Femminicidio-suicidio a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno. Nel primo pomeriggio di ieri, al termine di una lite, Diego Di Domenico ha colpito con un coltello la compagna Anna Tagliaferri, che nonostante il trasporto d’urgenza in ospedale è deceduta per le ferite riportate. L’uomo ha accoltellato anche la madre della donna prima di lanciarsi nel vuoto dal terrazzo dello stabile, morendo sul colpo. I carabinieri stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto.

Almeno sette coltellate mortali alla compagna

Secondo quanto emerso finora, durante la lite Diego Di Domenico avrebbe afferrato un coltello e colpito la compagna almeno sette volte. L’aggressione è avvenuta nell’abitazione dove si trovava anche la madre di Anna, Giovanna, di 75 anni.

Dopo l’aggressione, l’uomo è uscito dall’appartamento, ha raggiunto il terrazzo dello stabile e si è gettato nel vuoto. Le urla hanno richiamato l’attenzione dei vicini, che hanno dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118. Per l’uomo non c’era più nulla da fare. I sanitari hanno tentato di salvare Anna con una corsa in ospedale, risultata però inutile a causa della gravità delle ferite.

Nel corso dell’aggressione è rimasta gravemente ferita anche la madre di Anna Tagliaferri. La donna ha cercato di difendere la figlia ed è stata colpita all’addome e alla gola. Le sue condizioni sono apparse da subito molto gravi e la 75enne è stata ricoverata in ospedale.

Anna Tagliaferri, la pasticceria di famiglia e la laurea in Economia

Anna Tagliaferri aveva 40 anni ed era una figura molto conosciuta a Cava de’ Tirreni. Insieme ai due fratelli gestiva la pasticceria Tirrena, attività storica della città, diventata nel tempo un punto di riferimento per i residenti.

Solo un mese fa il sindaco aveva consegnato alla famiglia una targa per celebrare i cinquant’anni di attività imprenditoriale nel settore dolciario. Alla cerimonia aveva partecipato anche Diego Di Domenico.

Anna era laureata in Economia aziendale e aveva conseguito un master in Marketing all’Università di Salerno. Chi la conosceva la descrive come una presenza attiva nell’attività di famiglia, con una vita ricca di relazioni, interessi e passioni, tra cui i viaggi e il mare.

La relazione fra Anna Tagliaferri e Diego Di Domenico

Secondo quanto riferito dai vicini, Anna Tagliaferri e Diego Di Domenico erano legati da molti anni, ma non convivevano. Lui era comunque presente nella vita della donna e collaborava nell’attività di famiglia.

Al momento non è stato chiarito il motivo che ha scatenato la lite. I carabinieri stanno raccogliendo testimonianze per ricostruire quanto accaduto nei minuti precedenti alla tragedia.

Il cordoglio della città e del sindaco

La notizia dell’omicidio-suicidio ha scosso profondamente Cava de’ Tirreni. Il sindaco Vincenzo Servalli ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale:

«Siamo senza parole — ha detto — tutti noi conoscevamo Anna e la sua famiglia, infaticabili lavoratori. Hanno saputo trasformare una piccola pasticceria in un’azienda di grande richiamo. Sono un esempio per tutti».

Il sindaco ha disposto la sospensione delle manifestazioni natalizie. Il giorno dei funerali di Anna Tagliaferri sarà proclamato il lutto cittadino.

Femminicidio, una piaga che va avanti

Il femminicidio di Anna Tagliaferri si inserisce in una scia inarrestabile di violenza contro le donne che, anche nel 2025, continua a insanguinare il Paese. Secondo il 12° Rapporto Eures, tra il 1° gennaio e il 20 ottobre 2025 sono state 85 le donne vittime di omicidio volontario sul territorio nazionale, con la maggioranza dei casi consumati all’interno di relazioni intime o familiari.

Di recente il femminicidio di Pamela Genini, uccisa a Milano dal compagno nel quartiere di Gorla, ha di nuovo acceso la luce su questa piaga sociale, così come negli ultimi anni casi come quelli di Giulia Tramontano e Giulia Cecchettin hanno scosso profondamente l’opinione pubblica.

Ma nonostante appelli e misure nei confronti di uomini violenti, che purtroppo troppo spesso si rivelano inefficaci, la violenza contro le donne resta un’emergenza strutturale. Una piaga intollerabile, che il più delle volte si sviluppa e cresce all’interno di relazioni tossiche che molte donne non sono in grado di troncare per ragioni che vanno dalla dipendenza economica allo stato di svalutazione, controllo e isolamento sociale nelle quali sono state costrette a vivere magari per anni.