Giovane donna invia un messaggio vocale

È boom di messaggi vocali: perché sono così diffusi?

Messaggi vocali preferiti a quelli testuali e in molti casi anche alle chiamate: moda passeggera o cambiamento significativo?

In una società nella quale siamo sovraccarichi di messaggi, tormentati dall’ansia per le telefonate e stanchi dalle videochat, molte persone si rivolgono a un’altra forma di comunicazione: i messaggi vocali. Si tratta di brevi registrazioni audio scambiate grazie alle funzionalità integrate nelle app di messaggistica più popolari come WhatsApp, iMessage e Telegram.

Secondo un sondaggio su un campione casuale di mille adulti condotto da YouGov per Vox, il 62% degli americani afferma di aver inviato un messaggio vocale e circa il 30% comunica in questo modo quotidianamente. I giovani utilizzano maggiormente la messaggistica vocale con il 43% degli intervistati di età compresa tra i 18 e i 29 anni che conferma di impiegare la funzione almeno una volta a settimana. L’anno scorso WhatsApp ha dichiarato che ogni giorno vengono inviati sull’app oltre 7 miliardi di messaggi vocali.

Instagram blocca immagini e video indesiderati nei messaggi

VEDI ANCHE

Instagram blocca immagini e video indesiderati nei messaggi

Perché si utilizzano i messaggi vocali?

I messaggi vocali ci danno parte della profondità emotiva e delle sfumature che mancano ai testi che invece comprimono i nostri sentimenti. Il fatto che le persone stiano abbracciando un formato di messaggistica relativamente nuovo e più espressivo per parlare tra loro può riflettere un fenomeno più profondo: il desiderio di rafforzare le relazioni mentre gli orrori della pandemia si allontanano gradualmente ed emergiamo da un periodo di isolamento sociale e solitudine.

La scienza della messaggistica vocale

Esiste una logica scientifica per cui le persone preferiscono i messaggi vocali ai testi in alcune situazioni.

Ricerche dimostrano infatti che ascoltando la voce di un interlocutore, anche per pochi secondi, si colgono quelli che vengono chiamati “segnali paralinguistici“, ovviamente assenti nei testi scritti. Questi segnali aiutano le persone a trasmettere il messaggio, soprattutto quando si tratta di comunicare emozioni complesse.

Anche se i segnali paralinguistici possono essere sottili, sono “umanizzanti” e ricordano che chiunque stai ascoltando “è una persona premurosa e sensibile”, spiega Juliana Schroeder, professoressa alla Haas School of Business della UC Berkeley.

Qual è il social migliore per il messaggio che vuoi trasmettere?

VEDI ANCHE

Qual è il social migliore per il messaggio che vuoi trasmettere?

La ricerca messa in campo dalla professoressa Schroeder conferma che attraverso la voce le persone hanno maggiori probabilità di avere una “vicinanza empatica” e una migliore comprensione dello stato mentale in cui si trova l’interlocutore, a differenza di quando si limitano a leggere i suoi messaggi testuali. “Quando le persone ascoltano qualcuno parlare invece di leggere quello che scrive, lo percepiscono come più autentico, ragionevole, emotivo“, dice Schroeder.

Questione privacy

C’è un’altra ragione per cui c’è chi predilige il vocale ai messaggi di testo: la privacy. Su iMessage, ad esempio, i messaggi audio scompaiono per impostazione predefinita dopo due minuti, conferendo loro una natura effimera. Naturalmente, se qualcuno lo volesse, potrebbe anche salvare l’audio e inviarlo. Ciò detto, resta questo il motivo per cui alcune persone affermano di sentirsi più a loro agio nel condividere dettagli personali tramite messaggistica vocale.

L’immediatezza dei messaggi vocali

Molti inviano vocali perché immediati, evitando così dubbi o ripensamenti che il tempo della scrittura potrebbe portare con sé. Sia su WhatsApp che su iMessage, per impostazione predefinita, le note vocali vengono inviate istantaneamente. Sebbene entrambe le app diano la possibilità di ascoltare il proprio messaggio prima di inviarlo e di registrarlo nuovamente nel caso lo si desideri, è molto più semplice inviarne uno senza pensarci troppo: un compito più difficile da fare con i testi scritti.

Altre persone ancora preferiscono note vocali perché semplicemente richiedono meno sforzo rispetto alla creazione di un testo, soprattutto per le conversazioni più improvvisate.

Giovane donna invia messaggio vocale

Le barriere linguistiche

Anche se i messaggi vocali sembrano prendere sempre più piede negli Stati Uniti, sono da tempo popolari a livello internazionale, in particolare su WhatsApp, che dispone di questa funzionalità dal 2013.

I messaggi vocali sono un valido aiuto “perché non tutte le lingue sono facili da scrivere“, spiega Zafir Khan, responsabile dei prodotti di consumo di WhatsApp, che usa la funzione per restare in contatto con i parenti in Pakistan con cui può parlare – ma non leggere e scrivere – in urdu. Nel sondaggio YouGov condotto su mille utenti americani, circa il 13% ha affermato di utilizzare la messaggistica vocale proprio appositamente per superare le barriere linguistiche.

Una moda passeggera o un cambiamento significativo?

È chiaro il motivo per cui alla gente piacciono i messaggi vocali. Ma stanno effettivamente migliorando le nostre relazioni in modo significativo? E andranno e verranno come hanno fatto altre mode passeggere nell’audio?

Diversi studi hanno dimostrato che le persone si sentono più legate socialmente quando comunicano tramite telefonata piuttosto che attraverso la comunicazione testuale. Non è dato tuttavia sapere se questi risultati valgano anche per i messaggi vocali che, a differenza delle telefonate, sono “asincroni”: non si parla cioè con l’altra persona nello stesso momento.

Secondo Amit Kumar, professore di marketing e psicologia presso l’UT Austin, che ha condotto ricerche sull’argomento “mentre stiamo conversando vedo annuire o dissentire il mio interlocutore. Lui può intervenire con domande… e io posso rispondere in tempo reale. Lo scambio crea un legame sociale nelle telefonate e nelle videochiamate, ma quel legame potrebbe non essere così forte con i messaggi vocali”.

Cosa trasmetti agli altri quando ignori i messaggi?

VEDI ANCHE

Cosa trasmetti agli altri quando ignori i messaggi?

Le note vocali potrebbero inoltre essere meno “convenienti” dei testi, perché ci vuole più tempo per ascoltarli. Il consulente di social media Matt Navarra ha detto in proposito che alcune persone non vogliono essere disturbate dall’ascolto delle note vocali, che “hanno molti più vantaggi per il mittente che per il destinatario”. Si tratta di “una forma di comunicazione piuttosto egoistica“, ha aggiunto.

Khan di WhatsApp ha riconosciuto che i messaggi vocali possono essere “più scomodi da ascoltare rispetto ai messaggi di testo” e ha affermato che questo è il motivo per cui l’app di messaggistica ha implementato funzionalità per rendere i vocali più fruibili per le persone che non hanno il tempo di ascoltarli, come velocità di riproduzione più elevate. L’azienda sta anche testando la trascrizione automatica dei messaggi vocali, che potrebbe aiutare le persone a recepirli più rapidamente, ma toglierebbe anche parte del loro fascino personale.

Riproduzione riservata