhaize, Spar e Intermarché. In Svezia, alcuni negozi delle catene Ica e Coop hanno dovuto sospendere temporaneamente l’attività per gestire i problemi agli impianti.
«In questo momento stiamo svuotando i congelatori, non c’è molto altro che possiamo fare», ha raccontato alla televisione pubblica svedese Dennis Vidal, responsabile di uno dei negozi colpiti dagli attacchi. Anche quando i frigoriferi hanno ripreso a raffreddarsi, parte degli alimenti era ormai deteriorata.
L’allarme è arrivato anche in Italia. In Sicilia, almeno tre supermercati Coop a Catania e uno a Palermo hanno subito attacchi ai sistemi di refrigerazione, anche se il gruppo ha voluto rassicurare i clienti che tutti i 300 punti vendita in Sicilia sono tornati regolarmente operativi.
La Polizia postale sta ricostruendo la provenienza delle intrusioni e verificando eventuali collegamenti con gli episodi europei. Non è la prima volta che accade qualcosa di simile. Già il 12 ottobre, infatti, diversi supermercati francesi avevano registrato problemi ai sistemi di refrigerazione.
E il fenomeno potrebbe riguardare una filiera più ampia. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha segnalato un incidente notificato da un’azienda toscana della ristorazione collettiva. Ha inoltre rilevato un attacco, non ancora notificato al momento della comunicazione, contro un’impresa emiliana che produce surgelati.
Come fanno gli hacker a prendere il controllo dei freezer
I frigoriferi dei supermercati non sono più semplici apparecchi elettrici. Molti impianti utilizzano sistemi digitali che permettono di controllare temperature, consumi e malfunzionamenti anche a distanza.
Un tecnico può verificare il funzionamento di decine di banchi refrigerati senza raggiungere fisicamente ogni negozio. Può ricevere segnalazioni di guasti, modificare alcuni parametri e intervenire rapidamente quando qualcosa non funziona.
Ma questa comodità può trasformarsi in una vulnerabilità quando i sistemi non sono adeguatamente protetti.

I dispositivi di telecontrollo comunicano attraverso reti informatiche e, in alcuni casi, sono raggiungibili tramite Internet. Se un aggressore riesce ad accedere alle funzioni di gestione, può modificare le impostazioni dell’impianto senza trovarsi sul posto.
Una delle modalità descritte negli episodi europei consiste nell’attivazione forzata dello sbrinamento. Normalmente questa funzione serve a eliminare il ghiaccio che si accumula nei sistemi di refrigerazione. Se viene utilizzata impropriamente o mantenuta attiva troppo a lungo, può provocare un aumento anomalo della temperatura.
È così che un congelatore può smettere di proteggere gli alimenti e diventare, paradossalmente, una fonte di calore.
Il problema riguarda soprattutto la sicurezza dei dispositivi più vecchi o non aggiornati. Dopo gli incidenti francesi, il produttore danese Danfoss aveva richiamato l’attenzione su apparecchiature obsolete, non più in grado di ricevere aggiornamenti software e di sicurezza.
Il rischio dipende dalle caratteristiche degli impianti, dalle protezioni adottate e dalla possibilità di accedere dall’esterno ai sistemi di controllo. La questione va oltre i supermercati. Tecnologie simili vengono utilizzate nei magazzini alimentari, nei centri di distribuzione e negli stabilimenti di produzione.
Guerra ibrida e cyberattacchi: perché colpire la catena alimentare
Perché un hacker dovrebbe prendere di mira un congelatore anziché un conto bancario o un archivio di dati?
Negli attacchi informatici tradizionali, l’obiettivo è spesso sottrarre informazioni, estorcere denaro o bloccare un servizio. Nel caso dei supermercati, invece, il danno può manifestarsi direttamente nel mondo fisico: alimenti deteriorati, negozi costretti a fermarsi e prodotti che non possono più essere venduti.
È per questo che si parla di possibile guerra ibrida. Con questa espressione si indicano strategie che combinano strumenti diversi, compresi quelli informatici, per esercitare pressione su un Paese senza ricorrere necessariamente a un conflitto militare aperto.
Colpire una filiera alimentare potrebbe avere conseguenze che vanno oltre il danno economico immediato. Significherebbe interferire con la distribuzione dei prodotti, aumentare i costi per le imprese e mettere in discussione l’affidabilità di servizi considerati essenziali.
