Il calo delle nascite è una delle grandi sfide sociali degli ultimi anni: il Censis ha previsto che nel 2040 solo una coppia su quattro avrà figli. In Friuli Venezia Giulia la risposta passa da un pacchetto di misure pensate per incidere sulla vita quotidiana delle famiglie, con un’attenzione particolare alle madri. Come riporta Il Giornale, la Regione ha scelto un approccio pragmatico, fatto di contributi economici, sostegni per la casa e servizi per l’infanzia, con l’obiettivo di contrastare la tendenza delle donne a fare sempre meno figli.
Aiuti alle madri in Friuli Venezia Giulia: i contributi economici dopo la nascita
Tra gli interventi più significativi ci sono gli assegni mensili destinati alle madri nel primo anno di vita del bambino. Si tratta di un sostegno economico che varia in base all’età anagrafica e alla condizione della donna.
Come spiega l’assessore regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia Alessia Rosolen a Il Giornale: «Gli ultimi provvedimenti li abbiamo varati venerdì, tre giorni fa. Abbiamo introdotto un contributo a fondo perduto di 40mila euro per le mamme che comprano la casa e diamo loro per il primo anno di maternità un assegno da 500 euro al mese se hanno meno di trent’anni e di 250 euro se hanno passato quell’incrocio. Tutto questo purché facciano una delle seguenti attività: lavoro, studio o un corso di formazione professionale».
Il sostegno economico è quindi legato anche alla partecipazione attiva della madre nel mondo del lavoro o della formazione, con l’obiettivo di favorire autonomia e continuità professionale.
Casa e stabilità: i contributi per l’acquisto dell’abitazione
Come detto sopra, accanto agli assegni mensili, la Regione ha introdotto questo contributo a fondo perduto fino a 40 mila euro per l’acquisto della casa. Una misura pensata per offrire stabilità abitativa alle madri e alle famiglie con figli.
Secondo quanto chiarito da Rosolen, il contributo è destinato a tutte le madri, anche straniere, ma con una condizione precisa: «La misura vale per tutte le donne madri, anche per quelle che arrivano dall’altra parte del mondo, ma la casa deve essere cointestata anche alla mamma».
Un vincolo che, nelle intenzioni della Regione, serve a garantire tutela e autonomia alle donne, evitando situazioni di dipendenza o fragilità economica.
Le misure sono inoltre legate a un limite Isee. Come puntualizza l’assessore «queste dotazioni vengono date alle mamme che abbiano un Isee non superiore ai 35 mila euro, il che equivale a un reddito di 75 mila euro».
Asili nido gratuiti dal secondo figlio e sostegno ai servizi per l’infanzia
Il terzo pilastro delle politiche regionali riguarda i servizi per l’infanzia. In Friuli Venezia Giulia, dal secondo figlio in poi, l’asilo nido è gratuito. Per i primogeniti, invece, sono previsti interventi per calmierare i costi e rendere le rette più sostenibili. «In Friuli Venezia Giulia — sottolinea Rosolen — dal secondo figlio l’asilo nido è gratuito, ma interveniamo anche per calmierare e contenere i costi dei nido per i primogeniti. Insomma, le rette sono abbordabili e più sopportabili per le coppie che hanno appena intrapreso il loro cammino».
L’idea è accompagnare le famiglie lungo un percorso che parte dal sostegno economico nei primi mesi e prosegue con servizi accessibili, riducendo il peso delle spese legate alla cura dei figli.
Contrastare la denatalità: l’obiettivo dichiarato della Regione
Il pacchetto di misure nasce anche da un dato demografico preciso: l’età sempre più avanzata alla nascita del primo figlio. In Friuli Venezia Giulia, come sottolinea l’assessore, la media supera i 31 anni.
«Oggi la cicogna arriva per la prima volta in Friuli a 31,7 anni — afferma Rosolen. — Tardi, troppo tardi. Noi vogliamo anticipare questo appuntamento prima della linea dei trenta, perché altrimenti il secondo pargolo diventa una chimera». L’obiettivo è quindi favorire scelte di genitorialità più precoci e sostenibili, creando le condizioni economiche e sociali perché diventare madre non sia un salto nel vuoto.