Per anni sono stati una presenza curiosa e quasi pittoresca del litorale ravennate. Oggi, invece, i pavoni di Punta Marina sono diventati quasi un caso nazionale. I volatili che vivono tra la pineta e le strade della località balneare sono finiti al centro di servizi televisivi, meme social e polemiche.

Da una parte ci sono i residenti che denunciano rumori continui, danni ai tetti e giardini devastati. Dall’altra chi considera questi animali parte integrante del paesaggio e difende la loro presenza.

Nel frattempo aumentano le proposte per accoglierli, dal Safari Ravenna ai privati, mentre anche Elettra Lamborghini è intervenuta ironicamente sui social. Il Comune invita alla prudenza: prima di decidere servirà un censimento ufficiale della colonia.

Il Safari Ravenna si offre di accogliere venti pavoni

Il Safari Ravenna, il giardino zoologico vicino a Mirabilandia, si è detto disponibile a ospitare venti pavoni all’interno della propria area pedonale. Nella lettera inviata alle istituzioni, come riporta Il resto del Carlino, il parco ha specificato di poter accogliere “15 maschi e 5 femmine”.

Il Safari Ravenna ha però chiesto che siano le istituzioni a occuparsi della cattura, del trasferimento e dell’applicazione dei microchip necessari per il tracciamento degli animali. Il parco ha inoltre ricordato che, una volta arrivati nella struttura, i pavoni dovrebbero affrontare un periodo di quarantena obbligatoria per evitare eventuali malattie trasmissibili agli altri animali presenti.

La colonia di pavoni di Punta Marina

La colonia di Punta Marina esiste da almeno dodici anni. Secondo le ricostruzioni, nel 2014 si contavano circa dieci esemplari, concentrati soprattutto nell’area della pineta vicina all’ex colonia dell’Aeronautica Militare. Negli anni il numero è cresciuto fino ad arrivare, secondo le stime della polizia provinciale, a circa 100-120 esemplari.

Durante il lockdown del 2020 i pavoni hanno progressivamente modificato le loro abitudini. Con meno persone in circolazione, hanno iniziato a spostarsi sempre più spesso nelle vie della località, dormendo sui pini domestici e sostando anche sui tetti delle abitazioni private.

Il Comune di Ravenna prepara il censimento con i droni

Prima di prendere qualsiasi decisione, il Comune di Ravenna vuole capire quanti siano realmente i pavoni presenti nella zona. Per questo l’amministrazione ha annunciato un censimento ufficiale che potrebbe essere effettuato con l’aiuto dei droni.

L’assessora ai Diritti degli animali Francesca Impellizzeri, riporta il Il resto del Carlino, ha spiegato: «In questi giorni ci stanno arrivando diverse proposte da privati per accogliere i pavoni e quella del Safari è certamente interessante. Le stiamo tenendo tutte in stand-by perché prima vogliamo procedere con il censimento dei volatili, che non è mai stato fatto, e condividere con le associazioni e la cittadinanza una soluzione».

L’assessora ha aggiunto: «Abbiamo individuato una ditta che possa effettuarlo e, perciò, il censimento sarà fatto entro maggio, probabilmente con l’ausilio di droni. La prossima settimana abbiamo un incontro per definire i dettagli. Vogliamo agire con trasparenza sedendoci a un tavolo con cittadini e associazioni per capire come contenere il numero nel rispetto di tutti».

Resta aperta anche la questione delle competenze amministrative. Sempre Impellizzeri ha chiarito che il Comune sta verificando «se spetti a noi o alla Regione autorizzare ed effettuare un eventuale trasferimento». Secondo quanto riferito dalla polizia provinciale, infatti, i pavoni sarebbero considerati “res nullius”, cioè animali senza proprietario.

Le proteste dei residenti e il progetto di convivenza

Il dibattito a Punta Marina è molto acceso. Diversi residenti raccontano di non riuscire a dormire a causa dei richiami dei pavoni, soprattutto nelle prime ore del mattino. Altri denunciano danni ai coppi dei tetti, infiltrazioni provocate dagli spostamenti degli animali, guano nei giardini privati e auto rovinate.

Negli ultimi anni il Comune aveva già provato a puntare sulla convivenza. Nel 2023 è partito un progetto gestito dall’associazione Clama, con incontri pubblici e cartelli informativi dedicati ai comportamenti corretti da tenere nei confronti degli animali.

Una parte dei cittadini, però, ritiene che queste misure non siano più sufficienti di fronte all’aumento del numero degli esemplari. Già nel 2022 un privato si era proposto di accogliere alcuni pavoni, salvo poi ritirarsi dopo aver ricevuto contestazioni via mail.

Il caso dimostra quanto possa essere delicato il rapporto tra animali selvatici o semi-domestici e spazi urbani. Situazioni simili, negli ultimi anni, si sono verificate anche in altre città europee, dove la presenza di specie molto adattabili ha aperto discussioni tra residenti, ambientalisti e istituzioni.

Da Elettra Lamborghini ai meme: il caso è diventato virale

Intanto i pavoni di Punta Marina sono diventati protagonisti anche sui social. Video ironici, meme e parodie continuano a circolare online, trasformando una vicenda locale in un fenomeno virale.

La pagina “Trash Italiano” ha dedicato diversi contenuti alla storia, mentre Elettra Lamborghini ha scherzato pubblicamente sull’idea di adottare alcuni pavoni per aggiungerli alla sua già nota colonia di animali. Molti sono arrivati a Punta Marina per cercare i celebri volatili e realizzare contenuti social.

Che animali sono i pavoni e dove vivono liberi nei parchi del mondo

Il pavone indiano (Pavo cristatus), il più comune dalle nostre parti, è originario dell’Asia meridionale ed è noto soprattutto per la spettacolare ruota colorata del maschio. Si tratta di un animale onnivoro e molto adattabile, capace di vivere sia in ambienti boschivi sia in contesti urbanizzati, soprattutto quando trova cibo facilmente disponibile e pochi predatori.

I pavoni di questa specie, non a rischio di estinzione, sono animali sociali e territoriali. I maschi utilizzano il celebre piumaggio per attirare le femmine durante la stagione riproduttiva. I loro richiami, particolarmente forti, possono essere uditi anche a grande distanza.

Nel mondo esistono diversi luoghi noti per la presenza di pavoni liberi o semi-liberi. Tra gli esempi più conosciuti ci sono i Jardins do Palácio de Cristal di Porto, in Portogallo, dove questi animali passeggiano abitualmente tra i viali panoramici del parco. Anche il parco storico del Leeds Castle, nel Kent, ospita da anni pavoni che fanno parte del paesaggio della tenuta. Negli Stati Uniti, invece, città come Arcadia, in California, convivono da tempo con colonie urbane di pavoni che si muovono liberamente tra giardini e strade residenziali.

In molti contesti turistici questi animali vengono percepiti come una presenza affascinante e scenografica. Quando però il numero degli esemplari cresce troppo, la convivenza con i residenti può diventare complicata, proprio come sta accadendo a Punta Marina.