«Sono stata io a mettermi in questa situazione, sono stata io a dire che ci sto».
Quante volte ci siamo trovate a pensare una frase simile durante un momento di intimità e aver paura di tornare indietro? Eppure il consenso non deve essere esplicitato a parole e può essere revocato in qualunque momento.
Ma come far passare il messaggio? Bisogna spiegarsi più chiaramente, trovare un linguaggio del corpo inequivocabile? A volte ci sono paura e imbarazzo, soprattutto quando l’altro è convinto, per amicizia o confidenza, di non dover chiedere il permesso per entrare nel nostro spazio personale. Che si tratti di un ragazzo che ci prova, un compagno con cui non si ha voglia di fare sesso, un perfetto sconosciuto che condivide sui social una foto o un video intimo senza autorizzazione.
Il consenso è lo snodo cruciale non solo nei casi di abuso, anche in ogni situazione di intimità. Un tema complesso che ha a che fare con la libertà di scelta. Uno spazio fitto di zone grigie, tra fraintendimenti ed equivoci, valutazioni arbitrarie e non detti.
I racconti sul consenso di Scuola Holden
Di cosa parliamo, quindi, quando parliamo di consenso? Per capirlo, abbiamo “aperto” un nuovo capitolo del progetto Libere e Uguali di Donna Moderna, coinvolgendo la scrittrice Giulia Muscatelli e gli studenti e le studentesse della Scuola Holden.
Abbiamo chiesto ai ragazzi di di tradurre la loro visione del consenso in storie. Tutte quelle piccole storie quotidiane che tanto piccole non sono e che delineano un panorama più complesso di un semplice sì o no. «Se esiste un’arte deputata a dissezionare e riconsegnare la complessità delle sfumature, quella è la letteratura. La letteratura opera per intarsio, permette di abitare l’ambivalenza, di sondare l’interstizio tra il detto e il non detto» dice Giulia Muscatelli, che ha guidato gli allievi in questo percorso, selezionando e curando i loro testi.
«Sono testi che evitano la facile morale, restituendo un quadro narrativo “bello” nel senso più pieno del termine: autentico, stratificato, essenziale. Sono la dimostrazione che il linguaggio letterario è uno degli strumenti necessari per mostrare una realtà così difficile, senza semplificarla, senza tradirne la verità».
Risultato: un e-book con 10 racconti bellissimi. Più uno: quello della stessa Giulia Muscatelli.
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