Al momento non è stata resa pubblica un’attribuzione definitiva degli attacchi a uno Stato o a un’organizzazione. Le autorità stanno ancora verificando se gli episodi siano collegati e chi possa esserne responsabile.
La preoccupazione delle istituzioni europee, comunque, è concreta. Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha definito gli episodi un tentativo deliberato di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare e minare la fiducia dei consumatori. Ha inoltre annunciato l’intenzione di portare la questione all’attenzione degli altri commissari.
C’è poi un ulteriore elemento che gli esperti stanno osservando: l’evoluzione delle tecniche di attacco grazie all’intelligenza artificiale.
Il Centro per la sicurezza informatica del Belgio ha segnalato una crescente preoccupazione per l’impiego dell’IA negli incidenti informatici. Non esistono però, allo stato delle informazioni disponibili, prove pubbliche che ne dimostrino l’utilizzo specifico negli attacchi ai freezer.
Il problema è più generale. L’intelligenza artificiale può rendere alcune attività dei criminali informatici più rapide e sofisticate. Lo dimostrano anche le sperimentazioni sui malware capaci di sfruttare l’intelligenza artificiale per rubare i dati personali degli utenti.
La trasformazione riguarda anche le tecniche di inganno. Dalle false comunicazioni aziendali ai messaggi sempre più credibili, le truffe informatiche realizzate con l’intelligenza artificiale dimostrano quanto sia importante proteggere gli accessi digitali.
Fenomeni differenti dagli attacchi ai sistemi frigoriferi, ma che raccontano una stessa trasformazione: la sicurezza informatica non riguarda più soltanto computer e smartphone. Coinvolge sempre più spesso attività, servizi e infrastrutture da cui dipende la vita quotidiana.
L’allarme del governo italiano e le misure per proteggere i sistemi
La portata degli episodi ha spinto anche il governo italiano a intervenire. Per il 3 novembre è stata convocata a Palazzo Chigi una riunione coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
All’incontro sono stati invitati il direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e i vertici delle agenzie di intelligence. L’obiettivo è fare il punto sugli attacchi che hanno interessato i sistemi di refrigerazione commerciale in Europa.
Parallelamente, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha richiamato gli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e della refrigerazione industriale alla necessità di rafforzare le difese.
L’attenzione si concentra soprattutto sui sistemi di controllo remoto. L’Agenzia raccomanda di verificare se siano accessibili direttamente da Internet e di proteggerli all’interno di reti separate da quelle aziendali.
Tra le misure indicate figurano anche l’utilizzo di connessioni VPN, l’autenticazione a più fattori, il controllo degli account con privilegi elevati e l’aggiornamento dei dispositivi. Quando un’apparecchiatura non riceve più supporto dal produttore, può rendersi necessaria la sostituzione.
Sono interventi che richiedono investimenti e organizzazione, soprattutto per le aziende che gestiscono numerosi punti vendita e impianti distribuiti sul territorio.
Il principio è lo stesso che vale per molti strumenti digitali utilizzati ogni giorno. Come ricordano gli esperti parlando di protezione dei dati online e sicurezza dei dispositivi, aggiornamenti regolari e sistemi di autenticazione più robusti riducono le possibilità di accessi non autorizzati.
Scorte alimentari a rischio: che cosa può cambiare per chi fa la spesa
Questi attacchi possono provocare scaffali vuoti o difficoltà nel trovare determinati prodotti?
Spesso non basta riportare un congelatore alla temperatura corretta per recuperare automaticamente ciò che contiene. Occorre verificare per quanto tempo i prodotti siano rimasti esposti al calore e quali temperature abbiano raggiunto. Se non è possibile garantirne la sicurezza, gli operatori devono escluderli dalla vendita.
Questo significa perdite economiche per le aziende, spreco alimentare e necessità di ripristinare le scorte. In alcuni casi può comportare anche la chiusura temporanea dei reparti o dei punti vendita interessati.
Se gli attacchi dovessero interessare anche magazzini frigoriferi, centri logistici o stabilimenti di produzione, le conseguenze potrebbero estendersi a più passaggi della filiera alimentare.
Per i consumatori non ci sono elementi che giustifichino una corsa alle scorte. Il problema riguarda soprattutto la capacità delle aziende di proteggere gli impianti, controllare la sicurezza dei prodotti e ripristinare rapidamente le normali condizioni di vendita.