È una lettera a fare da ultimo, drammatico tassello nella vicenda del femminicidio di Anguillara. Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, genitori di Claudio Carlomagno, arrestato per l’uccisione della moglie Federica Torzullo, si sono tolti la vita a pochi giorni dalla tragedia.
I due coniugi hanno scelto il suicidio all’interno della loro abitazione. Hanno lasciato uno scritto indirizzato all’altro figlio, Davide, e contenente anche un messaggio rivolto ai media. Nella lettera avrebbero spiegato le ragioni del gesto, maturato in un clima di forte pressione emotiva e mediatica seguita all’arresto del figlio e alla diffusione delle notizie sull’inchiesta.
Il ritrovamento dei corpi
A far scattare l’allarme è stato proprio Davide Carlomagno, che da tempo non riusciva a mettersi in contatto con i genitori. Preoccupato per la loro sorte, l’uomo ha contattato una zia, chiedendole di recarsi nella villetta dei coniugi.
Una volta arrivata sul posto ed entrata in casa, la donna ha fatto la tragica scoperta: entrambi i corpi si trovavano all’interno dell’abitazione. È stata lei ad allertare immediatamente il 118. Sul luogo sono intervenuti anche i carabinieri per i rilievi del caso. Fin dai primi accertamenti, l’ipotesi privilegiata dagli investigatori è stata quella del suicidio.
La lettera
Accanto ai corpi è stata rinvenuta una lettera scritta dai coniugi Carlomagno. Il testo era indirizzato all’altro figlio, Davide, al quale i genitori avrebbero affidato le motivazioni del gesto. I due hanno spiegato il contesto di sofferenza e di isolamento in cui si sentivano precipitati dopo l’esplosione del caso giudiziario.
Nello scritto vi sarebbe anche una parte espressamente rivolta ai media. Il riferimento diretto è all’esposizione pubblica e alle reazioni suscitate dalla vicenda, divenuta in pochi giorni oggetto di un’attenzione mediatica e social molto intensa. La lettera è ora agli atti dell’indagine.
Le indagini per istigazione al suicidio
La Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Si tratta di un atto dovuto che consente agli inquirenti di disporre gli accertamenti medico-legali, a partire dalle autopsie, e di verificare se i coniugi abbiano subìto pressioni psicologiche rilevanti.
L’attenzione degli investigatori si concentra anche sul contesto in cui Pasquale Carlomagno e Maria Messenio hanno maturato la decisione di togliersi la vita, comprese le reazioni e i commenti circolati sui social network dopo la diffusione delle notizie sull’inchiesta per il femminicidio.
Sul punto è intervenuto anche Andrea Miroli, avvocato di Claudio Carlomagno: «Purtroppo ancora ieri però si leggevano sui social messaggi come “quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro”. Leggendo questo e sapendo quanto la pressione mediatica possa turbare le coscienze di chi si trova a vivere queste tremende situazioni, dovremmo forse tutti esercitarci in una pedagogia collettiva affinché certe vicende non straripino dai confini prettamente giuridici»
Chi erano Pasquale Carlomagno e Maria Messenio
Maria Messenio, 65 anni, era una figura conosciuta ad Anguillara Sabazia per il suo impegno nell’amministrazione comunale. Aveva ricoperto l’incarico di assessora alla sicurezza fino a pochi giorni prima della tragedia. In seguito all’arresto del figlio e al ritrovamento del corpo della nuora aveva rassegnato le dimissioni.
Il marito Pasquale Carlomagno, 69 anni, era comparso nelle carte dell’inchiesta sul femminicidio: il suo furgone era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre transitava nei pressi della villa della coppia nelle ore immediatamente successive al delitto, fermandosi per alcuni minuti. Un elemento citato nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti del figlio Claudio.
Il femminicidio di Anguillara, cosa è successo
La vicenda ha avuto origine con il femminicidio avvenuto ad Anguillara Sabazia. Federica Torzullo, 41 anni, è stata uccisa nella notte tra il 2 e il 3 gennaio all’interno della villetta di famiglia dove viveva con il marito e il figlio piccolo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Federica sarebbe stata colpita a morte al termine di una lite domestica dal marito Claudio Carlomagno.
Dopo l’omicidio l’uomo avrebbe avvolto il corpo e lo avrebbe caricato in auto, allontanandosi dall’abitazione. Il cadavere è stato ritrovato parzialmente sotterrato all’interno di un canneto situato nell’azienda di scavi di Carlomagno. La scomparsa della donna era stata inizialmente giustificata dal marito come un allontanamento volontario, versione che non ha convinto gli investigatori.
Il 9 gennaio Claudio Carlomagno è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Ora, stando alle parole del suo legale, «è venuto a conoscenza della morte dei genitori ed è sorvegliato a vista in carcere» per timore che anche lui possa compire un gesto estremo.
Una famiglia distrutta
Sull’accaduto è intervenuto anche l’avvocato di Claudio Carlomagno, Andrea Miroli. Il legale ha sottolineato l’impatto della vicenda sui familiari: «Il mio pensiero adesso va non solo al mio assistito e a come affronterà questa terribile notizia, ma anche a suo figlio che in pochi giorni ha perso la mamma, i nonni e per molto tempo il padre», ha aggiunto.
«Questa vicenda dimostra più che mai che anche i familiari di chi commette un reato così grave sono vittime, vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono dolorosamente anche a chi non ne ha alcuna responsabilità, una catabasi, una discesa agli inferi che i signori Carlomagno non sono riusciti tragicamente a sopportare».