La rivista statunitense Time dedica alla premier italiana la sua copertina intitolata «Where Giorgia Meloni Is Leading Europe» («Dove Giorgia Meloni sta conducendo l’Europa»). Il servizio, a firma di Massimo Calabresi, capo dell’ufficio di Washington dello storico magazine di attualità politica ed economica, è frutto di un colloquio con la premier a inizio luglio a Palazzo Chigi, e ricostruisce la carriera politica della leader di FdI fino agli ultimi tre anni in cui ha governato l’Italia emergendo «come una delle figure più interessanti in Europa», scrive l’autore.

«Giorgia Meloni figura centrale dell’establishment europeo»

A quasi tre anni dal suo insediamento, Giorgia Meloni si è trasformata da leader della destra radicale a figura centrale dell’establishment europeo, capace di guadagnarsi la fiducia di Joe Biden, Ursula von der Leyen e Donald Trump, sostiene il Time. Massimo Calabresi, parla di Meloni come di una leader capace di smarcarsi dalla retorica neofascista e di diventare un punto di riferimento per la nuova destra europea, riuscendo a coniugare il sostegno a Nato, Ue e Ucraina, senza rinunciare ad evocare un nazionalismo identitario.

Il nazionalismo meloniano

E a proposito di nazionalismo la premier spiega: «Per prima cosa dobbiamo difendere quello che siamo, la nostra cultura, la nostra identità, la nostra civiltà». Il suo nazionalismo, aggiunge, «è principalmente un modo per difenderci da una globalizzazione che non ha funzionato». E dichiara l’intenzione di «ricostruire la nostra identità, ricostruire l’orgoglio, l’orgoglio di essere quelli che siamo… A qualsiasi costo».

La prima donna premier in Italia

Meloni – ricorda il Time – è la prima donna a guidare il governo italiano ed è diventata una figura chiave nel panorama internazionale: ha consolidato la posizione euro-atlantica dell’Italia, preso le distanze dalla Cina, sostenuto l’Ucraina e costruito rapporti forti con Washington. «Una traiettoria che ha sorpreso chi, alla sua elezione nell’ottobre 2022, temeva un’involuzione autoritaria nello stile di Orban. Eppure, all’interno, la premier porta avanti un’agenda che rafforza l’esecutivo, limita alcune forme di protesta e riforma la magistratura in senso accentratore», prosegue l’articolo, sottolineando come nel governo di Meloni convivano anime diverse della destra italiana, dagli ex missini nostalgici del fascismo, come il presidente del Senato Ignazio La Russa, ai tecnocrati filo-europei.

Giorgia Meloni

L’incontro di Giorgia Meloni con Donald Trump

Secondo il servizio, le abilità di Meloni sono state evidenti nell’ultimo incontro alla Casa Bianca con Donald Trump. Lo preparò con una pila di schede con la sua posizione su qualsiasi tema che poteva essere affrontato, ed è sopravvissuta al test pubblico con compostezza, sottolinea Calabresi. «Sono del Capricorno – dice la premier -. Diciamo che sono fissata con alcune cose». L’autore riferisce poi che, una volta uscita la stampa dallo Studio Ovale, quando il colloquio con Trump si è concentrato sull’Ucraina, Meloni ha difeso appassionatamente Zelensky e la necessità di sostenere l’Ucraina fino alla fine. Trump ascoltò e rispose, ma senza che lo scambio diventasse polemico, il racconto di Meloni: «Lui è un combattente, e io sono una combattente».

L’ascesa politica e i «ridicoli stereotipi»

Il servizio ripercorre anche fasi della gioventù di Meloni, con episodi della vita familiare su cui viene interpellata anche la sorella Arianna Meloni: sul padre che abbandonò la famiglia, afferma: «Semplicemente a lui non importava di noi». Viene raccontato anche l‘episodio dell’incendio che distrusse la casa dove vivevano prima di trasferirsi alla Garbatella. Quel rogo «diede a Giorgia più coraggio, l’ha resa quella che è oggi», sostiene Arianna. «Forse è per quello – sorride Giorgia Meloni nel colloquio col Time – che mi sono unita al Msi, per la fiamma». Da lì l’inizio di una carriera ripercorsa nel servizio fino all’approdo al governo. Prima donna a capo dell’esecutivo, Meloni racconta di «aver dovuto affrontare ridicoli stereotipi» ma rifiuta i tentativi del governo di aggiustare quella o altre forme di discriminazioni, che definisce «quote».

Accuse respinte al mittente

Il suo approdo a Palazzo Chigi fu accolto con scetticismo anche dall’allora presidente Usa Joe Biden. «Semplicemente penso che non sapeva ciò di qui stava parlando», dice Meloni. Il servizio parla anche delle critiche che vengono rivolte in Italia alle sue politiche. «Mi hanno accusato di ogni cosa possibile, dalla guerra in Ucraina alla morte delle persone nel Mediterraneo. È semplicemente perché non hanno argomenti», commenta la premier: «Non sono razzista. Non sono omofoba. Non sono tutte le cose che dicono di me». E alla fine del colloquio si rivolge a Calabresi: «Sei una persona onesta. C’è qualcosa del fascismo che la mia esperienza ti ricorda, o che riguarda quello che sto facendo al governo?».