È quello che tutti ci aspettiamo in estate. Sganciarci dagli impegni e dai doveri per svuotare la testa e fare il pieno di energie. Assorbirle insieme al sole, per non andare in riserva almeno fino a Natale. Quando potremo fermarci un’altra volta e fare un nuovo refill. Ci avete fatto caso come anche noi umani abbiamo bisogno di carburante per andare avanti? Quando finisce, ci sentiamo “esauriti”. Proprio come le auto o i telefonini o qualsiasi altra cosa richieda una qualche forma di “alimentazione” per funzionare.
I giorni prima di partire per le vacanze è stato tutto un incrociare facce tirate e sguardi schivi di gente desiderosa di prendere il largo. Come se ridursi ai minimi termini prima di “chiudere bottega” fosse nella natura delle cose. Una terribile ma ineluttabile necessità. O si corre o ci si ferma. Nessuna via intermedia. Nessuna alternativa all’appoggiarsi sul precipizio dell’emergenza continua, rendendo ogni cosa una priorità. Così, tra pause e sgasate, si va avanti. Facendo passare in un soffio mesi e anni, consumando le gomme, perdendo slancio. E finendo per chiedersi regolarmente, nel pieno rigoglio d’agosto, quando ci sentiamo più riposati e più vivi (ma già sappiamo che non durerà), se non ci sia un modo più equilibrato di vivere. Meno sfiancante e performativo. Più umano.
La risposta è sì, esiste. Ma bisogna imporsi di cambiare strategia. Inaugurando uno stile di vita meno “tossico” che rimetta al centro noi, i nostri desideri, i nostri bisogni e che ci permetta di produrre energie “sane”, che non finiscono e non ci s-finiscono. Proprio come accade in Natura. Anche lì ci sono risorse inesauribili e pulite, che in modo silenzioso fanno “girare il mondo”, ma che ci ostiniamo a non usare abbastanza. Benché siano l’unica reale alternativa per invertire la rotta di un sistema troppo guidato da logiche di profitto, che è destinato all’autodistruzione.
Gli incendi diffusi che hanno colpito tanti Paesi nel corso delle ultime settimane, le ondate di calore che hanno attanagliato l’Europa, le grandinate improvvise e violente che hanno rovinato intere colture sono i segnali inequivocabili di una soglia che è stata superata. Mai come ora è necessario porre un freno all’uso dissennato di combustibili fossili e a tutte quelle cattive abitudini che mettono in pericolo un Pianeta già “stressato” da crisi climatiche e conflitti, quasi sempre scatenati proprio dalla smania di controllo delle aree più ricche di risorse energetiche.
Uomini e Natura sono due facce dello stesso problema, abbiamo corso e macinato troppo. Abbiamo sottovalutato i segnali di allarme, ci siamo trascurati. Eppure sono già in noi le risorse per guarire. Abbiamo ribattezzato il numero di questa settimana Belle energie, perché è nato col preciso intento di valorizzare tutte quelle fonti “pulite”, personali e ambientali, che tengono acceso il motore su cui si regge la nostra esistenza.
Il sole, il vento, l’acqua dei fiumi e dei mari sono risorse rinnovabili e non inquinanti, su cui stanno investendo alcuni progetti visionari. Così come l’ascolto, l’empatia, l’attenzione, la cura sono le basi di quel patrimonio umano da cui dovremmo ripartire per immaginare un modo diverso di stare al mondo. Se ci sentiamo tanto bene in estate è perché dedichiamo il giusto tempo a noi stessi, dosando fatica e riposo, coltivando i rapporti sociali, nutrendo le nostre passioni, mettendo in pausa le notifiche dei vari device per dare più spazio alla connessione interiore. Non abbiamo bisogno di altro.
Ma come si fa a prolungare queste buone pratiche quando finiscono le vacanze? Abbiamo provato a dare alcune risposte in questo numero. Per esempio, invece di chiedere aiuto a booster artificiali e rimedi chimici quando ci prende l’ansia, chiamiamo un’amica. Non c’è niente di più calmante e serotoninergico di un abbraccio o di una bella chiacchierata. Le relazioni sono un nutrimento, le sapete alimentare? (il test e i consigli li trovate qui).
Invece di mettere la maschera al lavoro per sentirvi più forti, siate voi stesse all’ennesima, portando in ufficio tutte quelle attitudini e abilità che di solito usate in altri ambiti. Questo approccio si chiama “transilienza” e può darvi grandi soddisfazioni (ne parliamo qui). Infine, cominciate ad ascoltare il vostro corpo, non forzatelo quando vi chiede di fermarsi. Siamo macchine sofisticate, ognuna con un proprio ritmo, assecondatelo. La natura ha una sua saggezza. Non ignoriamola. Rispettiamo noi stessi, rispettiamo il Pianeta.